Solidarieta' a GianCarlo Caselli

scritto da Ufficio di Presidenza il .

Giancarlo Caselli
GianCarlo Caselli è un magistrato, svolge il ruolo di Procuratore Capo di Torino. Ha il dovere di esercitare, come i suoi colleghi, l'azione penale.  La Procura di Torino in diversi casi si è dimostrata un poco "strabica", certo.  Può succedere e crediamo che se si producono gli elementi che permettono di correggere quello strabismo, gli "errori" possono essere conseguentemente corretti.
Se GianCarlo Caselli, davanti ad un indagine che mette in luce comportamenti violenti di alcuni soggetti, con accuse circostanziate, mai generalizzate, non solo poteva ma doveva procedere.  L'ha fatto ed ha dichiarato che non bisognava assolutamente generalizzare e che non era sotto accusa il Movimento NO TAV, ma solo quella piccola frangia violenta che foto e video hanno individuato come responsabili delle violenze che, non è mai male ricordarlo, hanno "deviato" le attenzioni mediatiche e quindi della grande parte dell'opinione pubblica, dalle più che giuste e motivate rivendicazioni del movimento NO TAV.



Chi vuole la TAV ha urlato che i NO TAV sono violenti ed ha cercato conferma nell'operazione della Procura di Torino contro i responsabili delle violenze durante le manifestazioni. Caselli li ha smentiti! Ha detto questa operazione, questi arresti, sono contestazioni specifiche ai responsabili delle violenze e non è una operazione contro la Val Susa o contro i No Tav. Questo è un punto fermo. Un elemento da sbattere in faccia a chi sostiene l'equazione NO TAV = VIOLENZA... Non è così e lo dice proprio il Procuratore Caselli... ed il Movimento NO TAV dovrebbe essere il primo, crediamo, nel ricordare a tutti questa chiara dichiarazione di Caselli...

Le aggressioni e gli insulti a GianCarlo Caselli non sono soltanto senza motivazione e giustificazione ma sono pericolosi e da condannare. Non sono critiche, che sarebbero e sono sempre legittime anche nei confronti dei magistrati (anche se la Procura di Torino non appena solleviamo una critica o una questione di opportunità in merito agli atteggiamenti o ai comportamenti di alcuni magistrati, fa scattare i sequestri preventivi delle pagine web). Non sono nemmeno denunce su eventuali violazioni dei doveri d'Ufficio che non ci pare essere state depositate in alcuna sede competente. Sono un'aggressione e come tale da condannare. I Magistrati devono poter operare in un contesto dove è tutelata la loro piena autonomia e indipendenza. Da ogni altro Potere dello Stato così come da ogni pressione esterna, sia essa di potentati economici o politici, anche di piazza. Le aggressioni e le minacce che alcuni stanno promuovendo contro Caselli, sono aggressioni e minacce contro l'indipendenza e l'autonomia della Magistratura.
Non abbiamo letto il provvedimento con cui si dispone la detenzione per quei soggetti individuati come i responsabili delle violenze a margine della manifestazione NO TAV. Non possiamo esprimerci nel merito perché, come in ogni occasione, se non conosciamo le carte non riteniamo corretto e credibile dare valutazioni. Possiamo dire che anziché richiedere le misure cautelari in carcere potevano essere adottati altri provvedimenti, considerando soprattutto che i video e le foto rappresentano una prova inequivocabile che non può essere inquinata. Ma questo è elemento che compete alle Difese, non a noi e non alla piazza.
Possiamo certamente dire che appare strano che non si siano adottati provvedimenti così rigorosi in altri ambiti di altre indagini. Possiamo dire tutto. Ma la questione oggi è: il movimento NO TAV, che non era e non è responsabile di quelle violenze che la Procura di Torino sta contestando con i propri provvedimenti, deve evitare di farsi trascinare nella difesa di comportamenti inaccettabili, volti solo a creare disordini, assai pericolosi anche e soprattutto perché rischiano di minare la credibilità e la giustezza della mobilitazione contro la TAV. La questione oggi è condannare le violente aggressioni contro Caselli e la Magistratura.
Si è registrata una diversità di valutazione sui reati commessi da alcuni piuttosto che da altri? Si indichi questo, si producano - come ad esempio noi abbiamo fatto in diversi casi - le considerazioni e constatazioni sul merito, e si chieda, anzi si pretenda, che si vada a fondo e che si correggano gli errori.
Non ci sottraiamo però su un punto. Si dice che Caselli e la Procura di Torino non pongono le attenzioni dovute sulla gestione del progetto e dell'opera della Tratta Torino-Lione della TAV.  Può essere così, ma non sappiamo quali fascicoli siano aperti e quali attività di indagine siano in corso. Mettiamo pure che però sia così, che non ci sia alcuna attenzione inquirente in merito. Allora, ed in ogni caso, come abbiamo già detto e ripetuto si faccia tutto ciò che serve (e che poi è anche, crediamo, un "dovere"), da cittadini, e si raccolgano elementi utili, li si porti sul tavolo della Procura e quindi si chieda di procedere. Se si registrano "ritardi" o "distrazioni", si denunci la questione pubblicamente e la si segnali alle preposte sedi.
Noi da parte nostra, come abbiamo detto, siamo disponibili a portare il nostro pieno supporto, partendo anche dal promuovere la richiesta di sequestro preventivo dell'area di scavo individuata a Chiomonte, visto che lì, se dovesse partire lo scavo, significherebbe disperdere polveri di uranio, amianto e radio, che sono devastanti (come il dott. Guarinierllo ha dimostrato con il processo Eternit, per quanto concerne l'amianto) non solo per la dispersione nell'ambiente, ma per la stessa salute e vita umana.

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