Abbiano coraggio: votino l'AMNISTIA *

scritto da C.Abbondanza il .

JusticePersonalmente sono sempre stato contrario a quei provvedimenti di clemenza generalizzati. Ma altrettanto indecente (e inutile rispetto ai fini "dichiarati") è stato l'indulto. Altrettanto destabilizzanti sono state le leggi approvate dopo la breve partentesi di risposta allo stragismo mafioso del 1992, sino ad oggi (da centrosinistra e centrodestra) in materia di giustizia.
Con l'ipocrisia di fare le Leggi "per la Giustizia" quando erano esclusivamente Leggi "per se", per i propri amici e sodali, hanno leso pesantemente il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge e creato una Legge debole per i forti ed una Legge forte con i deboli. Per garantire impunità ai "colletti bianchi", alla criminalità mafiosa e finanziaria, che ha i mezzi per difendersi, hanno di fatto indebolito la capacità investigativa, passo dopo passo, taglio dopo taglio, sino a ridurla a lumicino. Se mancano i mezzi, se mancano le risorse, se mancano gli strumenti tecnici o i soldi per acquisirli, le indagini non si possono fare e ci si limita a colpire chi è preso in "flagrante"... chi è coinvolto nella più classica "nera"... con buona pace dei criminali in giacca e cravatta. Prendendo l'esempio del contrasto alle mafie, il quadro diviene cristallino: si è ridotto questa alla nefasta logica di "guardia e ladri" in cui il mafiosetto, il braccio "armato"... lo sgarrista di strada è facilmente perseguibile, mentre il nuovo "gotha" mafioso, quello dei "colletti bianchi" che non si sporcano con il sangue, quello che comanda, tratta, compra e investe è divenuto sempre più intoccabile...
Ed il sistema carcerario? Le carceri sono piene di poveri cristi, certamente colpevoli per le Leggi dello Stato, ma di criminalità spicciola. Dai tossicodipendenti, agli immigrati ed ai ladri di "polli". Poi c'è una fetta, piccola (troppo piccola vista la forza numerica e criminale che possiedono), di mafiosi. Poi ci sono anche un po' di assassini. Ma gran parte, praticamente tutti i "colletti bianchi", in carcere, con le Leggi varate dal Parlamento, non ci passano mai... se non qualche giorno per la custodia cautelare (e quando - raramente - capita è il pandemonio di dichiarazioni contro "l'abuso" della custodia carceraria, la privazione della libertà, della dignità ecc ecc da parte degli amici potenti).
Hanno fatto l'indulto dicendo che era per i poveri cristi, ammassati nelle carceri che non reggevano più. In realtà era chiaro (ed oggi è inconfutabile) che quel provvedimento servisse solo a salvare dal carcere alcuni "eccellenti"... dai "furbetti" delle scalate e politici complici, al Previti, ai faccendieri della criminalità finanziaria e politica. Oggi abbiamo di nuovo le carceri piene, in condizioni di assoluta insostenibilità... dove la dignità è negata. I "poveri cristi" che erano stati "liberati", senza la minima adozione di una "rete di protezione sociale", sono rientrati in cella in un baleno... perché chi magari ci era finito perché rubava per dare da mangiare ai propri figli, dopo tre giorni di buoni pasto, senza lavoro e da ex detenuto che andava a fare se non tornare a delinquere per "sopravvivere"?

E se la Legge (votata dal Parlamento, non dai magistrati) ha prodotto questo squilibrio, questa doppia Giustizia - forte per i deboli e debole per i forti - in materia penale, nel Civile non ha prodotto - e non sembra proprio voler produrre - alcun miglioramento. Eppure se la Giustizia civile non funziona si sa che rischia di bloccarsi il Paese... si generano conflitti sempre più pesanti, pronti a degenerare. Quando si aspetta un decennio per arrivare in fondo ad una causa, chi non ce la fa più ricorre ad altre strade. E quando lo Stato non garantisce la soluzione delle controversie e si imboccano altre strade si finisce a chiedere a chi si è fatto Potere parallelo allo Stato, in grado di fare quella "giustizia" che non si riesce ad intravedere nei Tribunali. Ritardi gravi e pesanti che minano alla radice la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, non vengono affrontati dal Legislatore... nonostante, ad esempio, sia proprio in quella sede che sempre più si avranno anche strascichi pesanti di quella "crisi" di cui tutti in questi mesi hanno parlato e straparlato, e che rischia di esplodere come nessuno ancora si aspetta. L'esempio del Diritto Societario è un altro esempio... e se non fosse stato per i continui e ripetuti richiami dell'Unione Europea avremmo ancora quel Diritto Societario "predatorio" che ha prodotto danni devastanti ai "piccoli", ad esempio, che fallivano e lasciato campo aperto ai "pescecani" che non avevano problema per raggirare norme e sentenze, anche grazie ad una pesantissima commistione tra settori di controllo e "professionisti" che ha inquinato quel cosiddetto "libero mercato" al fine di, nuovamente, far soccombere i deboli e premiare i forti, massacrando - grazie ad un mercato viziato - soprattutto piccoli impenditori.

In parallelo a tutto questo le carcere oggi sono il sigillo alla prova che il sistema di "recupero" non funziona. Le condizioni che si vivono nelle Carceri sono inumane e non "recuperano".
Il sistema carcerario, così come è oggi, ha fallito. Nel regime di carcere duro e a vita, per mafiosi e terroristi, si è visto che spesso qualcosa di pesante non funziona perché non è in grado di impedire concretamente e costantemente i contatti con l'esterno, così come con sconti di pena, grazie o concessioni di "ammorbidimenti" vari, nega la certezza della pena e la dovuta fermezza dello Stato. Nel regime normale, nella situazione di buona parte delle carceri alla negazione della libertà, si aggiunge quella della privazione della dignità dell'individuo, compromettendo alla radice la ragione stessa di quell'istituto, ovvero la funzione di reinserimento sociale.
Si producono esasperazioni da un lato, quello dei detenuti, e dall'altro, quello della polizia penitenziaria. Quando la situazione si esaspera è il momento in cui una testa calda, dall'una come dall'altra parte, perde il controllo e si generano tragedie come quelle dei pestaggi, degli stupri... dei suicidi. Un crescendo di insostenibilità umana che nega dignità (e questo non è il dettato costituzionale!) ai detenuti e trasforma alcuni agenti in "padroni" e non "custodi" di persone private della libertà e quindi certamente più deboli. Si sente qualcosa in merito alla necessità di trovare, subito, soluzione a questo? No. Ed anche qui: è equa una Legge che priva, nei fatti, di dignità oltre alla libertà, uomini e donne condannate, da un lato, e garantisce invece chi commette reati con capacità di danno maggiore, che del carcere, come detto e risaputo, non vedranno mai nemmeno l'ombra?

Ora la proposta del "processo breve" (centrodestra). Conseguenza (il)logica e scellerata di quel "Giusto Processo" immesso nella Costituzione per costituzionalizzare una norma anti-costituzionale (centrosinistra). E di nuovo per salvare i signori dal "colletto bianco", quelli che hanno processi sulle spalle come quelli per le morti causate dall'amianto o delle degenerazioni e corruzioni nel sistema sanitario, sino ai grandi crack societari o alle truffe, si procederà con il regalare impunità (non per depenalizzazione, bensì per prescrizione) anche ai colpevoli di reati connessi, ad esempio, alla mafia... come per lo sfruttamento della prostituzione, estorsione, usura, tratta di immigrati e via discorrendo. E, visto che devono cercare di salvare la faccia, si inventano che per chi ha già una condanna (senza distinzione, quindi anche per chi ha rubato per mangiare) il "processo breve" non vale. Ed invece vale per chi ha pendenze penali... quindi, ad esempio, chi ha magari diversi procedimenti paralleli, uno per omicidio, uno per stupro ed uno, magari, per traffico di droga, potrà avvantaggiarsi della norma (se sarà approvata) del "processo breve" per tutti i procedimenti in corso, con buone possibilità di evitare non una, bensì tutte e tre o quattro (o più) condanne, perché se entro due anni non arriva la Sentenza - dopo un regolare processo con dibattimento - è libero e incensurato, anche se dovessero emergere prove inconfutabili di colpevolezza per uno o per tutti i reati per cui era imputato.

Ed ancora: in Italia si continuano a celebrare processi che non porteranno nessuno in carcere, grazie agli effetti dell'indulto, se non quanti avranno condanne superiori ai 6 anni. Processi inutili che fanno perdere tempo a pm e giudici... ma anche soldi ad un sistema giudiziario già agli sgoccioli.

Ed allora si abbia il coraggio di fare quell'amnistia che almeno azzererebbe questo squilibrio. Ma la si faccia per ciò che serve al Paese e non per qualcuno in particolare. La si faccia escludendo i reati societari, per responsabilità diretta, che abbiano creato danni per oltre 200.000 euro, ad esempio. Che escluda l'omicidio volontario, preterintenzionale e colposo così come tutti i reati ambientali, per quelli associativi, come anche la violenza privata e sessuale... lo stupro e la pedofilia e pedo-pornografia. Che non contempli sconto alcuno per i reati contro la pubblica amministrazione... che escluda, quindi, corruzione e concussione, ma anche l'abuso d'ufficio, come anche il voto di scambio e la turbativa d'asta, la truffa... che escluda i reati di mafia e affini, dall'estorsione all'usura, dallo sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina al caporalato, dal riciclaggio al traffico delle sostanze stupefacenti, dal favoreggiamento al concorso esterno... Che escluda il terrorismo e l'eversione, come anche la falsa testimonianza.

Si faccia quindi un ultima Amnistia, ma vera e corretta, escludendo i reati gravi che abbiamo, ad esempio, indicato, e le condanne superiori ai 10 anni. Ma si rivedano anche le pene, depenalizzando quei reati per cui in meno di un anno si riempirebbero di nuovo le carcere per nulla risolvere... perché per risolvere il problema del consumo di droghe il carcere non serve, servono cure... così come per l'immigrazione clandestina non serve colpire i "diseredati" serve colpire chi gestisce i traffici che gli permettono di entrare clandestinamente per essere manovalanza della criminalità. Ed in parallelo si aumentino le pene per i reati dei "colletti bianchi" che forse fanno meno impressione ma che in uno solo colpo possono ridurre sul lastrico intere e molteplici famiglie o società. Si preveda una volta per tutte l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi ha condanne penali per gravi reati (come quelli indicati sopra), così come si diano pene severe, detentive e non ammende, per reati come la minaccia o i reati ambientali. Si appesantiscano le pene per stupri, violenza e pedofilia... Si crei una volta per tutte una Legge uguale per tutti ed un sistema capace di garantire la "certezza della pena".

Questa sarebbe soluzione logica, drammatica, ma logica ed equa. Il problema che proprio per questo non hanno il coraggio di farla... A loro, in Parlamento, da destra a sinistra, non interessa la soluzione del problema Italia, bensì solo la soluzione migliore per loro anche se comporta un peggioramento della situazione generale. D'altronde in questo nostro Paese la volontà è chiara (dell'una e dell'altra parte politica) e platealmente rappresentata dalle proposte sulla "rete". Proprio sulla questione "internet" si comprende quando il Parlamento ed il Governo (quello di prima e quello di adesso) voglia porre la questione sull'aspetto "penale", peraltro senza minimamente normare la materia. Ignorando che la "rete" non deve essere quell'ulteriore elemento che intasa i Palazzi di Giustizia con procedimenti per diffamazione o provvedimenti di sequestro di pagine o siti. Con una semplice norma si risolverebbe tutto... una norma che imponga la pubblicazione di smentita e rettifica - nella stessa pagina ove chi è stato (o ritiene di essere stato) offeso o oltraggiato -. Sarebbe un sistema semplice, lineare che non intasa i Tribunali e non permette un uso arbitrario della Giustizia per censurare fatti o critiche ritenute scomode. Ma loro no, quando non si tratta della "casta" giù con il pugno di ferro... giù con l'intasare i nuclei di pg delle Procure, le Procure stesse ed i Tribunali. Ma come detto: siamo in Italia ed il buon senso e l'interesse generale non conta... contano lor signori, punto e basta.


* pubblicato su facebook il 19.11.2009


NOTA su questi giorni

- Il coraggio non lo hanno e proprio oggi è stato approvato dal Senato della Repubblica il cosiddetto "Processo Breve"

- Bettino Craxi era uno dei corrotti, non l'unico. Le tangenti erano il fondamento di un sistema di corruzione in cui tutti erano al tavolo della spartizione, ad esempio anche il Pci e le cooperative emiliane, accanto a Psi e Dc, per citare i principali. Finita "mani pulite", arrivate le condanne, morti alcuni protagonisti, tra cui Craxi, la corruzione è continuata, perfezionandosi. Oggi e' ancora sistema trasversale del sistema politico, accettato da tutti i partiti (TUTTI). Ci sono le tangenti pagante con le "fatture" e le "consulenze", come ci sono ancora alcune mazzette vecchio stile, regali e sponsorizzazioni in cambio dei favori. Sulla formazione professionale esiste una tabellina di spartizione nazionale che garantisce in ogni regione i soggetti legati ai partiti di maggioranza e opposizione. I finanziamenti europei sono divorati dalle imprese "amiche" dei diversi partiti. I Conflitti di Interesse proliferano ed evitano pure il "pagamento" di tangenti, si prendono il tutto, direttamente. E' un panorama devastante come dimostrano le inchieste giudiziarie, dalla Puglia alla Lombardia, dalla Campania alla Toscana... A Genova si sta concludendo il primo procedimento per la nuova tangentopoli, il troncone cosiddetto "mensopoli", con i politici che ammettono le colpe davanti ai giudici e patteggiano le pene. Questa e' la realtà, da Craxi, oltre a Craxi... quindi non nascondiamoci dietro a ipocrisie, scaricando le responsabilità solo su alcuni (che non è altro che il gioco utile al Potere)

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