Genova vuole o no cambiare?
Genova è la città del mugugno, ma non cambia mai, si affida sempre agli stessi. Non bastano i disastri prodotti dalla devastazione del territorio, dalle colline al mare. Non bastano nemmeno quelle stragi di innocenti che inesorabili colpiscono gli abitanti di pezzi della città dove sorgevano (e sorgono) attività inquinanti, o dove sono stati occultati materiali tossico-nocivi. Non basta nemmeno che la città sia stata colonizzata dalle cosche che succhiano il sangue della comunità, svuotando le casse pubbliche, soffocando le imprese che lavorano onestamente e piegando dignità e libertà di sempre più ampi pezzi di società. No, pare che non basti. A Genova c'è sempre il mugugno, ma pare che nessuno voglia assumersi la responsabilità di un cambiamento...
Le cose si sanno, ma pare che le si voglia ignorare, quasi ingoiate e digerite dal mugugno stesso... o meglio se ne parla e riparla, ma non si compie alcun passo perché si cambi. Sembra che si aspetti, nell'acquiescenza generale, la Provvidenza. Sembra che nessuno osi muoversi per paura del Fato. Così è ridotta la città Medaglia d'oro della Resistenza che, con i suoi operai, contadini, studenti, mogli e madri, si era saputa liberare da sola dall'occupazione nazi-fascista. Oggi, sempre tanto orgogliosa di quel passato, quanto silente e immobile come il marmo nel presente.
Eppure gli eventi, soprattutto negli ultimi anni, ci dicono che la città se non cambia non ha futuro... piegata in una degenerazione che pare senza fine. E quegli stessi eventi ci dicono che ci sono le risorse, le energie e le capacità di cambiare rotta e di cambiare un futuro che appare già scritto, ma non lo è. Genova invece resta prigioniera di quella nomenklatura di ultima repubblica sovietica. Il “sistema” che si autoriproduce e si alimenta di una guerra tra bande del medesimo blocco, quello dominante, che nessuno osa nemmeno pensare di intaccare. Così Genova si appresta ad arrivare all'appuntamento per il rinnovo dell'Amministrazione Comunale.
Tutto secondo copione. Il blocco di Burlando che vuole affermarsi sul blocco della Vincenzi. Il centrodestra che è evaporato perché, in fondo, di vincere a Genova al rais Scajola non è mai interessato, visto che nel sommerso “patto” si è sempre garantito il suo feudo imperiese con opposizioni all'acqua di rose.
Non si parla dei problemi reali, non si valuta la realtà e le prospettive... Tutto è ridotto ad una guerra tra bande... in cui se si cede al meno peggio, per la città, per la comunità, è comunque e sempre il peggio!
I Comitati, espressione del territorio, sono stati per tempo “infiltrati”, quasi tutti, praticamente tutti. Addomesticati, per quella vecchia logica dell'entrismo di leniniana memoria che qui è una costante, scandita dalle rivendicazioni di autonomia e indipendenza fatte da servi che si mascherano bene lungo le barricate. Ed anche qui chi è libero, chi rifiuta di essere stato o di venire imprigionato dai servi mascherati da ribelli, pare accettare, alla fine, il copione già scritto, anziché sbattere la porta e muoversi, cioè pensare e agire, liberamente.
L'unica novità in questo contesto devastante è quella che alcuni cittadini, che guardano con speranza al MoVimento 5 Stelle, ma che non militano nei meetup organizzati, hanno indicato, alcune settimane fa, al Secolo XIX: la candidatura di Ferruccio Sansa.
E su questa novità, senza bisogno di capire se lui sia disponibile o meno, senza bisogno di capire se Grillo sia d'accordo o meno, oppure se i meetup siano o meno concordi, il PD è andato nel panico. E ci è andato con ragione. Sondaggi o non sondaggi, quella di Ferruccio Sansa sarebbe certamente una candidatura che rompe gli schemi e mette a rischio il partito trasversale degli affari e del cemento. Quella di Ferruccio Sansa sarebbe una candidatura di chi non rifiuta di guardare la realtà ed opera per cambiarla, migliorarla. Come giornalista e autore ha dimostrato di amare questa città, di amarne la comunità ed il territorio. Ha dimostrato indipendenza e autonomia di giudizio e capacità di alimentare la speranza. Ha pagato già un pezzo pesante per questo coraggio... stritolato da destra e da sinistra...Il mugugno è tollerato a Genova, fa parte del suo Dna... Non è tollerato invece l'indicare per nome e cognome i protagonisti delle malefatte e degli abusi sulla città, così come il chiamare corrotti i corrotti e mafia la mafia. Andare a scavare negli accordi che si stringono nelle stanze del Potere politico ed economico (che a Genova sono sempre gli stessi) e portarli alla luce, perché i cittadini sappiano e possano valutare, è considerata lesa omertà. E Ferruccio Sansa, così come molti dei suoi colleghi giornalisti, giovani giornalisti, ha avuto il coraggio, senza strabismi o partigianerie, di rompere il muro di silenzio e reverenza che protegge da decenni gli intrecci di Potere (politico, economico, finanziario ed ecclesiastico) che piegano la città, negando, per il profitto di alcuni, lo sviluppo e la rinascita. Questo non gli è perdanto dal Potere...
Lui potrebbe farcela e potrebbe davvero espugnare il Palazzo... potrebbe essere l'elemento che, come nella chimica, compone gli elementi giusti, dalla partecipazione alle competenze, per promuovere una svolta nella gestione della cosa pubblica di questa città... come ho scritto alcuni giorni fa: Genova da capitale del Partito del Cemento a capitale del Bene Comune!
Lui potrebbe farcela, il Partito degli affari e del cemento lo sa e scricchiola... Ma può farcela se c'è partecipazione da parte della comunità, cioè se il cambiamento è voluto e sostenuto dalla comunità... Da solo, se accettasse quella sfida, perderebbe.
E la città, la comunità, cosa fanno? Vogliono uscire dal mugugno ed assumersi un pezzetto di responsabilità per salvare Genova? Ripeto, non sappiamo se Ferruccio Sansa sia disposto ad accettare o meno quella eventuale candidatura a Sindaco, ma non è questo quello che ora ci deve interessare. La questione è un'altra: come cittadini possiamo certamente esprimerci per dire se riteniamo che quella di Ferruccio Sansa sarebbe una buona candidatura. E' un segnale che possiamo dare, assumendoci la responsabilità di dire: non sarebbe male!
Mettere la propria faccia ed il proprio nome accanto ad una scelta, ad una prospettiva, è un atto di responsabilità... E da cittadini è anche un dovere, oltre che un diritto, dire come la pensiamo! Oppure fa così paura la prospettiva, la semplice possibilità, di uscire dalla logica del “meno peggio”? Siamo così acquiescenti e indifferenti al nostro futuro, alla nostra terra da non volerci esprimere? Vogliamo ancora cedere il passo agli apparati delle clientele della nomeklatura, che magari ci propongono, per imbrigliarci e pilotarci dove è loro desiderato, nuove edizioni di Primarie o finte convention dal risultato già scritto?
Ad alcuni pare non faccia paura questa possibilità ed hanno aperto una pagina su facebook dove dire appunto “mi piace” a questa possibile ipotesi di cambiamento: http://www.facebook.com/pages/Per-Ferruccio-Sansa-sindaco-di-Genova-nel-2012/190168224368229?ref=ts
Voi che ne dite? Io ho cliccato "mi piace" questa possibilità, questa prospettiva... Voi?