La banalita' del Walter
Da quando è nato, e concepito -diciamo così- il Partito Democratico, si sono succeduti, senza soluzione di continuità, i discorsi fondativi.
Uno dopo l'altro, dal Lingotto al Circo Massimo, una serie di tentativi, di prove tecniche, di aggiustamenti, scenografie e parole d'ordine, cromatismi rassicuranti e leggii fino all'abolizione del vecchio palco imbandierato in virtù dell'americana pedana a penisola che porta l'oratore tra il pubblico. Un trionfo di improvvisazione continua, cialtronesca, un continuo rincorrere suggestioni e fenomeni, modi e identità pescati a caso: da Obama alla chiesa cattolica fino a gli sceriffi, ai romeni perfidi al bubu'settete delle città insicure...
Spigolature raccatate dall'ultimo tg, dall'ultimo rumors, boatos, dall'ultimo umore della gente. Un inseguimento grottesco, il risultato dello zapping prodotto dalle smanie di un manico-compulsivo, in crisi di identità, seduto sul telecomando. Dell'accordo con Di Pietro (e non è da escludere che qualche contatto elettorale sia stato tentato anche con Beppe Grillo o Napo-Orso-Capo ), parleremo dopo, resta il fatto che serviva ad inseguire altri rumors, boatos e umors, piazze e compagnie di giro varie. Unici esclusi i 'comunisti', il fardello più facile da scaricare dopo le tendenziose campagne stampa che gli attribuivano tutte le colpe del fallimento di Prodi, facilissimi capri espiatori, anche un pò stupidi comunque, da sacrificare in tempi ormai maturi per farlo in nome del nuovo, del moderno, dell'Occidente.
Il resto non è stata, e non è, che una ossessiva ricerca di testimonials, tutto al ritmo da tormentone dell'orecchiabile, quanto vago, jingle"riforme, riformisti e riformeremo". Un gran lavoro per gli addetti al marketing del Pd, che si son messi a studiare i 'tipi' giusti per catturare l'elettore giusto: strategia e target penosamente ingenui : la giovane di buona famiglia, il giovane imprenditore ( di ottima famiglia! ), ma anche l'operaio scampato al rogo Tyssen, e la donna del sud che si impegna, e il giornalista di radio Vaticano, tanti altri campioni del rappresentare, di certo non dell'essere, loro malgrado. Testimonial di un Veltroni, sempre più autoridottosi a un prodotto da smerciare, uno spot vivente tipo Giovanni Rana, auto celebrativo fino alla vanità, un panettone che parla beato dei suoi canditi , ridondante di 'trovatine' ad effetto, qualche volta anche un pò zuccherosamente ciniche. sempre comunque vuote.
"Riforme, riformisti e riformeremo" continua ossessivo il jingles, e eccoci alla genialata massima, l'alleanza con l'Italia dei Valori.
Il destino per Di Pietro era pronto nella testa di Veltroni, doveva predere il posto e il ruolo un pò truffaldino delle vecchie Arci, o delle vecchie Associazioni interne al Partitone mai rimpianto abbastanza. Associazioni prone e pronte a raccogliere e controllare le eventuali istanze del cittadino elettore, fosse esso una donna , un rude cacciatore, un impegnato gay in cerca di diritti o un accanito ballerino di liscio figurato col saltello. e ovviamente vi si faceva carriera, da capocircolino a verbalizzatore nel direttivo di zona, e per Di Pietro erano pronte un paio di poltrone d'angolo, noblesse oblige, in cambio dei votarelli dei 'giustizialisti', o dei grillini che allora, e a un miope, parevano un esercito.
Ecco la genesi del Partito Democratico, ecco con quale armata da Carosello ,Veltroni ha deciso , dopo aver fatto fuori Prodi, di andare alla singolar tenzone: Altro che gioiosa macchina da guerra, il carrozzone di un Dulcamara tronfio, convinto di aver finalmente trovato la pietra filosofale frugando nelle tasche della giacca smessa del mago Moderno, anche un pò triste per la verità.
Il carrozzone e Dulcamara perdono le elezioni, ovviamente, e quasi con sollievo si apprestano al 'governo ombra', ministri ombra e manco l'ombra di una presa di posizione, una riformetta magari interna, una idea un sussulto ideale.
Poi si apre la questione morale. Succede che alcuni amministratori Pd vengono indagati per corruzione, concussione e un paio di abusi d'ufficio, più o meno, non sottiliziamo. Urge una presa di posizione, anche perchè questo avviene in regioni delicate, l'Abruzzo e Del Turco si scaricano e ammortizzano bene ma la Campania e la Toscana son vitali.
In Campania si richia di compromettere ( scoperchiando il verminaio) anni e anni di predicuzze sulla camorra, anni e anni di sbandieramenti e 'coraggiose denunce', 'la diversità' tanto proclamata, le tre o quattro associazioni antimafia collaterali al partito, i capibastone che garanatiscono voti, tutti potrebbero abbandonare la nave, e quel residuo di credibilità spendibile altrove sarebbe compromesso.
La Toscana meriterebbe un discorso a sè: ganglio gestionale di tutto il centro nord, luogo in cui si sono concentrati gli sforzi maggiori per continuare il controllo e la podestà decisionale economico-finanziaria del Partito Democratico e in cui si sono consumati avvicinamenti accordi e spartizioni tra la nomenklatura e certi personaggi tra il compromesso e l'impresentabile che solo lo zoccolo duro dell'elettorato toscano poteva tollerare e sdoganare. Regione infetta da tempo ( molti sindaci sono stati indagati precedentemente e qualche amminsitrazione anche commissariati ) la cui capitale non può dimostrarsi corrotta perchè c'è in gioco il destino del Pd.
E allora che fare, deve essersi chiesto Veltroni e riconvocato lo staff di creativi ha deciso un paio di mosse sorprendenti: affidarsi al futuro, al vento, a una non meglio precisata assunzione di responsabilità, nonchè al povero Aldo Moro"Il Partito Democratico invece è nato per abitare il futuro. Per essere la vela con la quale l'Italia può prendere il vento nuovo: quel vento democratico che oggi sembra essere l'unica energia che può portare il mondo fuori dalla crisi. Ma non possiamo dare nulla per scontato. Non basta un'intenzione, per produrre un successo storico. Serve un'opportunità oggettiva, un'occasione prodotta dalla storia. E serve anche una convinta decisione soggettiva, che si traduca in una collettiva assunzione di responsabilità."..."Fu Aldo Moro il primo ad accorgersene, proprio nel '68, quaranta anni fa, dieci prima della sua tragica e barbara uccisione: "Tempi nuovi s'annunciano", aveva detto in un celebre discorso al suo partito. Tempi nei quali dovremo avere il coraggio di cambiare noi stessi, se vorremo essere ancora all'altezza del nostro compito." ( Relazione di Walter Veltroni alla Direzione nazionale del Partito Democratico, LEGGI 19 dicembre 2008)
Ma sopratutto , mentre riparte sempre meno suadente il jingle"riforme, riformisti e riformeremo", la trovata finalmente fattiva , una scuola di formazione politica nel mezzogiorno, che vedrà tra isuoi docenti nientepopò di meno che, o'fenomeno, Roberto Saviano.
Una sortita grottesca, di una banalità comunicativa triste come una questua, ammorbante, autolesionista fino al masochismo sessuale, talmente idiota da sfiorare la genialità.
Spigolature raccatate dall'ultimo tg, dall'ultimo rumors, boatos, dall'ultimo umore della gente nonchè dall'ultima classifica di Tuttolibri.
Aspettiamo con ansia l' Alba, ancor più tragica, Parietti.