Caro Michelangiolo...

scritto da C.Abbondanza il .

Michelangiolo Bolognini
Caro Michelangiolo...

da laico, ateo, non posso affidare il saluto ai riti pagani o cristiani che siano. Posso ricordare ciò che di straordinario hai fatto e ciò in cui continuerai ad esserci, compagno di impegno e stimolo ad andare avanti e mai arrendersi.

Alcuni dicevano che eri un “integralista” o peggio un “polemico”. Non eri né l'uno, né l'altro... Eri serio e vero. Dicevi ciò che andava detto, fuggendo sempre da quelle pratiche dilaganti di opportunismo, conformismo e da quella piaga chiamata ipocrisia. Ed è proprio questa tua coerenza, caparbietà e conoscenza che spaventava e minacciava quanti sceglievano di liquidarti come integralista, come il “solito” polemico.

Tu eri un medico che guardava ai fatti, ai dati. Non eri un alchimista e non ti prestavi ad annebbiare la chiarezza dei dati per verità di comodo. Tu eri sempre volto all'esclusiva ricerca della verità. Qualunque questa fosse. Anche se scomoda... anche se poi, alla fine, aumentavano i nemici, si serravano le fila di chi ti voleva far apparire per il “solito” polemico.

Hai sempre avuto un approccio scientifico. Che non è mai preconfezionato. Che non permettevi di svilire a propaganda. Nel tuo operare non accettavi che si piegasse il risultato scientifico, laico, ad una fede, ad una lobby, ad un interesse che non fosse quello della vita umana, della tutela dell'ambiente e della salvaguardia di questi...

Tu hai saputo più di altri, in questo Paese, tenere ferma e immutata la fiducia nelle Istituzioni. Lo hai fatto smascherando chi le piegava. Non per propaganda o ideologia, lo hai fatto, sempre, per affermare la verità.

Tu, più di altri, in questo Paese, hai compreso che per difendere la vita, sia umana sia dell'ambiente, bisogna difendere ed affermare altro. La “dignità” della persona che mai deve essere violata. Il “diritto” di ognuno ad una vita in cui la salute è tutelata e fondamento della libertà e dignità dell'essere umano, come il “diritto” ad un ambiente e luoghi di lavoro sicuri.

Tu, più di altri, in questo Paese, hai dimostrato quanto la correttezza e trasparenza della gestione della cosa pubblica, sia precondizione essenziale per garantire il rispetto di quella “dignità” e di quei “diritti”.

Sei stato un “custode della Terra” che ha avuto il coraggio di non tacere e che ha dimostrato che per difendere quei diritti e quella dignità, non ci possono essere santuari intoccabili o compromessi.

Hai compreso e reso chiaro a molti che la battaglia per la difesa della salute (che significa una gestione della Sanità centrata sulla prevenzione) e di tutela dell'ambiente è possibile vincerla solo se questa è coniugata alla lotta per l'affermazione della Legalità (che è giustizia sociale) ed una gestione della cosa pubblica, ovvero delle Istituzioni, sana, corretta e trasparente. Hai quindi compreso e reso evidente che non possiamo più tollarere chi nasconde i dati scientifici, quanti dovrebbero, per responsabilità pubbliche, intervenire ed invece omettono, quanti piegano la gestione del territorio e della salute a conflitti di interesse, corruzione, mafie e lobby economico-finanziarie... quanti, nella politica, come nell'associazionismo e nei movimenti, si prestano a fare da paravento a questo sistema che svilisce le Istituzioni e assicura il perpetuarsi della degenerazione che ha devastato l'ambiente, la salute, la consapevolezza stessa dei Diritti e, quindi, il senso di appartenenza ad una Comunità e ad uno Stato.

Come ha ricordato la tua compagna Adriana: non parlavate di morte ma della vita.

Nel privato come nel tuo lavoro e nel tuo impegno civile.

Tu hai seminato conoscenza e coerenza. Hai ricordato che bisogna essere credibili per incidere nel cambiamento che rimetta al centro l'esistenza umana, la tutela della nostra terra. Hai accusato, senza mezzi termini, quanti per propaganda a parole incantavano e nei fatti tradivano. Li chiamavi “i sinistri”. Li smascheravi, così come smascheravi quanti mentivano, coloro che si facevano paravento, quelli che piegavano persino il dato scientifico, ad interessi diversi dal “bene comune”. Hai avuto il coraggio di indicare le responsabilità, sempre. Senza sconti a nessuno, per risvegliare le coscienze. Perché la verità, ancora e sempre, potesse emergere e quindi stroncare chi piegava, anche sotto le più nobili bandiere, quei diritti agli interessi arrivisti di coloro che, nel pubblico e nel privato, erano e sono sempre pronti a svendere il diritto ad un ambiente sano, alla tutela della salute di ciascuno.

Chi ti ha conosciuto, chi ti ha incontrato, sa bene che non è retorica ricordare questo, ma semplice ritratto di ciò che è stata la tua esistenza. E da ora in avanti ognuno di coloro che ha avuto il dono di poterti incontrare, deve curare ciò che hai seminato... deve continuare la semina, con quella stessa tua passione, intransigenza, caparbietà e professionalità.

Il tuo ricordo ci accompagna e ci deve dare, ogni giorno, il coraggio di essere veramente liberi e coerenti a quegli obiettivi, rifiutando le ipocrisie e smascherando, senza timori, i falsari che vorrebbero svenderci il futuro. Tu ci hai insegnato che si può e si deve dire ciò che si pensa. Hai dimostrato che è possibile ed è dovere dire le cose come stanno, sempre, qualunque sia il prezzo da pagare e qualunque sia quella verità che altri cercano di tacere o annebbiare.

Ecco, caro Michelangiolo, questo è l'impegno che con te ci eravamo presi tanto tempo fa e che porteremo ancora avanti. Altri lo faranno... Questo ci permette e ci permetterà di averti sempre accanto.

E quella tua casa, in cima al monte che domina la piana di quella Toscana, che hai amato e che hai servito da cittadino libero, nella tua professione e nel tuo impegno quotidiano, è la finestra sul futuro che hai contribuito, con tenacia e fermezza, a tenere aperta. Era lo sguardo che poteva andare oltre l'orizzonte della realtà quotidiana e che forse meglio di ogni altro discorso, rendeva e rende ad ognuno l'idea della tua voglia di vivere e superare ogni ostacolo che ponga limiti a quella dignità umana ed a quei diritti che troppo spesso hai visto, abbiamo visto, traditi e violati. Per raggiungerla, quella casa, non era facile il cammino, così come non lo è stato e non lo è nel superare lo sconforto di una quotidianità che troppo spesso aveva ed ha il volto di una immediata sconfitta. Noi ora dobbiamo scriverlo questo futuro, tutti noi che abbiamo avuto il dono di iniziare un cammino con te. Tu hai dimostrato, sino all'ultimo, che non esiste il volto della resa, ma solo e sempre, quello dell'andare avanti, non tanto e solo per sé, quanto invece e soprattutto per gli altri.

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