Tirreno Power consapevole verso il fallimento (certamente) già dal 31.12.2012

scritto da Ufficio di Presidenza il .

«Tirreno Power ha consuntivato nell'esercizio chiuso il 31 dicembre 2012 un risultato negativo pari ad euro 159.105 migliaia (…) Il bilancio presenta inoltre un indebitamento finanziario netto per euro 702.790 migliaia, riferibile principalmente al finanziamento "Corporate",…, stipulato in data 13 giugno 2007 da Tirreno Power con un pool di banche (…)»

La stessa Tirreno Power affermava che il risultato negativo era «imputabile alla concomitanza di diversi fattori tra i quali la riduzione dei margini rispetto a quelli conseguiti negli esercizi precedenti e la significativa svalutazione dell'avviamento registrata ad esito dell'impairment test, per effetto della revisione delle prospettive economico-finanziarie future evidenziate nel Piano a Medio Lungo Termine 2013 - 2035 approvato dal Consiglio di Amministrazione…»

 

Ed ancora si indicava chiaramente che «Alla luce di tale andamento, allo stato attuale, si ritiene che sussistano incertezze sulla possibilità di riuscire a rispettare i parametri finanziari previsti dal contratto di finanziamento TRFA per il 30 giugno 2013 e pertanto Tirreno Power si dovrà attivare per richiedere un "waiver" al Pool di Banche. Il mancato rispetto dei convenants, infatti, rappresenterebbe un evento di default che consentirebbe agli istituti finanziari di richiedere anche il rimborso anticipato del finanziamento. In ogni caso, i flussi finanziari attualmente generati dalla Società, sulla base di quanto evidenziato nel Piano a Medio Lungo Termine, non consentono la restituzione del finanziamento in un'unica soluzione alla scadenza del 30 giugno 2014 e pertanto la Società ha necessità di attivare le opportune azioni di rifinanziamento.»

E quindi si dichiarava che «A causa dell'insieme delle circostanze sopra evidenziate, si ritiene che, alla data di redazione del presente documento di bilancio, sussistano significative incertezze sia di natura operativa sia di natura finanziaria che possano far sorgere dubbi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale».

Non lo abbiamo scritto noi della Casa della Legalità. Non lo ha scritto nemmeno la Rete Fermiamo il Carbone di Savona. Neppure la Procura, consulenti o GIP del Tribunale di Savona. Tutto ciò è stato ufficialmente scritto ed approvato dal Consiglio di Amministrazione di TIRRENO POWER SPA, in cui erano rappresentati i soci così come dallo schema seguente:


Si tratta del “BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2012”.

Guardando il capitolo di Bilancio “DEBITI PER FINANZIAMENTI”, l'indebitamento finanziario netto che abbiamo già visto, per euro 702.790 migliaia, è indicato diversamente:
«I “Debiti per finanziamento”, pari ad euro 901.690 migliaia, si riferiscono principalmente al finanziamento “Corporate” ottenuto dalla Capogruppo da un pool di banche denominato “Term and Revolving Facility Agreement” (TRFA) stipulato in data 13 giugno 2007. Il costo di ammortamento di tale finanziamento è pari a 901.690 migliaia, di cui 2 migliaia di interessi maturati esposti per una migliore rappresentazione tra le passività finanziarie a breve».
Ecco l'estratto (così che nessuno dica che ci inventa qualcosa):


Anche la Relazione della società di revisione (la ERNEST & YOUNG) è categorica. Vediamone alcuni estratti:

«I risultati consuntivati nei primi mesi del 2013 evidenziano un risultato gestionale in peggioramento rispetto al 2012 e, conseguentemente, sussistono incertezze sulla possibilità di riuscire a rispettare i parametri finanziari (“covenants”) previsti dal contratto di finanziamento intrattenuto con un pool di banche per il 30 giugno 2013. Il mancato rispetto dei covenants rappresenterebbe un evento di default che consentirebbe agli istituti di richiedere anche la restituzione immediata di tutto o parte del finanziamento».

«Alla luce di quanto descritto, permangono molteplici significative incertezze che, in considerazione delle interazioni e dei possibili effetti cumulati delle stesse, fanno sorgere dubbi significativi sul presupposto della continuità aziendale e, conseguentemente, sulla capacità della Società di realizzare le proprie attività o far fronte ai propri impegni nel normale corso della gestione»

E quindi, sempre la Relazione della società di revisione:

«A causa della rilevanza degli effetti connessi alle incertezze descritte... non siamo in grado di esprimere un giudizio sul bilancio d'esercizio d'esercizio della Tirreno Power Spa al 31 dicembre 2012»

«La responsabilità della redazione della relazione sulla gestione, in conformità a quanto previsto dalle norme di legge, compete agli amministratori della Tirreno Power Spa. E' di nostra competenza l'espressione del giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio, come richiesto dalla legge. A causa della rilevanza degli effetti connessi alle incertezze descritte... non siamo in grado di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio d'esercizio della Tirreno Power Spa al 31 dicembre 2012».


Questi dati sono stati tratti ed indicati, dagli Amministratori di Tirreno Power, anche alla luce dell'ottenuta approvazione (più che discutibile sul piano politico, oltreché su quello giudiziario) dell'ampliamento della Centrale di Vado Ligure (con il nuovo gruppo da 460 MW e cessazione dei due vecchi gruppi a carbone). Infatti si legge nei medesimi documenti di Bilancio: «Nel corso del 2012 la Società ha ottenuto il Decreto autorizzativo emesso dallo Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione di una nuova unità a carbone da 460 Mw presso la centrale termoelettrica di Vado Ligure con un investimento stimato di circa euro 580 milioni (compreso il carbonile) e a dicembre 2012 ha ottenuto il rilascio del Decreto AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per il medesimo sito».

Sono dati ribaditi e confermati dalla Società di Revisione che, proprio alla luce di tali elementi ha indicato l'impossibilità di certificare il bilancio della Tirreno Power e pertanto si è rifiutata di esprimere il giudizio di competenza in merito.

Appare palese, inoltre, che nel quadro delineato (159.105.000,00 € di passivo ed 702.790.000,00 di debiti verso le banche non pagabili nei termini di contratto, ovvero entro il 30.06.2014) i fondi per la realizzazione dell'ampliamento (580 milioni di euro)non ci fossero.

Di più: con un tale passivo ed un indebitamento verso le banche da quasi 703 milioni di euro (ovvero un “costo di ammortamento di tale finanziamento” pari a901.690.000,00 €”) era improponibile pensare ad un nuovo ulteriore finanziamento da parte delle banche per altri 580 milioni.


Qualunque
Istituto Bancario, davanti ad una inequivocabile situazione di sofferenza (dichiarata a Bilancio e sottolineata dalla Società di Revisione) con anche presupposto, sempre secondo indicazione iscritta a Bilancio e quanto ribadito dalla Società di Revisione, di insolvenza), avrebbe dovuto rigettare una richiesta di ulteriore indebitamento per la copertura dei 580 milioni. Non parliamo poi dell'esito scontato che tale ipotesi di nuovo finanziamento avrebbe avuto davanti ad un esame della Centrale Rischi.

Il problema, comunque, non si è posto perché Tirreno Power non aveva la minima intenzione di procedere con il progetto presentato ed autorizzato (con tutte le criticità evidenziate dall'inchiesta e quindi oggetto del procedimento penale). Tirreno Power voleva ottenere le autorizzazioni per poter andare avanti con una nuova AIA ed autorizzazione Ministeriale in tasca, rinviando sine die l'attuazione del progetto presentato ed eludendo quindi ancora una volta gli obblighi previsti dall'AIA.
Testimonianza incontrovertibile di questo è il fatto che al marzo 2014 (quando è scattato il sequestro) non fosse stato avviato alcun intervento di quelli previsti, così come nemmeno successivamente al sequestro, e siamo al febbraio 2015, nessun intervento è stato fatto. Ed anzi Tirreno Power ha dichiarato che non avrebbe proceduto alla realizzazione del progetto dalla stessa presentato per l'ottenimento dell'AIA.

Da qualche anno, fortunatamente, le attenzioni dell'Autorità Giudiziaria, oltre che alle questioni ambientali, si sono poste anche sui dirigenti degli Istituti di Credito che, davanti a chiare situazioni di sofferenzaed ancor di più davanti ad insolvenza, continuano ad elargire nuovi ulteriori finanziamenti(si veda l'inchiesta proprio della Procura di Savona sul crack del Gruppo GEO in cui sono coinvolti, per concorso con il NUCERA Andrea, anche i vertici delle Banche con il BERNESCHI Giovanni in prima fila).

Come per il caso del gruppo GEO, anche in quello di Tirreno Power, nessun Dirigente di Istituto di Credito, potrà domani dichiarare che “non conosceva” la situazione di Tirreno Power, visto che era scritta, chiaramente ed inequivocabilmente, nello stesso Bilancio della Tirreno Power e ribadita dalla Società di Revisione. Quindi un domani, i Dirigenti delle banche che davanti a tale sofferenza (ed evidenteinsolvenza rispetto al rientro del prestito ottenuto) han ben pensato di allungare la mano per nuove elargizioni e/o rinnovi del credito, non si stupiscano se dovessero venire chiamati per rispondere anche sul piano penale dei danni prodotti all'Istituto di Credito, così come per il concorso in un eventuale crack dell'impresa.


Ora, comunque, guardando al
Bilancio 2012 dovrebbe divenire chiaro a chi ancora non lo avesse compreso (e soprattutto a chi si è ostinato a far credere di non averlo compreso) il perché Tirreno Power ha rinunciato autonomamente (dopo l'ottenimento delle Autorizzazioni al nuovo impianto) alla realizzazione dell'ampliamento. Non era economicamente sostenibile per la situazione di Tirreno Power.

Diviene quindi palese - e questo è un punto che occorre ribadire perché deciso per inquadrare la questione - che Tirreno Power avesse richiesto quelle autorizzazioni, consapevole dell'impossibilità di realizzazione del progetto presentato, ma solo ed esclusivamente con l'obiettivo di “tirare avanti” finché poteva, con il solo fine di garantirsi il massimo profitto possibile, senza alcun investimento (carbonile, impianti di monitoraggio, mtd)... Il tutto finché non fosse sopraggiunta la chiusura o il crack e continuando, nel frattempo, con il devastare (consapevolmente) ambiente e salute (e seminando morti).

Infatti, l'ulteriore elemento interessante, da tenere ben presente, è che questo quadro non è conseguente al sequestro dei vecchi gruppi a carbone disposto nel marzo 2014 (e mai impugnato!!!), bensì precedente, conclamato al 31 dicembre 2012 dalla stessa Tirreno Power e dalla Società di Revisione.


Le domande che, quindi, è doveroso porre, sono le seguenti:

- chi ha fatto pressioni sulle Banche perché concedessero a Tirreno Power revisione del finanziamento di € 702.790.000,00, quando questa ha evidenziato non solo il suo pesante passivo ma anche che «sussistano significative incertezze sia di natura operativa sia di natura finanziaria che possano far sorgere dubbi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale»?

- chi si è, quindi, assunto, all'interno delle Banche, la responsabilità di non richiedere il pagamento al 31.06.2014 dei 702.790.000,00 €, bensì ha proceduto con il rinnovare il prestito pur davanti ad una situazione disofferenza conclamata a Bilancio della Tirreno Power, ed anche di possibile insolvenza (anticipata nello stesso Bilancio al 31.12.2012 e sottolineata dalla Società di Revisione), visto e considerato che nello stesso Bilancio 2012 era ufficialmente scritto che «sussistano significative incertezze sia di natura operativa sia di natura finanziaria che possano far sorgere dubbi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale»?

- BURLANDO Claudio nelle sue telefonate con DE BENEDETTI Carlo non ha mai affrontato questa bazzecola della situazione di passivo e indebitamento di Tirreno Power che rendeva chiaramente inattuabili investimenti ventilati a più riprese (e non a caso mai realizzati)?

- gli Enti Locali e la Regione Liguria (a partire da BURLANDO e dall'Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, GUCCINELLI Renzo) che hanno fatto l'impossibile per far passare le richieste della Tirreno Power, non hanno mai verificato la situazione economico-finanziaria di Tirreno Power? E se l'hanno verificata, come hanno fatto a sostenere l'affidabilità (sic) della Tirreno Power e delle promesse da queste pronunciate, quando nel Bilancio era scritto chiaramente che «sussistano significative incertezze sia di natura operativa sia di natura finanziaria che possano far sorgere dubbi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale»?

- i SINDACATI, che tanto si prodigano – come gli esponenti politici degli Enti Locali e della Regione Liguria – per permettere a Tirreno Power di reiterare i gravi reati contestati dall'Autorità Giudiziaria, non avevano mai visto la situazione di Tirreno Power? Non si erano mai accorti che era una società piegata da un devastante dissesto finanziario? Su cosa basano, quindi, le loro valutazioni sulla (asserita ma inesistente) serietà dell'azienda?
Ed ancora: anziché continuare per un anno ad attaccare la Procura non potevano notare che nel
Bilancio della Tirreno Power era scritto chiaramente - e confermato dalla Società di Revisione - che «sussistano significative incertezze sia di natura operativa sia di natura finanziaria che possano far sorgere dubbi sulla capacità della Società di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale»?

P.S.
Sempre nel
Bilancio di Tirreno Power esaminato, che è caratterizzato da un passivo di 159.105.000,00 € ed un indebitamento finanziario netto per euro 702.790.000,00 €, si legge anche: «I dividendi distribuiti agli azionisti sono rappresentati come movimento di Patrimonio netto alla data in cui sono approvati dall'Assemblea degli Azionisti».
Non vorranno per caso dire che davanti a quel quadro da "defoult" han ben pensato di
prendersi quota parte dell'incasso annuale (prodotto, tra l'altro, ampliando - consapevolmente - il disastro ambientale e sanitario)?


QUI IL
BILANCIO INTEGRALE DI TIRRENO POWER 2012 (in formato .pdf)

QUI IL DOSSIER “TIRRENO POWER ED I SUOI COMPLICI” (in formato .pdf)
per approfondire la questione dell'
inchiesta del disastro ambientale e sanitario prodotto dalla Centrale di Vado Ligure ed anche gli elementi che dimostrano la piena consapevolezza (e corresponsabilità) di amministratori e funzionari pubblici, dagli Enti Locali a salire sino alla Regione e Ministeri


Stampa