Savona, 20 anni di LIBERA, tra timidezza ed omertà
Alcuni giorni fa LIBERA a Savona ha realizzato un'iniziativa denominata “20 anni di LIBERA”... Iniziativa dopo iniziativa, a Savona, però continua ad essere timida... troppo timida... spesso omertosa. Questo non fa bene a Savona, non fa bene a LIBERA e non fa bene a nessuno (se non a chi può sentirsi rassicurato da quelle timidezze ed omertà).
La questione l'abbiamo sollevata, al dettaglio, nell'agosto scorso (vedi qui e qui). Venne ripresa ed approfondita dal giornalista Mario Molinari su "Ninin" che ci ha fatto le pulci, per verificare se quanto sollevato dalla Casa della Legalità era fondato ed avesse riscontri. Nessuna risposta da LIBERA è giunta, anzi, come già ricordavamo giravano e-mail interne che affermavano che bisognava “fermare Abbondanza” ovvero il presidente della Casa della Legalità. Qualcuno, “reo” di aver chiesto di chiarire la questione, è stato pure messo “sotto processo” interno, a Savona, con arrivo di rinforzi dalle altre province.
Noi, ora riponiamo la questione con 2 punti...
1) Il braccialetto al CANGIANO Giorgio e la richiesta (postuma) di chiarimento
Che quell'ACCAME Fabrizio candidato nella coalizione di CANGIANO, più volte (prima, durante e dopo la campagna elettorale) fotografato insieme a CANGIANO Giorgio, fosse uomo che operava per i noti FAMELI Antonio, GULLACE Carmelo e PRONESTI' Antonello, è un fatto noto dal 2012 se si guarda ad Atti Giudiziari (di pubblico dominio). Un fatto noto ancora da prima se si osserva ciò che accade nel territorio. Quindi quando CANGIANO lo ha accettato come candidato di una lista della sua coalizione si sapeva già per chi lavorasse l'ACCAME, fatto ora confermato dalla recente operazione “Real Time” che ha portato all'arresto del GULLACE Carmelo.
Quindi, attenzione, anche LIBERA Savona, sapeva già nel 2014, quando ha dato il “braccialettino” al CANGIANO, chi fosse quel candidato nella sua coalizione alle amministrative del 2014, con cui si mostrava pubblicamente (ed in foto) insieme (prima, durante e dopo, la campagna elettorale).
Allo stesso modo si sapevano le altre cose che abbiamo ricordato recentemente, così come si sapeva benissimo – quando LIBERA Savona gli ha dato il “braccialetto” - che il CANGIANO Giorgio, neo Sindaco di Albenga, negava pubblicamente che lì ad Albenga e nel comprensorio fosse presente la 'ndrangheta.
LIBERA Savona quindi che cosa decide di fare ora che il caso di Albenga è diventa di interesse nazionale? Decide di scrivere una lettera al Sindaco in cui gli chiede di “chiarire” la questione ACCAME. Sono timidi, bisogna capirli... loro chiedono a quello (CANGIANO) che, sapendo chi fosse ACCAME, lo ha accettato al suo fianco nelle elezioni del 2014, di chiarire. Non è che gli dicono: "visto il negazionismo sulla presenza della 'ndrangheta, visto chi hai avuto tra i tuoi candidati e supporter, non si può che considerare indecente tale atteggiamento e pertanto devi restituire subito il “braccialetto”. Verificheremo cosa avverrà di qui ad un anno e poi valuteremo se ridartelo" Assultamente no.. Figuriamoci... Sia mai... CANGIANO è del PD!
Poi che il PD di Albenga sia fatto da ex uomini di TEARDO, come il TESTA Mauro, o dal prestanome del GULLACE Carmelo, come il CASSANI Paolo, poco conta, sempre PD è.
2) Il silenzio sui FOTIA... e sull'Autorità Portuale (e non solo)
Ancora oggi c'è silenzio assoluto sul fatto che un pezzo di LIBERA Savona, la CISL, nel 2012 sia scesa in piazza contro le misure interdittive antimafia a carico delle imprese dei FOTIA, emesse dalla Prefettura di Savona (confermate dal TAR).
LIBERA Savona sui FOTIA, con la propria Referente provinciale Dina MOLINO taceva e tace, nonostante solleciti che sono stati inviati da più parti.
Taceva e tace anche sui lavori affidati ai FOTIA dal Comune di Savona (guidato da quel PD di cui esponente era sino all'arresto - ed anche dopo visto che dal carcere era candidato - quel DROCCHI Roberto finito agli arresti proprio per aver agevolato i FOTIA).
Taceva e tace anche sui lavori affidati ai FOTIA dall'Autorità Portuale di Savona (dove dirigente e responsabile gare e lavori è il Flavio Destefanis, marito di Dina Molino, la Referente Provinciale di LIBERA Savona).
Eppure la tanto enunciata battaglia per la “trasparenza” e la “antimafia” proprio davanti ai fatti che riguardano l'Autorità Portuale di Savona avrebbe imposto a LIBERA Savona di prendere una posizione netta. Non lo ha fatto... che sia perché il Responsabile di gare ed altro di quell'ente sia il marito della Referente provinciale di LIBERA Savona o per altra ragione non lo sappiamo. Il silenzio però e stato certo ed assordante.
Vediamo due esempi:
Trasparenza - in questo cartello di un cantiere dell'Autorità Portuale dove spicca il nome di Flavio Destefanis quale “Coordinatore Sicurezza” e “Direttore Lavori” ci sono più “xxxx” che dati, e ciò non ci pare essere esempio di trasparenza:
Fotia a go go – oltre agli appalti e lavori per l'Autorità Portuale del passato, attraverso il monitoraggio delle opere pubbliche effettuato dalla Questura di Savona, è stato accertato che vi era la presenza nel cantiere della costruenda PIATTAFORMA MAERSK di Vado Ligure anche tra l'aprile e giugno 2014.
Chi è indicato chiaramente nel cartello cantiere come “ALTA SORVEGLIANZA” e “Responsabile Unico del Procedimento” di quel cantiere? Il Flavio Destefanis, marito della Dina Molino, referente savonese di LIBERA:

Vogliamo affrontare il problema?