“Papà perché hai denunciato la ‘ndrangheta?” La vicenda di Mauro Esposito per la residenza San Carlo di Rivoli

scritto da Simonetta Zandiri il .

Processo “San Michele”, udienza 4 maggio 2016. Il primo testimone del giorno è Esposito Mauro, coinvolto nella vicenda della Residenza San Carlo di Rivolidella quale ha parlato, nell’udienza del 3 maggio, il teste Impellizzeri Biagio Claudio (qui resoconto udienza )
Secondo la ricostruzione della Procura nella vicenda di Mauro ESPOSITO emergono le pressioni esercitate nei suoi confronti per indurlo a dimettersi dalla direzione dei lavori del cantiere “Residence San Carlo”, nel comune di Rivoli, con metodi tipicamente mafiosi utilizzati dal gruppo criminale...

Ricostruiamo la vicenda ed i protagonisti.

Il Gruppo R.E.A. srl, del quale è amministratore unico Nicola MIRANTE (uno degli imputati) partecipava ad una tranche dei lavori di costruzione per la realizzazione della Residenza San Carlo (85 appartamenti, 6 esercizi commerciali, 71 box auto, posti auto e aree verdi di pertinenza) in Corso Susa , a Rivoli, all’altezza di Via A.Lincoln. Le opere, per un importo complessivo di 9.600.000 Euro, venivano commissionate a MIRANTE Nicola dalla società EDILRIVOLI, detentrice della commessa, presidente del CdA TOSATTO Fabrizio e vice-presidente CHIANTELASSA Pier Mario, con  investitori legati alla Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni meglio nota come BIM SPA ( http://www.bancaintermobiliare.com/area-media/news/l%E2%80%99assemblea-degli-azionisti-di-banca-intermobiliare-s.p.a.-approva-il-bilancio-2015.html ) , con sede a Torino, il cui amministratore delegato è D’AGUI’ Pietro, originario di Palizzi (RC). Stando a quanto comunicato sul sito nell’aprile di quest’anno la BIM SPA ha chiuso il bilancio 2015 con una perdita d’esercizio di 28,8 Milioni di Euro (perdita di 11,1 Milioni di Euro al 31.12.2014)...

L’udienza ha inizio alle 9:30.

PmSparagna: Ma l’imputato Greco Pasquale può stare vicino agli altri imputati? Non ha un divieto di colloqui… ? Arresti domiciliari con possibilità di parlare con…
Presidente: no, soltanto con persone della famiglia
PM: No, visto che chiedevamo luci su questo aspetto…
Presidente: (…) sì, ha ragione (…) gli arresti domiciliari sono…

La difesa Mirante chiede acquisizione di n.66 documenti, gli avvocati non si oppongono.
La difesa Esposito chiede di produrre n.4 documenti , la comunicazione di (?) al Comune di Rivoli, una breve relazione dello psichiatra che ha visitato Esposito (…), e la comparsa di risposta in appello presentata nella causa civile contro Edil Rivoli. 
La difesa Mirante si oppone all’acquisizione della consulenza medica (…). 
L’avvocato difesa Esposito sostiene che non abbia un valore di prova ma sia importante per valutare la richiesta danni come parte civile.  Precisa che come teste è stato invitato il medico che ha redatto la relazione (non come consulente).
Il collegio ammette le produzioni indicate dalla difesa Esposito. La consulenza tecnica medica verrà acquisita come memoria.

Ha inizio l’audizione di Esposito Mauro, che acconsente ad essere ripreso. Legge la formula di rito. “Mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza”.
Esposito è nato a Cirié nel 1965.
PM: (Smeriglio) (…) che studi ha fatto?
teste: mi sono laureato in architettura, ho una società di ingegneria ME Studio (…) aperta nel 1997 con altro nome, poi trasformata nel 2002-2003 in ME Studio Società d’Ingegneria. Sono in tutto 3 soci, ing. Clemencic (…) e io.
PM: Nel 2005-2006 in avanti era già attiva?
teste: si
PM: all’epoca in cui si inizia a parlare del cantiere di Rivoli… (…). Prima di entrare nel merito delle vicende specifiche le faccio questa domanda. Lei a luglio 2011 era a conoscenza dell’esistenza di un’indagine a carico di Mirante Nicola per fatti di criminalità organizzata?
teste: no
PM: La mia domanda gliela rivolgo per chiederle come mai il 15 luglio del 2011 alle 9:40 lei spontaneamente si presenta presso il nucleo investigativo dei Carabinieri di Torino
teste: io mi presento dai Carabinieri di Torino .. per una ragione abbastanza singolare. Diciamo nell’anno 2007 eh… io venivo avvicinato da un signore che si chiamava Argirò, che aveva richiesto di poter fare dei lavori(…) e questa richiesta la fece a me ed al mio socio di altra società, Vercelli. In quell’occasione… (…) credo fosse il 2007, mi consultai con amici, avvocati e anche delle forze dell’ordine, raccontai loro cosa mi era successo e mi dissero di andare a parlarne con i Carabinieri, mi dissero anche di non andare in una stazione piccola come Caselle, mi consigliarono di andare a VENARIA. Io a Venaria incontrai l’allora Maggiore Mario Costa a cui raccontai cosa mi stava succedendo
PM: in quell’occasione ci fu anche un attentato incendiario?
teste: io andai immediatamente dai Carabinieri, Argirò tentò con il mio socio di farsi anticipare dei soldi di lavori che avremmo potuto dargli, e il 31 marzo del 2008… la casa di Vercelli era di fronte alla mia e di notte fu fatta saltare la sua automobile… Il 15 luglio [ 2011, ndr] io vado dai carabinieri poi a denunciare (….)

(…)

PM: questi fatti sono del 2008, poi lei va dai carabinieri e parla informalmente, non formalizza una denuncia
teste: io racconto tutto quello che mi era successo … non potevo denunciare, il ragionamento fatto da Argirò… mi chiese se poteva avere del lavoro, non è che mi chieste altro
PM: va bene. Ecco lei però quindi il 15 luglio 2011 si presenta presso il nucleo investigativo eh… ci dice per quale ragione?
teste: la ragione è questa: nell’estate di quell’anno era scattata l’operazione MinotauroTutti noi abbiamo appreso in quell’occasione … (…) Io mi sono recato dai Carabinieri non ovviamente per raccontare i fatti che avevo già raccontato, perché era già stato raccontato sia da Vercelli che da me, ma per la vicenda Edil Rivoli.. perché ad un certo punto della storia, gennaio 2011, vengo avvicinato da URBANO ZUCCO e succedono tutta una serie di cose.. e quando io a luglio, visto che la vicenda Edil Rivoli per me era assolutamente surreale, mi preoccupava ed era allo stesso modo surreale,quando ho visto tra i nomi degli arrestati anche Urbano ZUCCO ho provato a chiedere (…) se poteva esserci una certa relazione tra la mia vicenda e la malavita organizzata visto che Urbano ZUCCO era venuto da me accompagnato da Nicola MIRANTE.

PM: quindi il 15 luglio del 2011 , qualche giorno dopo l’esecuzione delle ordinanze Minotauro, se ho capito bene,  lei legge negli articoli del giornale tra gli arrestati i nomi di Argirò e di ZUCCO soprattutto e per questa ragione lei va dai Carabinieri a dire “guardate che io di Argirò ho già parlato a suo tempo, adesso c’è questa cosa che mi ha coinvolto..”
teste: esattamente così
PM: allora adesso entriamo nella vicenda, questo per spiegare le ragioni per le quali lei si presenta spontaneamente, la domanda era lei però quando fa tutto il racconto ai Carabinieri il 15 luglio 2011 non sapeva che c’era un’indagine diversa da Minotauro che riguardava eh… 
teste: assolutamente no.
PM: assolutamente no. Senta i terreni di Rivoli… solo per capire, cercare di capire come nasce il cantiere di Rivoli. Ecco, lei era proprietario di quei terreni su cui era registrata la Residenza San Carlo?

teste: inizialmente assolutamente no, mi era stata proposta un’operazione mobiliare da un tale signor Filiberti (?) un signore di Grugliasco, che mi propose questa operazione immobiliare, andai a parlare con i proprietari di quei terreni che se non ricordo male facevano uno… lavorava il marmo e altri lavoravano il ferro
PM: io nei miei appunti mi sono segnato (…)  Castorale e Zucco (?)
teste: perfetto, i signori Castorale erano proprietari di un’attività di marmisti… mentre i Zucco vendevano carpenteria per l’edilizia. Inizialmente mi viene proposto il terreno quello di Castorale, che rappresentava una percentuale piccola (…).
PM: lei poi affitta?
teste: non ricordo se affitto o se faccio un compromesso (…) in questo caso la società era la VALMAT che era formata da tantissimi soci e nell’occasione (…) l’acquistò anche una società formata da due signori che avevano una concessionaria d’auto (…)… quindi la società immobiliare nasceva tra la VALMAT e questa NIMICA (?), tra i soci c’era anche Carlo BO che era socio della VALMAT
PM: lei nelle S.I.T. (Sommarie Informazioni) del 15 luglio 2011 fa riferimento , dice “ero promissario acquirente di un terreno).. di che anni stiamo parlando?
teste: sicuramente gli anni 2003-2004, quegli anni lì ….
PM: 2005 all’epoca aveva riferito, era promissario del terreno… i terreni erano edificabili?
teste: si, erano edificabili.
PM: c’era già un progetto?
teste: no, il piano regolatore prevedeva la possibilità di edificare in un ambito molto più ampio, per tutta una serie di ragioni normative  è possibile anche edificare in ambiti frazionati (…) quello comprendeva 4 strade (….) poi ce n’erano due minori, era un ambito molto grande, era possibile edificare se si stava alle regole, un piano di lottizzazione unico e poi si sarebbe potuto partecipare all’intervento (…)
PM: costruire una villettina qua…

teste: no quello che volevo dire era un’altra cosa, al di là di come distribuire gli edifici sul terreno, visto che ci sono diverse proprietà, poteva anche non costruirsi sull’intero, diciamo, lotto.. si poteva costruire, anche perché l’intero lotto era di due proprietà (…) Noi avendo solo un pezzo, peraltro residuale rispetto al totale avremmo dovuto costruire solo quello ma per fare questo si sarebbe dovuto fare un progetto complessivo
PM: ecco ma… a me.. le chiedo se è esatto, che in realtà la società Valmat era proprietaria di un appalto piccolo …
teste: avremmo poi dovuto fare dei compromessi per acquistare il resto, ma non perché avevamo interesse ad acquistare il resto e fare degli affari più grandi di quello che volevamo… è perché il comune di Rivoli in quest’occasione, devo dire, a nostro danno ma correttamente, chiedeva di fare un intervento sull’intero lotto, al comune non interessava cosa avviene dentro il lotto interessato, quello che al Comune interessa sono le opere che vai a fare
PM: ecco quindi  questa scelta, diciamo dell’amministrazione, che cambia un po’ i piani, perché il progetto vostro se ho capito bene era quello di piccolo intervento

teste: assolutamente sì perché noi eravamo interessati a piccoli interventi
PM: quindi quando lei parla del comune si riferisce a questa volontà…
teste: si perché il loro interesse era vedere un intervento complesso, diciamo un intero isolato, anche perché un intervento si porta con sé tutte le opere pubbliche, ad esempio due rotonde, l’allargamento della strada, un piazza, dei parcheggi pubblici
PM: quindi il comune cosa ha autorizzato?
teste: il comune ci ha chiesto di fare un piano di lottizzazione unico e ha dato due autorizzazioni, la prima era per la parte privata, residente e commerciale….
PM: si no ma in soldoni…
teste: delle case
PM: palazzine
teste: palazzine , negozi e per la parte pubblica due rotatorie, dei parcheggi interrati ed è stata sistemata l’intera viabilità della zona.
PM: in quell’epoca, 2005, lei GOFFI ALBERTO lo conosceva già?
teste: lo conoscevo bene
PM: e ci dice brevemente le ragioni di questa conoscenza?
teste: che noi ci conosciamo… lui abitava a Mathi, nasce e va a scuola a Ciriè al liceo, io sono di Caselle da sempre, mio babbo è di Venaria quindi noi siamo sempre stati in quella zona, io lo conosco da sempre… però non ricordo un giorno… da sempre.
PM: ecco, rispetto a questa vicenda del terreno di Rivoli interviene in qualche modo?

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teste: interviene Goffi Alberto (foto a lato) per questa ragione, quando l’intervento diviene molto grande noi non abbiamo proprio la possibilità di potere intervenire, non abbiamo le garanzie bancarie, non abbiamo le risorse economiche per fare , come VALMAT parlo, questo intervento. Siamo in grado di fare il progetto ma non la costruzione. Nei nostri ragionamenti cominciamo a cercare un eventuale operatore che possa acquistare da noi questo intervento che in parte abbiamo acquistato… e comunque stiamo gestendo un’operazione immobiliare. Alberto Goffi mi chiama un pomeriggio, una mattina, dicendomi che sapendo che noi volevamo vendere questo terreno aveva una persona che si chiamava Arch. TOSATTO che era interessato ad acquistare questo terreno (…) io dissi a Goffi di dare il mio numero e neanche cinque minuti io ho ricevuto la telefonata di TOSATTO.
PM: vi siete poi incontrati?
teste: ci siamo incontrati ovviamente ad inizio lavori, con Tosatto che veniva sempre accompagnato da un signore che si chiama CHIANTELASSA. E Tosatto inizialmente e anche poi dopo… io non ho ancora capito adesso, diciamo, Tosatto e Chiantelassa si presentavano come soci di BIM immobiliare. Ci siamo trovati in Via Roma e in quell’occasione a me, il progettista, chiesero se c’erano altre possibilità per quella banca interessata ad investire…
PM: a me risulta il primo incontro a Caselle, la prima conoscenza con Tosatto.. è corretto?

teste: la prima conoscenza potrebbe essere a Caselle con GOFFI, sicuramente CARLO BO, che rappresentava nella Valmat una percentuale minima (…) Carlo Bo era sempre presente (…).
PM: lì partono una serie di trattative (…)
teste: l’accordo è sostanzialmente questo: loro acquistano l’immobile, l’intero terreno (che è della VAMAT), gli viene ceduto il compromesso che avevamo con altri proprietari e.. questo punto io non ricordo, avevo mandato per trattare anche per l’acquisizione di un pezzettino ancora di terreno che c’era all’interno del complesso. Loro acquistano tutto ma soprattutto acquistano l’intero immobile e hanno come obbligo di dare la progettazione ad ME studio ed hanno un impegno, una sorta di gentlman agreement di dare la costruzione, a parità di condizioni, a Carlo Bo che invece ha l’impresa di costruzioni vera e propria, con maestranze
PM: e la direzione dei lavori?
teste: .. il senso generale era tutto di prestazioni professionali per l’incarico di progettazione, direzione lavori e collaudi…
PM: durante questi incontri, queste trattative, con la banca ..a Caselle, GOFFI  è presente?
teste: in alcune occasioni sicuramente sì
PM: e in quale ruolo?
teste: ma il ruolo del mediatore… ed è conoscente di entrambi, è un po’ garante di entrambi, ce l’aveva presentato anche poi… nel tempo emerge che questo signor Tosatto aveva costruito la sua casa a Mathi e la casa di Michele Vietti a Nizza.
PM: questo l’ha saputo…
teste: l’ho saputo da loro, nei vari ragionamenti, infatti era una persona assolutamente credibile, assolutamente attendibile,  e… (…) in banca, l’allora vice presidente del CSM [ Vietti ] e al consigliere regionale GOFFI…
PM: senta e come prezzo?
teste: assolutamente, io qui è stato fatto un prezzo  per la progettazione me lo ricordo perfettamente
PM: no, dei terreni
teste: dei terreni non me lo ricordo assolutamente
PM: si ricorda come venne pagato il…
teste: si, mi ricordo perfettamente, venne pagato eh…in parte in Italia e in parte venne pagato in filiale in Svizzera, su un conto corrente
PM: Quindi però gli importi lei non se li ricorda?
teste: assolutamente no
PM: Guardi io ho recuperato, non è assolutamente una contestazione ma è una sollecitazione di conferma, visto che poi … eh… è possibile che un ulteriore testimone, specificatamente Tosatto, lei ricorderà, in altre sedi ha dichiarato che l’importo delle operazione per l’acquisto dei terreni era di 8 milioni e rotti di euro, di cui 3.260 pagati in Svizzera, 3 milioni… 

teste: questo numero sinceramente non lo ricordo, ma comunque i terreni (….) molto elevata, quindi è possibile che questo sia un numero credibile
PM: senta il pagamento del prezzo in Svizzera è avvenuto presso…?
teste: penso nelle banche
PM: ma lei non è andato a…?
teste: si, sono andato, preciso che per la mia quota io ho regolarizzato le mie posizioni in Italia

PM: no, non è questo il… a me interessa più che altro l’operazione come nasce e in particolare vorrei capire chi fosse presente in quest’agenzia dove viene pagato il prezzo
teste: sicuramente Tosatto, sicuramente Chiantelassa, sicuramente eh…Carlo BO [ proprietario della società IMPREG srl, ndr ] , sicuramente GOFFI, sicuramente dei consulenti che non… non ricordo, cioè, tanta gente…
PM: quindi era presente anche GOFFI
teste: assolutamente
PM: le risulta che sia stata pagata una provvigione a Goffi?
teste: si, a Goffi è stata pagata una provvigione dalla banca… sicuramente, io quando parlo di banca parlo di banca più a società…
PM: e Goffi in macchina in Svizzera si ricorda con chi sia andato?
teste: non me lo ricordo però è probabile con me, però non me lo ricordo
PM: quindi arriviamo a questa…. viene pagato il prezzo, gli importi non se li ricorda ma con le modalità che abbiamo descritto, Goffi prende una provvigione per la vendita dei terreni e a questo punto direzione lavori la deve fare la ME…
teste: si, abbiamo un contratto
PM: siamo arrivati… che periodo?

teste: dovremmo essere nel 2006-2007, EdilRivoli 2006 mi viene da pensare 2006
PM: perché la Edil Rivoli cos’è?
teste: la EDIL RIVOLI è una società, un veicolo diciamo per costruire, per fare un’operazione immobiliare con questi soci della banca, tra l’altro noi non abbiamo mai visto perché abbiamo sempre visto solo TOSATTO e CHIANTELASSA
PM: perché Tosatto aveva una sua società?
teste: Tosatto aveva una sua società chiamata OAK, in realtà …. inizialmente questo a nostro dire , per una sbagliata comprensione mia o perché effettivamente così era, noi sapevamo che erano soci di una banca ed avevano costituito questa Edil Rivoli nel 2006, quindi i soci della BIM in realtà…
PM: c’era anche OAK… Tosatto
teste: si, Tosatto
(…)

Il racconto del teste Esposito Mauro prosegue, e si passa alla fase della progettazione nella quale la proprietà non interviene in nessun modo, nonostante ME Studio cerchi più volte un incontro. “l’abbiamo giustificato col fatto che trattandosi di banchieri si fidassero di noi”.

Ma poi capita che il progetto viene diviso in due fasi, due lotti, e nel frattempo si sta affrontando la questione di Carlo BO che avrebbe avuto un diritto di prelazione sulla costruzione, a parità di prezzo, in virtù di quel gentleman agreement. Per fare quel preventivo però Carlo Bo (che all’epoca è socio anche di ME Studio) ha bisogno di tutta una serie di documenti tecnici, perché quelli a disposizione della proprietà sono prettamente urbanistici ma non consentono di fare un preventivo.

teste: Carlo Bo invece  aveva in mano il progetto che sarebbe stato redatto in un secondo tempo e quindi in quel momento noi, per conto della proprietà, dopo aver avvertito la proprietà, incontriamo Carlo Bo che sappiamo che lavora e incontra anche Chiantelassa, perché Carlo Bo operava per nome e conto suo…

La proprietà affida i lavori al gruppo R.E.A. (di Nicola Mirante)

PM: diciamo che in quel momento c’è una prospettiva per Carlo Bo… 
teste: concreta
PM: e invece?
teste: e invece nella tarda primavera poteva essere marzo … febbraio-marzo, Tosatto ci invita ad una riunione dicendoci che aveva scelto un’impresa, senza aver mai incontrato nessun’altra impresa prima.. ci comunica la  scelta. Io spiego a Tosatto al telefono… di Carlo Bo… e dice no, abbiamo un’impresa nostra di fiducia e io faccio presente a Tosatto che è abbastanza difficile aver scelto un’altra impresa non avendo consegnato loro i progetti (…), i disegni (…) quelli effettivamente costruttivi (…). Nel progetto che aveva in mano Carlo Bo… lo capisce anche un bambino che quella è una casa, nell’altro caso non riesci a capire…
PM: la scelta oltre che sulla fiducia si basa anche sui preventivi no?
teste: a mio avviso non era neanche possibile presentare un preventivo neanche di massima in quel momento (…) Carlo BO era ed è un mio amico ed  era un mio socio…
PM: e lei sa che tipo di offerta, di preventivo scelto da Tosatto aveva presentato?
teste: no, l’avevo richiesto, ci sono state anche sentenze in civile noi quel preventivo non l’abbiamo mai visto, né l’importo, né il contratto, non ci è mai stato dato nonostante l’abbiamo chiesto dal primo giorno. Noi non avevamo nel nostro incarico la contabilità del cantiere che è una delle prestazioni nelle opere pubbliche obbligatorie…
PM: ieri abbiamo sentito … ecco ci dica chi era l’impresa scelta
teste: gruppo R.E.A. di NICOLA MIRANTE
PM: ieri abbiamo sentito IMPELLIZZERI che era socio di Mirante nel gruppo R.E.A., lui ieri ha riferito di un preventivo, le chiedo di prendere posizione sulla congruità… un preventivo di 7 milioni di euro più un cambio camere al 27%, quindi… i costi di realizzazione dell’opera 7 milioni di euro più cambio camere, quindi sostanzialmente sui 9 milioni di euro
teste: 9 milioni di euro lo ritengo congruo ma… un importo di 9 milioni per costruire quelle case mi sembra un importo molto adeguato, persino importante
PM: alto o basso?
teste: importo di 9 milioni è alto…
Avv: c’è opposizione nel senso che le valutazioni tecniche le apprezziamo però non è un consulente
PM: non importa, tanto le giunge nuova da me questa cosa?
teste: dei nove milioni? L’ho letta sui giornali, ma il discorso del cambio camere l’apprendo da lei (…) Io ricordo che fossero circa 6000 mq, nel 2009,a 9 milioni fa 1500 euro al mq, se quella è la cifra per quel tipo di cantiere … permette una grande remunerazione, un prezzo decisamente alto
PM: lei poi conosce il Mirante?
teste: si lo conosco, mi viene presentato un giorno che mi invitano Chiantelassa e Tosatto in un ufficio di via Cibrario e in quell’occasione conosco Nicola Mirante e con sorpresa in quell’occasione incontro in quella sede Impellizzeri Claudio (…)
PM: lei da quell’incontro ne esce convinto della bontà della scelta di Tosatto, ha delle riserve?
teste: in quell’incontro la cosa che ricordo perfettamente  è che si presenta Mirante dicendo “ciao, sono Nicola riservista”, facendomi la battuta.. uno che non hai mai visto… non è stato piacevole perché il riservista  è colui che fa le “riserve in un cantiere”.. quelle che quando iniziano un cantiere lo iniziano, dopo di che, accade nelle opere pubbliche ma anche nel privato, ti chiedono delle varianti… Prendo un lavoro, poi ti faccio delle riserve man mano che vado avanti e poi mi faccio pagare le varianti extra contratto. Ora… non ci conoscevamo, non c’eravamo mai visti, uno mi dà la mano e mi dice “sono riservista”… diciamo che poi mi sono rasserenato perché ho visto Impellizzeri che conoscevo da tanti anni perché eravamo entrambi componenti della commissione edilizia di Corio. Ho espresso delle riserve sia a Tosatto che a Chiantelassa e non in una sola occasione, proprio per la ragione che ho detto prima, non potevo entrare nel merito di Mirante, le mie eccezioni erano su un principio generale, come fa questo ad aver fatto un contratto… non era colui che era stato incaricato di fare un preventivo, era quello che aveva fatto il preventivo migliore, quindi era stato incaricato di fare questo lavoro e… in quel momento non si poteva fare un preventivo, io l’ho detto a Tosatto, ma come fa? (…) Ovviamente non c’è stato dato nulla però oggi (…) puoi scaricare tutto.. una società neo costituita, con 10 mila euro di capitale sociale, abbiamo nuovamente fatto riflettere Tosatto e Chiantelassa su questo tema.. già un contratto di questo tipo, posto che fosse riuscito a fare il preventivo giusto, era un cantiere rischioso.. complesso…
PM: perché non avendo maestranze e mezzi … (…) la realizzazione dell’opera… ?
teste: solo in subappalto, peraltro.. le imprese con cui opero, serie, pongono un limite al numero di subappalto, ad esempio… (…)

I lavori iniziano senza DIA (denuncia inizio attività)

PM: comunque nonostante queste indicazioni la scelta di Rivoli cade sulla REA, viene dato l’incarico, iniziano i lavori.
teste: si… no.. In realtà non so quando viene dato l’incarico io il contratto non l’ho mai visto, iniziano i lavori che non potevano iniziare, nel senso che.. avendo fatto un piano di lottizzazione, se esistono (…) si può operare … (…), con una DIA, denuncia inizio attività che depositi e va a maturazione in 30 giorni e dopo 30 giorni si può iniziare il lavoro. Incidentalmente uno dei miei ingegneri mi avverte passando da lì davanti, per caso, che stanno lavorando nel cantiere.. immediatamente sento Tosatto e mi dice nessuno sapeva nulla, andiamo ad accertarci e stavano lavorando, Mirante e alcune persone a cui Mirante aveva detto di iniziare. Essendo una DIA tutto sommato la responsabilità del direttore dei lavori nasce nel momento in cui la DIA si attiva, la DIA non era ancora attiva, comunque io mando una comunicazione scarna, pura , per evitare di creare degli incidenti prima ancora che iniziasse il cantiere al gruppo REA, per conoscenza a Tosatto e Chiantelassa, dove dico che “con la presente volevamo informarvi che ..” il senso era che i lavori sono iniziati a partire dal giorno tal del tali, per tanto…. pochi minuti dopo ricevo da carta intestata gruppo REA una comunicazione in cui… se con questo intendete fermarci il cantiere vi avvertiamo che ci saranno 40mila euro di danni giornalieri che vi imputeremo per il ritardo … io rispondo, dicendo “io non so di quali lavori state parlando perché lì non dovrebbe essere iniziato nessun tipo di cantiere… la direzione lavori inizia quando può essere realmente iniziato il cantiere”.. (…) e questo è stato l’esordio.
PM: l’esordio. E poi la DIA arriva?
teste: qualche giorno più tardi…
PM: anche il permesso di costruire
teste: il permesso di costruire , le opere di urbanizzazione… (…) in quegli stessi giorni la prima problematica grave
PM: scusi se la interrompo, lei fa il direttore dei lavori, che deve fare che cosa?
teste: noi siamo società di ingegneria, io non sono uno studio monopersonale, all’epoca eravamo in tanti, per cui avevo istituito come facciamo in ogni cantiere una sorta di ufficio della direzione lavori con deleghe e avevamo delegato una serie di dipendenti a seguire i lavori a seconda delle competenze. Il direttore  è colui che sovrintende i lavori sotto il profilo tecnico-amministrativo, non è colui che sta in cantiere a dirigere chi lavora, quello è il capo cantiere, noi siamo professionisti … prassi consolidata in un cantiere di dimensioni medio grandi come queste è stabilire un giorno alla settimana in cui ci si dice le cose che vanno, che non vanno, a cantiere avviato, all’inizio  con fondazioni e scavi non ci si dovrebbe teoricamente trovare, in realtà in questo cantiere dal primo giorno degli scavi siamo stati chiamati a tracciare i punti principali degli spigoli del primo fabbricato e l’abbiamo fatto .
PM: e poi riferisce alla proprietà ?
teste: noi mettiamo i primi punti, giusto per capirci, poi si inizia a scavare, i punti li fai nel terreno.. quando arrivi metti i punti di dove dovrebbe essere costruita la casa, quando costruisci i punti spariscono… una prassi unica è, una volta che hai i riferimenti, è tenersi in cantiere i riferimenti che gli hai dato, ci sono tecniche semplici, bene questo cantiere in quel momento non aveva strumenti elettronici per fare queste operazioni, scava e fa saltare i riferimenti … chiama per rimettere i punti, io rimando ingegneri e geometri per tracciare nell’interrato i punti e iniziano i problemi
PM: ci dà una carrellata più sintetica di quelle che sono le problematiche? Il cantiere era chiuso, aperto ?
teste: il cantiere era assolutamente inaccessibile, c’erano dei pannelli, erano anche responsabili della sicurezza del cantiere, solitamente noi ci battiamo affinché nei cantieri non si possa entrare.. quello non abbiamo dovuto sollecitarlo, quello era chiuso, era sostanzialmente un bunker, era chiuso con una serratura elettrica, io se arrivavo in cantiere con il titolo di direttore lavori io non potevo entrare, o chiamavo, o suonavo, o stavo lì… nel cantiere c’è sempre qualcuno ma se arrivava qualcuno io potevo entrare, sennò stavo fuori
PM: altre problematiche?
teste: di continuo… in quel momento avevo anche lavori all’estero quindi io avevo nominato un gruppo di miei dipendenti che si occupavano di seguire il cantiere, che era da seguire giorno dopo giorno, di problematiche ce n’erano di tutti i tipi in tutti i momenti
PM: e sulla scelta dei subappaltatori?
teste: non siamo mai stati contattati … (…) ad esempio è consuetudine nel cantiere quando viene gettato il calcestruzzo prendere il provino, una parte della gittata… per mandarlo a provare e verificare se le caratteristiche del calcestruzzo sono quelle previste dal progetto e questo non c’è mai stato concesso … il ferro, tra l’altro… una parte (…) nel collaudo mancavano questi provini, il ferro bisogna avere un campione del ferro che viene messo per verificarne le caratteristiche, tutte queste cose non erano possibili… faccio un esempio: vado in cantiere con disegni esecutivi, depositati, si decide che questo muro va piazzato in questo punto.. dice “no, senti spostiamolo di dieci centimetri”… volevano che immediatamente si aggiornasse.. si parla di 70 – 80 tavole, si aggiornasse il disegno esecutivo del cantiere … c’è una cosa che si chiama  (…) , che sarebbe il disegno così come è costruito, che si fa alla fine.. se ogni giorno devo andare a modificare … (…)

Quelle varianti da due milioni di euro che Esposito non approva e la sospensione dei pagamenti.

PM: però poi mi risulta che ad un certo punto le vengono sottoposte delle varianti
teste: io come persona fisica l’ho seguito poco, l’hanno seguito i miei collaboratori, mi mostravano una miriade di… sto parlando di mille documenti che noi abbiamo mandato loro , verbali di cantiere a sollecitare i lavori fatti male, tanti… ad un certo punto io in quel momento, la mia amministrazione anche, mi spiegano che la Edil Rivoli non stava pagandoci da dicembre, tenete conto che il cantiere inizia a MAGGIO 2009, l’ultima parcella che ci viene pagata è dicembre 2009 . Verso la primavera-estate del 2010 continuavamo a non essere stati ancora pagati nelle fatture che nel frattempo emettevamo. Nell’estate 2010 io riesco finalmente a pagare con Tosatto e Chiantelassa, colgo anche l’occasione per fargli vedere i nuovissimi uffici che nel frattempo avevamo fatto. Vengono nella nuova sede, Chiantelassa e Tossatto e ci spiegano per il pagamento fatture… intanto facciamo presente a loro tutte le grandi difficoltà nel cantiere con questa persona che ci stava creando continue difficoltà e prevaricazioni…
PM: queste prevaricazioni sono già precedenti alla sospensione dei pagamenti?
teste:… assolutamente sì.. da parte di Mirante, continui… prevaricazioni intendo che tutte le volte che vi era per dire una decisione oppure una variante (…) e i miei responsabili della sicurezza dicevano guarda che c’è da mettere a posto una cosa (elmetto, scarpe), qualunque cosa gli veniva detta perché magari sarebbe venuta un’ispezione o una visita del cantiere,  diceva lascia stare noi conosciamo tutti, tu non sai chi c’è dietro di me… perché spesso diceva tu non sai chi c’è dietro di noi… oppure quando chiedevamo di poter fare delle eh… mi viene in mente una variante in comune, prima di operare la modifica… ma no, noi andiamo avanti, tu non ti preoccupare… lascia stare, noi andiamo avanti. Una prassi non normale, cioè io se devo fare una variante in cantiere devo comunicarlo al comune, quasi come per dire “tanto a noi non ci tocca”
PM: però gli atteggiamenti… sul profilo della gestione del cantiere, ma  prevaricazioni invece nei confronti della persona Esposito?
teste: inizialmente… io li ho trovati prevaricanti anche verso la mia persona, già inizialmente… “lascia perdere”.. oppure “fai attenzione, tu non sai chi c’è dietro di noi”, frasi a volte estemporanee buttate in un contesto che non c’entrava nulla, però stiamo parlando di un cantiere anche animatamente su questioni tecniche e ti trovavi sempre punto a capo… (..)
PM: altre persone.. che lei dice aver delegato con compiti di direzione lavori, le hanno riportato informazioni di comportamenti analoghi?
teste: soprattutto l’ing. Clemencic, ha avuto anche lui una serie di prevaricazioni e lui si occupava della sicurezza, un punto delicato con responsabilità penali importanti.. lui ha avuto grandi difficoltà.
PM: quindi queste frasi, queste mezze parole, “tu non sai chi c’è dietro” erano per dirle “stai bravo, falle gestire a me”
teste: esattamente
PM: poi lei diceva vengono interrotti i pagamenti …
teste: (…) ad un certo punto io mi accorgo che i pagamenti non erano stati effettuati a partire dal dicembre 2009 e riesco a incontrare nei miei uffici Chiantelassa e Tosatto, luglio 2010, vengono , li incontro, tra l’altro un incontro cordialissimo in cui io offro loro i nostri uffici, la nostra nuova sede, i lavori che stavamo facendo all’estero e loro ci spiegano che i motivi del mancato pagamento erano legati.. loro avevano un mutuo con il San Paolo, erano legati all’erogazione del mutuo ed era plausibile la loro giustificazione perché loro avevano due lotti, UNI1 e UNI2, abbiamo esaurito i soldi dell’UNI1, appena iniziato gli scavi dell’UNI2 viene erogata una somma e quindi pagheremo tutti gli arretrati, non ti preoccupare, non c’è problema. Quel giorno era presente con me Laura Favero, responsabile della contabilità, loro mi mostrano, mi dicono che c’è… tra l’altro, sembrava un di cui, ci sarebbero richieste di varianti da parte della proprietà e dell’impresa di Mirante e mi danno un elenco di opere che sarebbero opere extra e mi chiede di valutarle sia sotto il profilo tecnico che economico, mi dicono che sono circa 2 milioni di euro di varianti… 2milioni di euro di varianti… se consideriamo che due milioni erano (…) il cantiere sostanzialmente non era finito il primo lotto, di opere c’erano 4 milioni e mezzo, (….) una richiesta surreale, enorme, da non prendere sul serio. Mi danno quest’elenco e io in quest’elenco … faccio la richiesta a LIOR LOTEM, un israeliano che lavorava per noi, dico cerchiamo di capire(…). La prima cosa che chiedo di inserire nel documento che poi produco alla Edil Rivoli cioé Chiantelassa e Tosatto, e dico
che comunque quest’analisi  è parziale perché io come faccio a sapere se una cosa è una variante se non so da cosa sto partendo? Io il contratto continuo a non averlo, l’ho chiesto e messo a verbale, anche in quel momento io non ce l’ho, l’importo è astratto, una roba sintetica ma non so neanche cosa Mirante ha venduto alla Edil Rivoli, non so quante opere e quali opere, che finiture, tant’è che l’unica cosa che ho potuto fare è quella di dire dividiamo in tre costi, sicuramente quelle che sono delle varianti e mi spiego: del costo dei lavori si era  deciso che in una palazzina anziché 4 alloggi ce ne andavano 6… (..)
PM: quindi quelli che plausibilmente…
teste: dall’altra parte non potevo sapere se erano delle varianti o degli errori progettuali (…) se avessero fatto errori progettuali veniva paventata una nostra inadempienza, noi proponiamo questa … resoconto
PM: di abbattere…
teste: di abbattere.. il numero, visto che non sono stato contattato, io dico che cosa può essere variante e cosa sicuramente non è come variante… se dici che una variante è una scala, una palazzina di sette piani è difficile che non hai progettato la scala… ecco, consegnamo questo documento dicendo che però secondo noi non era possibile, non c’erano varianti, comunque quelle varianti che c’erano…
PM: la reazione?
teste: la reazione di Chiantelassa e Tosatto è stata molto cortese nel senso che hanno anche ringraziato, però poi nelle ore successive ricevo quantomeno due telefonate da Mirante, una che mi spiega che quella variante è da approvare, e io dico guardate che ho ricevuto una telefonata per un’altra variante ma sta variante non è da …pagare, io vi dico che non è da pagare… (….)
PM: e queste telefonate Mirante ha cercato di convincerla …
teste: assolutamente no, non era possibile convincermi, era un modo prevaricante… cioè mi dice “tu dici che la variante non c’è ma fate attenzione, lì ci sono un sacco di errori progettuali, vi conviene approvare la variante… “ il tono e quello che percepivo… di nuovo una prevaricazione su delle scelte che spettano teoricamente al direttore lavori… (…). Tra l’altro io dico anche a Tosatto e Chiantelassa approvatevela,  visto che non è un’opera pubblica e non c’è l’obbligo per il direttore dei lavori di approvare la variante, dico ve le approvate tra di voi… Dopo che dico a Tosatto e Chiantelassa di questa cosa, che ero stato contattato, io nuovamente ricevo una telefonata di Mirante. Che mi dice… (..) ricordo bene il contenuto emotivo, cioè “hai chiamato la proprietà”, il concetto era quello, a quel punto io non ho più capito chi era la proprietà e chi era l’impresa, era la prima volta nella mia vita che mi trovavo di fronte alla situazione in cui mi trovavo la proprietà più propensa a chiedere alla persona che proponeva le varianti piuttosto che … (….) E’ una questione di… non mi viene il termine, naturale..
PM: ma in quella telefonata Mirante le diede anche qualche consiglio?

Le pressioni di Mirante per ottenere le dimissioni di Mauro Esposito dalla direzione lavori del cantiere di Rivoli.

teste: si, ma perché poi in realtà è stata molto più articolata, non solo in quella telefonata, mi dice “ti conviene dimetterti da questo incarico, hai fatto un sacco di casini, ti conviene andartene via”, io a quel punto non ho più capito, ho aspettato Tosatto e Chiantelassa visto che avevano promesso che entro la fine dell’estate.. ci sarebbe stato il bonifico, avanzavamo tanti soldi, oltre 350 mila euro che per noi erano tanti e ci stavano mettendo in difficoltà
PM: il 15 luglio 2011 proprio a proposito di questa chiamata di Mirante… dice che ad ottobre ….
teste: è successivo quello, adesso siamo tra luglio e agosto, quando arrivo a settembre e il pagamento non è stato fatto e ci stava mettendo in grandi difficoltà, avevamo pagato quelli che avevano lavorato per noi (…) io comincio a cercare Tosatto e Chianetlassa che non rispondono in nessun modo, io ho mandato almeno 100 sms a Tosatto e non mi ha mai risposto. A quel punto sento gli avvocati, perché tra le telefonate di Mirante, quelle avvenute con Chiantelassa e Tosatto, ormai era evidente che c’era qualcosa che non tornava, non so che cosa perché noi contestazioni fino a quel momento, al di là della dialettica con Mirante, sempre riferito a Tosatto che tutte le volte diceva “ma mi vedi preoccupato? stai tranquillo”… perché noi le comunicazioni le avevamo mandate sempre per conoscenza anche a loro, in quei giorni sentiamo l’avvocato e mandiamo un’email più corposa … a Tosatto, dove scrivo effettivamente “il vostro atteggiamento ci sta creando gravi problemi in azienda”.. “ il vostro mancato pagamento non è più sostenibile da parte nostra…” “ le vostre promesse mai mantenute” (…) Qualche ora dopo o qualche giorno dopo , fine settembre- ottobre, ricevo una telefonata da di nuovo Mirante che mi dice “senti bene, tanto ti sta per arrivare una lettera da parte di Chiantelassa, piglia 50mila e stattene a casa, lascia perdere tutto..”
PM: e lei.. (…) ?
teste: qualche giorno dopo … giustamente, come anticipato telefonicamente, ricevo una email o una raccomandata da parte di Chiantelassa che mi dice per la PRIMA VOLTA da un anno e passa che i nostri ritardi, i nostri comportamenti, la nostra progettazione sbagliata avevano indotto… avevano prodotto in questo cantiere danni incalcolabili e che quindi insomma avrebbero… tutta una lettera che ci accusa per la prima volta dall’inizio del cantiere, assolutamente estemporanea, diversa nei toni, nei modi, di quelle mai ricevute .. ma anche dalle comunicazioni verbali con loro

Esposito racconta poi di avere hiesto più volte spiegazioni a Tosatto, che incontra più volte ma non ricorda con precisione le date. Ripete nuovamente che aveva sempre messo al corrente Tosatto delle problematiche del cantiere, sentendosi rispondere “non ti preoccupare, stai tranquillo, mi vedi preoccupato?“, in modo rassicurante, al punto che Esposito arriva a pensare che anche Tosatto potesse essere assoggettato a questo personaggio, riferendosi a Nicola Mirante. E si arriva finalmente alla riunione in cantiere.

La riunione in cantiere: “Avete lavorato abusivamente, il contratto è nullo”

teste: la riunione (…) in cantiere e lì arriva un avvocato, l’avvocato Massara che fa da attore in questa vicenda, nel senso che è lui che comincia.. è la prima volta, dice “voi non siete neanche titolari, avete lavorato abusivamente, non avete titolo,  il contratto è nullo”, mi farnetica delle cose e poi entra in questioni tecniche che evidentemente non conosce perché per uno che conosce la materia dice delle cose che sono delle storpiature totali, questo avvocato Massara ed è lui che fa la principale  voce a quella prima riunione, dove noi andiamo con il nostro avvocato, noi avevamo Goffi-Caudera, io pensavo Goffi-Caudera-Vietti, poi…nel frattempo non erano la stessa roba ma erano cose diverse comunque io vado con l’avvocato Caudera in quell’occasione.
PM: ecco di tutto quello di cui abbiamo parlato prima, perché noi Goffi l’abbiamo abbandonato diciamo al momento di quel viaggio in Svizzera e al pagamento di quella provvigione di non sappiamo quanto, ecco, tutte queste problematiche che lei ci ha riferito fino adesso lei a Goffi ne ha parlato?
teste: in continuazione ne ho parlato
PM: quindi era al corrente?
teste: si era assolutamente al corrente, io mi ero affidato a loro come studio legale, non solo erano al corrente io avevo la loro tutela legale, firmavano gli atti, Goffi e Caudera
PM: quindi l’avvocato Caudera era lì
teste: per rappresentarmi, sì. Situazione surreale di nuovo… per la prima volta troviamo…
PM: ecco ma lei aveva già fatto…perché sappiamo che poi c’è stato l’atto oggettivo, il decreto ingiuntivo
teste: si, io non so se l’avevo già fatto o lo stavo facendo, può darsi che l’avessi già anche fatto in quel momento perché non riuscivamo a parlare, non riuscivamo a telefonare…
PM: nelle S.I.T. (Sommarie Informazioni) che le ho indicato lei colloca a fine ottobre riceveva un pagamento… inviava decreto ingiuntivo per l’importo di 126.062,00 e l’incontro di cui stiamo parlato era di novembre quindi c’era già stato questo..
teste: c’era già stato quindi era nell’imminenza, il decreto ingiuntivo prima e…
PM: obiezione dell’avvocato Massaro sulla legittimazione eh… sulla nullità del contratto… presuppone che ci fosse stata una… richiesta di pagamento
teste: no, assolutamente, perché anche ci fosse stata non l’avevamo notificata, cioè noi ci siamo portati avanti con il lavoro, noi l’abbiamo notificata, e questa è una certezza, solo a quando sono fallite le trattative di cui dirò dopo, quindi noi sicuramente ci eravamo portati avanti con il lavoro, diciamo così, ma sicuramente e questo lo dò come dato certo, a loro l’abbiamo notificato solo nel momento in cui son saltate le trattative o stavamo in trattativa finale proponendo di rimuovere, di ritirare il decreto ingiuntivo, ma in quella riunione sicuramente e certamente Massara non conosceva questo dato
PM: ecco poi c’è una riunione agli uffici di Tosatto
teste: ce ne sono almeno due
PM: (…)
teste: all’inizio la prima riunione presso l’ufficio di Tosatto noi in via….
PM: ci dica solo.. lei esce da quella riunione…
teste: io esco da quella riunione dopo un grande scontro esco abbastanza contento perché sembra essersi raggiunto un accordo intorno ai 250.000 euro , tenete conto che noi ne avanzavamo oltre 300, avanzavamo già fatturati, poi c’erano delle prestazioni che non avevamo ancora potuto fatturare… perché nel contratto dovevamo farle di un certo tipo, posso fatturare il lavoro numero due quando ad un certo punto ritiri il permesso, ma ritiri tu il permesso, se tu non ritiri il permesso io non posso fatturare, cioè era un fatto temporale, eravamo fatture per oltre 300mila ma aspettavamo molti più soldi, quindi all’accordo si giunge sui 250-260mila, dopo una lunga trattativa anche violenta, verbalmente violenta, nell’ambito di quella riunione con l’avvocato Massara. Preciso che quando siamo arrivati io non volevo Mirante, perché lui non c’entrava niente, loro lo volevano far sedere al tavolo, io non capisco cosa c’entri Mirante quando già ci ha creato tutti questi problemi …
PM: vi fu una reazione di Mirante?
teste: in quel momento molto rabbiosa, però fu lasciato fuori. Alla fine però della riunione come accade spesso da copione, c’è la riunione, si decide, insomma siamo tutti più o meno d’accordo, ci si divide, si dice va beh tu vai di là vediamo, ci parliamo un attimo, voi parlatevi un attimo.. vediamo. In quella circostanza noi siamo lasciati soli in una sala dell’ufficio di Tosatto, entra Mirante. Eravamo in tre, io, la responsabile della Contabilità e l’avv. Caudera e dice “lei faccia molta attenzione a cosa scrive”, all’avvocato. Alla mia segretaria dice qualcosa come “stia zitta” e a me dice “fai molta attenzione, io ti ho avvertito” parla sempre al plurale “conosciamo tua moglie e sappiamo che è una miliardaria”… “fate molta attenzione”.
PM: si ricorda il nome della segretaria?
teste: Laura Cravero. Questa cosa a noi… comincia veramente ..… Poi lui  è uscito, sono entrati gli altri e ho detto a Tosatto “ma questo è entrato dentro…” e a Chiantelassa, c’era pure l’avvocato Massara, ho detto “ma questo è venuto di nuovo a fare delle minacce”, questa volta tra l’altro contro la famiglia (…) abbiamo cominciato a cercare di avere delle spiegazioni per questo atteggiamento, e Tosatto è pronto a minimizzare, “ma no, è stato fuori tante ore..” e quindi se uno sta fuori tante ore viene dentro e minaccia la famiglia per raggiungere un accordo economico sui soldi che mi dovete? Insomma cercano di chiudere “ma no, va bene così… chiudiamola”
PM: ecco lei poi sui soldi dell’accordo…
teste: no poi nei giorni dopo ricevo o una telefonata o incrocio Mirante nel cantiere, di nuovo quell’atteggiamento “vattene”… dovevo prendere 50mila e andarmene
PM: altrimenti?
teste: dal cantiere… arriviamo alla fine del… siamo in novembre, in quei giorni quest’attività si sarebbe concretizzata perché loro mi fanno capire che doveva arrivare l’ingegnere che mi sostituiva, e dovrebbe venire anche in ufficio a sostituire…verificare dei disegni, verificare tutto ciò che avevamo fatto. Nel  frattempo gli avvocati lavorano e si scambiano le memorie tra di loro, arriviamo al.. fine novembre, inizi dicembre, ricevo a quel punto, non posso dire se per telefono o in diretta in cantiere ma sicuramente Mirante fa pressing perché mi dimetta, mi arriva una lettera da parte di Edil Rivoli o dall’avvocato, che mi dice che se vogliamo concludere l’accordo devo rassegnare le dimissioni entro 24 ore. Tenete conto che in quei giorni era impossibile andare in cantiere, se andavamo in cantiere non potevamo prelevare un campione di terra da fare esaminare, non si poteva entrare, in quei momenti c’era un locale destinato alla vendita degli alloggi, quindi famiglie che si presentano in cantiere per comprare, in un alloggio eh… semi finito, con le finestre senza le ringhiere, cioè è vietato per legge, non puoi fare entrare in un cantiere e usarlo come luogo in cui vendi le case, noi abbiamo fatto una serie di segnalazioni, praticamente quel cantiere era in autogestione totale, con la responsabilità però nostra. A quel punto questo, le minacce, le ulteriori minacce ogni volta che (…) per di più anche la proprietà, ormai era evidente nonostante la sua, diciamo, disponibilità a pagare di facciata, ci manda una lettera dicendo che se entro le 24 ore non ti dimetti salterà l’accordo e via dicendo, noi decidiamo di dimetterci, dopo una lunga riflessione e una lunga riunione con gli avvocati diciamo … cerchiamo di portare a casa la pelle perché a questo punto non abbiamo più alternative (….) Io ricordo che il giorno dopo viene questo ingegnere, nel nostro ufficio a vedere i disegni
PM: la lettera di dimissioni la manda a Edil Rivoli

“Avrei voluto denunciare il fatto, le minacce subite, ma Goffi mi disse che non era opportuno”

teste: preciso.. io volevo denunciare il fatto, volevo denunciare fisicamente tutto quello che mi stava succedendo e le minacce subite, come capita spesso .. poi dice no, non credo sia opportuno, ne parlo con Goffi anche lui dice no, non conviene denunciare, porta a casa il risultato, si tratta di raggiungere un accordo, io invece intendevo fare quello che feci qualche anno prima, andare a denunciare alla procura della repubblica… andare a denunciare ai Carabinieri, mi è stato completamente sconsigliato apparentemente per mio interesse, dice non denunciare questi fatti perché questi fatti non li puoi provare. Io a quel punto ho fatto diciamo il giorno 3 mi sono trovato, credo fosse il giorno dopo, ho fatto le dimissioni (…) Le mie dimissioni non sono delle dimissioni, io ho detto che in quel cantiere… intanto l’ho mandata all’ufficio tecnico del comune di Rivoli, l’ho mandata all’ASL, all’ARPA e a diversi enti, dicendo che io mi dimettevo da quel cantiere, non mi dimettevo per improvvisi impegni lavorativi ma mi dimettevo perché non c’erano più le condizioni di sicurezza, di lavorare… sia perché mi pare di dire anche che non c’era più neanche la libertà di gestione del cantiere, dico che non c’era la possibilità di lavorare in sicurezza.
PM: quello che m’interessa, andrei un attimino oltre, è che in conseguenza di questa lettera qualcuno dal Comune di Rivoli la chiama?
teste: si, mi chiama il …

I rapporti con il dirigente dell’edilizia privata e pubblica del Comune di Rivoli, IVO AGNOLIN.

PM: si, lei va a parlare con un certo Ivo AGNOLIN [ in passato indagato più volte per abuso d’ufficio, qui una vicenda del 2013, ndr ] 
teste: si, mi dice abbiamo ricevuto questa email, questa lettera, vieni a spiegarci questa lettera, qual è il problema
PM: ecco, chi è IVO AGNOLIN?
teste: IVO AGNOLIN era il responsabile dirigente dell’edilizia privata e pubblica del Comune di Rivoli.
PM: e lei a IVO AGNOLIN cosa racconta?
teste: gli racconto cosa mi stava succedendo, gli dico che in quel momento eravamo stati costretti a dimetterci anche dalla direzione lavori delle opere pubbliche che era quello che interessava ovviamente più a loro, e che da quel momento in poi di fare attenzione perché io , come nelle opere private anche nelle opere pubbliche non mi fidavo di queste persone perché erano persone che non ci permettevano di lavorare , non ci permettevano di operare in sicurezza…e soprattutto ho detto: questi sono dei mafiosi.
PM: lei.. (..) ma questo dei mafiosi lo ha detto in ragione di che cosa?
teste: l’ho detto…
PM: gli elementi sulla base dei quali a quel punto, siamo a dicembre 2010, lei arriva alla conclusione che Mirante è un mafioso… di Mirante stiamo parlando
teste: sì, sì
PM: o comunque all’interno di quel cantiere succedono delle dinamiche di tipo mafioso, lei eh… dice.. questa sua convinzione da cosa derivava in questo momento? Posto che lei a dicembre 2010 non sapeva di indagini…
teste: assolutamente, non sapevo assolutamente niente, ho utilizzato un termine forte per chiarire ma l’ho anche detto a loro, un atteggiamento assolutamente equivoco, nel 2010 io non conoscevo questo fenomeno che sono venuto a conoscere nel 2011 perché nel mio paese ne hanno arrestati cinque, però era un atteggiamento per me mafioso e l’ho anche spiegato bene a loro..(….) vuole che tu abbia un comportamento obbligato rispetto alla volontà mafiosa sua, nel senso gergale del termine, detto in questa stanza ha un significato detto in quella stanza ne aveva tutt’altro
PM: ecco.. nel senso che nel 2010 forse lei… o nessuno dei presenti.. aveva idea dell’esistenza del fenomeno, quindi era un termine
teste: dispregiativo nel senso di prevaricatore, che ti fa fare quello che vuole, ripeto, in modo gergale e non tecnico del termine come ho scoperto in questo processo e in quello precedente
PM: ma lei nelle occasioni in cui è andato all’interno del cantiere aveva avuto modo di vedere le ditte che lavoravano lì ?
teste: no… io no, i miei dipendenti sicuramente sì, l’ingegnere Clemencic sì
PM: le hanno riferito le imprese di che natura erano?
teste: di questo io.. ripeto, non avevo responsabilità di cantiere, io andavo a fare ispezioni e controlli in qualità di amministratore della mia società perché comunque ogni tanto vado e mi informo con i miei dipendenti, non mi era mai stata in quel momento dichiarata nessun tipo di problematica con imprese esterne salvo la volta finale..
PM: lei per esplicitare il concetto che ha detto poc’anzi, lei dice “ho pronunciato la parola mafioso con Agnolin.. “…”comportamento di chi attraverso la minaccia ottiene quello che vuole”
teste: esattamente quello
PM: ma lei sapeva che Ivo Agnolin conosceva MIRANTE?
teste: lo trascuravo.. non potevo assolutamente immaginarlo…se mi avessero chiesto io avrei detto sicuramente no, non potevo assolutamente immaginarlo
PM: perché noi abbiamo una conversazione del 7 dicembre 2010 quindi pochi giorni dopo il vostro incontro, in cui AGNOLIN chiede un incontro per parlare di Mirante, lei trascurava questo particolare?
teste: non potevo immaginare che Mirante conoscesse IVO AGNOLIN perché  i rapporti con il comune li avevo sempre io o i miei dipendenti
PM: ecco però poi successivamente ha saputo che Mirante sia venuto a sapere di queste sue esternazioni in Comune..
teste: io non…
PM: non ha capito?
teste: no, io ho capito ma io non l’ho saputo
PM: cioè qualcuno le ha contestato che è andato in comune a dire che sono un mafioso?
teste: non mi sembra
PM: dopo di che la vicenda… ci arriviamo adesso, i 270mila euro dell’accordo lei li prende?
teste: no, dopo di che il giorno dopo che è venuto l’ingegnere ci siamo dimessi con quella lettera di cui le ho parlato adesso, il giorno dopo eh… arrivò una riunione decisamente più serena delle altre, Mirante non c’era, e in questa riunione abbiamo di fatto concordato gli aspetti tecnici di questo pagamento, come dovevano avvenire, quando, come dovevano avvenire i passaggi di consegna tra noi e l’ing. Caminiti, una riunione decisamente cordiale, decisamente serena nella quale ormai avevamo preso coscienza del fatto che ci eravamo dimessi (…) poi ci hanno garantito che ci avrebbero pagato e per noi in quel momento era diventato l’ossigeno, era fondamentale incassare denaro in quei giorni (…) e poi c’eravamo tolti un problema che ci stava veramente assillando, io ero molto preoccupato di quello che ci era stato detto da Mirante e speravo che finisse questa cosa che non ci permetteva di lavorare , eravamo veramente impegnati tutto il giorno…
PM: senta ma AUDIA MARIO lei lo conosce, lo ha conosciuto in quel periodo?
teste: in quel periodo… 
PM: lo sa perché è in altri processi… 
teste: non l’ho mai visto, mai … 
PM: era uno che le risulta che abbia svolto dei lavori presso EDILRIVOLI?
teste: non mi risulta, non lo so
PM: non lo sa. qualche…tipo Clemencic …Le ha riferito se artigiani che lavoravano in cantiere siano mai stati designati da questo Audia?
teste: non me l’ha mai detto

PM:  Senta dopo l’incontro con Agnolin lei… ha avuto.. ha registrato … voglio dire lei ha detto “nessuno mi ha contestato quello che avevo raccontato.. il metodo di intimidazione mafioso in comune”, è stato avvicinato da qualcuno? Le hanno fatto delle minacce in seguito a questo episodio del Comune?
teste: si.. nel senso… io non ho mai saputo di questo.. che Agnolin avesse parlato con Mirante, non immaginavo potessero conoscersi, devo dire che eh… a Caselle si parlava, mi era stato suggerito dal parroco Don Marcos, mi è stato riferito in una commissione edilizia in cui ero, che adesso dirle i giorni.. comunque in quel periodo, che  mi sarebbero accaduti due episodi, cose che premetto non mi sono accaduti, però mi hanno detto che avrei trovato, mi avrebbero fatto trovare, una testa di cavallo davanti a casa.
PM: ci dice chi gliel’ha riferito questo?
teste: me l’ha detto Don Marcos che era il parroco di Caselle che l’ha sentito dire da Giorgio Battistella e tal Marsaglia, ex sindaco di Caselle. Ma tra l’altro questa cosa mi viene riferita più volte, io ricordo che ero nella commissione di un comune e in quella commissione di nuovo viene fuori una battuta infelice “stavolta hai trovato i tuoi”
PM: ha detto prima Battistella ex sindaco…
teste: Marsaglia
PM: le risulta sia stato coinvolto in …
teste: mi risulta sia stato coinvolto non so come… ma il secondo episodio che dicono essere successo e non mi è successo, però ha avuto conseguenze importanti sui miei figli, che mi avrebbero fermato davanti a casa con una pistola alla tempia di fronte ai miei figli, questo non è successo, però queste cose giravano in quei giorni ma io non ho mai avuto al percezione o chi me l’ha raccontato non ha mai capito se queste cose erano accadute o sarebbero dovute accadere, io so solo che mia moglie eh... di cui ho parlato già anche prima, stufa di questa vicenda è andata al bar dove, non so dove sia ma con queste persone, dicendogli proprio: “Ma questa testa di cavallo ce la siamo mangiata?”…(…) comunque questo è quello che accadeva in quei giorni
PM: e Battistella ha risposto a sua moglie, ha avuto una reazione?
teste: Battistella ha avuto una reazione col piede appoggiato sul muro, del tipo “e allora..” che non ha negato, nel senso.. non ha negato, come se fosse vero, insomma.

Il ruolo della finta avvocatessa Gabriella TORODDO

PM: senta io adesso le faccio.. siamo a dicembre 2010… io le faccio sentire una conversazione del 10 dicembre 2010 le chiedo di dirci se riconosce chi sta parlando poi le faccio una domanda in merito al contenuto, la numero 536 del 10 dicembre 2010 alle 12:27
[ Viene fatta sentire la telefonata tra TORODDO GABRIELLA e NICOLA MIRANTE. La Toroddo chiama Mirante Nicola dicendogli che deve raccontargli una cosa relativa a Mauro “troppo carina”. Si accordano per incontrarsi il giorno stesso verso le 17:00. Gabriella Toroddo dice che “Mauro sta morendo” e che persone affidabili le hanno detto che l’hanno visto “con una faccia tutta storta e pensavano che gli fosse venuto un ictus o che era morto nel vero senso della parola”. Mirante dice che è “normale perché è un cretino”. Gabriella aggiunge “..è quello che dicevano loro… che già agire…agire… alla fine se pesti i piedi alle persone con le palle!”. Rimandano la conversazione all’incontro di persona, Gabriella Toroddo anticipa che dovrà anche dirgli una cosa in cifre ed esprime il suo disprezzo per MAURO ESPOSITO, schernisce il fatto che si sta facendo difendere da Giada [ Caudera ndr], riferisce che quelle persone le hanno detto che “se si fa difendere da Giada può dormire su due guanciali”, e Nicola aggiunge: “si, proprio su due… uno da una parte e uno dall’altra… e prende schiaffi da una parte e dall’altra!”.]

PM: quindi qualcuno il 10 dicembre, in quei giorni lì, l’ha vista nella zona… ha riconosciuto chi parla?
teste: sì, Gabriella Toroddo e Nicola Mirante
PM: ecco Gabriella Toroddo bisognerebbe aprire una parentesi sulla sua conoscenza della Toroddo, poi magari ci torniamo dopo ma brevemente a lei chi l’ha presentata?
teste: ALBERTO GOFFI
PM: Alberto GOFFI, quindi una persona che lei conosce, conosceva già all’epoca?
teste: io la Toroddo l’ho conosciuta per un brevissimo periodo perché alla nostra società VALMAG lei rappresentava una proprietà la proprietà NEPOTE di LANZO con una villa di proprietà della famiglia NEPOTE che si chiamava Villa BONAMICO, dovevamo fare uno sviluppo immobiliare…
PM: ecco, ha sentito.. a dicembre 2012… 10 dicembre 2010 la Toroddo chiama Mirante e gli dice ti devo raccontare a voce, non al telefono, “una cosa carina.. poi ci vediamo”, poi anticipa la cosa carina e dice “l’hanno visto con la faccia tutta storta..era morto… sembrava gli fosse venuto un ictus”….  ecco lei a dicembre 2010 ha avuto problemi fisici, ha avuto un ictus..?
teste: non ho avuto un ictus ma… ero molto… prostrato, perché non si erano avverate le promesse fatte il 3 di dicembre, quella riunione in cui avrei dovuto prendere i soldi quindi è possibile, ero molto….
PM: ecco ma gli episodi che ha descritto prima, non realizzati…
teste: erano tutti… una sommatoria continua, che dura ancora oggi, di tutta una serie di avvenimenti che hanno minato la mia attività
PM: senta, le anticipo che poi magari … senta la TORODDO in questa vicenda è intervenuta in qualche modo? Le è venuta a parlare?
teste: no, no… me l’avevate già chiesto, anche i Carabinieri, io ho parlato con decine, centinaia di persone, io ero preoccupato, spaventato,  ve lo dico in termini gergali: mi stavo ammalando, stavo andando in depressione, io parlavo con chiunque incontrassi, io non ricordo di aver parlato con la Toroddo, non escludo di aver incontrato da qualche parte, in un qualsiasi luogo o per strada, ma io non ho avuto contatti diretti con la TORODDO in quel periodo
PM: le chiedevo questo perché nella conversazione 2476 ……(viene fatta sentire conversazione) del 22 dicembre 2010:
Gabriella TORODDO chiama Nicola MIRANTE. ”Ho visto eh… il tipo, vuole sedersi a un tavolo e parlare”.
 Nicola: è normale che vuole sedersi a un tavolo…
Gabriella: vuole sedersi a un tavolo e vedere, anche venirvi incontro….
Nicola: anche venirci incontro, lui ha sbagliato il progetto ha poco da andare incontro alla gente…
Gabriella dice di avergli detto che loro sono intenzionati ad andare fino in fondo e che lui
[ESPOSITO Mauro] le ha chiesto di interessarsi e vedere cosa può fare. Gabriella dice che ha detto che in queste cose l’amicizia non c’entra “…si ma l’amicizia in queste cose c’entra fino a un certo punto… io posso fare… tu devi fare una cosa secondo me…rinunciare a tutto, metterti tranquillo e non succede nulla! e lui è stato zitto!”
Gabriella dice “… poi gli ho chiesto quella cosa lì e chiaramente lui mi dice dopo che abbiamo chiuso la transazione!”
Gabriella dice che lei è punto e a capo “… a quel punto lì… me li dà… me li dà anticipati, allora io mi muovo… se no cosa mi muovo a fare? vi faccio incontrare a un tavolo… si.. si.. e dopo?”
Nicola dice che sta andando a Milano e poi per le tre andrà dall’altra parte e le farà sapere
Gabriella lo prega di aiutarla, poi dice di dire a Fabrizio che Esposito ha detto che l’arrogante è stato Fabrizio che avrebbe dovuto andargli incontro al primo incontro.
Gabriella ribadisce che lui è disposto a sedersi ad un tavolo a parlare.

PM: in questa conversazione fanno chiaramente riferimento a sedersi intorno ad un tavolo, a Tosatto, quindi ritengo si parli di lei e Gabriella dice che l’ha incontrata… 
teste: no, io lo escludo
PM: per di più aggiunge che adesso vuole trattare, vuole sedersi intorno a un tavolo e “io gli ho detto.. andare fino in fondo e lui ha chiesto di interessarsi e vedere cosa può fare” quindi dalla conversazione la Toroddo riferisce a Mirante di essersi messa in mezzo nel cercare di avvicinare le due posizioni e di aver chiesto anche dei soldi perché dice “lui mi ha risposto… io ho chiesto quella cosa lì” e chiaramente lui dice chiaramente dopo che abbiamo finito la transazione, ha capito cosa voglio dire?
teste: no ma io…
PM: sembra emergere che la Toroddo ad un certo punto si  è messa come intermediario tra lei, Tosatto e Mirante, dicendo “guarda io ti faccio chiudere” la faccenda, tu mi dai dei soldi…
teste: escludo categoricamente questo fatto, non lo escludo nel senso che non lo ricordo, se dovessi dirle che l’ho incontrata… (…) avendo grave ansia e gravi tensioni ma un episodio del genere lo ricorderei perfettamente e non è assolutamente mai accaduto. .. Non so se l’ha fatta qualcun altro questa parte, io assolutamente no e non l’ho commissionata a nessuno, non ho trattato mai con nessuno… l’unica persona è stata TOSATTO perché GOFFI me l’ha fatto incontrare in un bar, io mi sono mosso su un terreno o con gli avvocati …
PM: si, no ma… la Toroddo dice delle cose … che a lei non risultano
teste: a me non risultano, come intermediario assolutamente no.
PM: e invece GOFFI? Interviene in questa questione?
teste: si, Goffi interviene … io incontravo sia la CAUDERA che GOFFI, a GOFFI io sì chiedo… perché lo ritengo anche un po’ responsabile, per avermi fatto conoscere queste persone, perché alla fine … io porto come esempio la persona di più altissima qualità morale che io conosco, di mio suocero, se io porto qualcuno a casa di mio suocero e alla fine della fiera questo risulta essere uno che non  è in grado di fare il lavoro o non è una persona perbene, la colpa comunque  è mia… non mi viene da dire sono stati cattivi loro, no, scusa amico mio, tu prima di portarmi qualcuno in casa devi sapere chi mi porti, questo ragionamento  è stato fatto più di una volta ad Alberto GOFFI , cioè tu non puoi… (…). Alchè io credo che Alberto Goffi si sia sentito anche un po’ in dovere di cercare di risolvere la vicenda in via transativa…
PM: quindi la risposta alla domanda è sì
teste: assolutamente sì, ho memoria precisa del dopo Natale
PM: oltre a GOFFI lei ha chiesto l’intervento o un aiuto… la descrivono come uno che stava circolando per Caselle apparentemente come uno che avesse avuto un ictus, lei in quel momento di difficoltà ha chiesto aiuto a qualcun altro diverso da GOFFI?
teste: io ho chiesto aiuto a TUTTI, ho cercato tutti gli ambienti che potevano essere  collegati a questi soggetti e parlo di Tosatto e Chiantelassa quelli che mi dovevano i soldi, Chiantelassa era un giocatore di golf, Tosatto era un maestro di sci, quindi nell’ambiente dello sci e del Golf… ad esempio l’ingegner Vigna, giocatore di Golf, mi ha fatto parlare con il presidente dell’associazione italiana Golf… non ricordo il nome, ricordo che era un famoso urologo di Torino
PM: quindi lei si è rivolto…
teste: ad una moltitudine di persone
PM: dicendo quello che aveva detto in comune?
teste: eh… no io parlavo di Tosatto e Chiantelassa, dicevo questi qua mi sta succedendo una cosa veramente surreale e una persona si propone a me…
PM: chi è tra Chiantelassa e Tosatto che gioca a golf?
teste: Chiantelassa

Il coinvolgimento di ZUCCO URBANO

PM: mi risulta che si è rivolto anche  a ZUCCO URBANO
teste: io non mi sono rivolto assolutamente a ZUCCO URBANO eh… assolutamente no. L’episodio di Zucco Urbano è questo: mia figlia fa danza, in una scuola di danza che tra l’altro affitta dei locali da mia moglie, “Passo a due”. Da quando sono bambini, piccolissimi, mia  figlia oggi ha 18 anni, andiamo ai saggi di danza. Ai saggi di danza a me…. ho visto più volte questo signor Zucco Urbano. In quell’occasione, Natale 2011, incontro lo Zucco Urbano come l’ho incontrato a quel saggio tutti gli anni, lo incontro nel senso che lo vedo
PM: non è che lei si deve giustificare…
teste: no… dicembre 2010… io al 18 dicembre o giù di lì incontro questo Zucco Urbano nel foyer del teatro Valdocco.
PM: e gli parla della sua vicenda
teste: si, lui mi avvicina e io gli parlo della mia vicenda ma in realtà non è così, io gli parlo della mia vicenda ma vengo indotto a parlare della mia vicenda, cioè Zucco Urbano mi chiede come va… io premetto che non avevo mai parlato con Zucco Urbano, non avevo mai intrattenuto rapporti con Zucco Urbano, non avevo mai avuto rapporti con Zucco Urbano, al di là di mia figlia l’avrò incontrato almeno altre 10 volte, perché sono almeno 2 saggi all’anno, e mai mi aveva parlato. In quell’occasione, non l’ho ritenuto particolarmente preoccupante il fatto che un signore.. che non conosco lui ma conosco molto bene il suocero e la suocera di suo fratello perché sono miei cari e integerrimi clienti, (azienda di Caselle e azienda petrolifera..) allora il fatto che mi avvicini nel foyer e mi dice “tutto bene, il lavoro..” cioè in quei giorni il mio pensiero era solo lì, ero veramente molto preoccupato e molto spaventato, perché ho avuto gravi problemi di lavoro con il cantiere a Rivoli, e dice “ma dai, veramente, ma con chi?”… o lui mi dice “ah ho saputo”, è un particolare che non ricordo, tipo “mah, ho saputo che hai avuto dei problemi con il cantiere a Rivoli” comunque il succo di quel momento è che ZUCCO conosce MIRANTE. E io dico ah ma veramente? Io non so chi è ZUCCO

Alle domande del PM sui suoi rapporti con Zucco Urbano Esposito spiega di aver avuto rapporti per altre vicende lavorative (poi non concluse) solo successivamente a questo incontro. Spiega inoltre che parlando con Zucco Urbano di quello che gli era accaduto fu tranquillizzato, anche dalla promessa di Zucco Urbano di organizzargli un incontro di ritorno dalle vacanze di Natale. Si incontrano insieme al fratello di Urbano e ad Esposito sembra “la manna dal cielo”, e nel gennaio 2011 c’è l’incontro con Zucco e Mirante.

PM: eh… Zucco sicuramente ha avuto incontri con Mirante, lei dice, si son parlati
teste: certo
PM: le ha chiesto soldi Zucco per questa sua?
teste: assolutamente no, zero
PM: senta io le faccio sentire questa conversazione che è la 6543 del 19 gennaio 2011…le chiedo se riconosce gli interlocutori e faccio presente che sembrerebbe dal contenuto, poi la sentiamo, che effettivamente commenta il fatto che Zucco voglia trarre un vantaggio da questo suo intervento pro Esposito

(viene fatta sentire la telefonata)
Donato Antonio: “Io sono piccolo però sono bastardo perché io lo so già che ieri si sono visti.. ma è così perché è giusto che sia così… qui devi mollare la mula perché questi sono amici e non fanno.. per l’amicizia che c’è nei nostri confronti forse forse ancora, se chiedi scusa e finisci di tapparti la bocca io non ti faccio fare la richiesta danni però se non ti faccio fare la richiesta danni vedi di darmi qualcosa”
Mirante Nicola: “Però capisci che non è giusto, perché non è merito suo eh… è merito mio e merito di qualcun altro voglio dire, quindi a noi qualcosa eh… se no qua che facciamo, la figura dei favori…
Donato Antonio: “Certo, certo, certo
Mirante Nicola: questa è la parte un pochettino più brutta
Donato Antonio: ma tanto non c’è problema, che poi , quello che ha la febbre glielo dice a lui, gli dice guarda che possiamo fare  così, così e così però anch’io devo guadagnare qualcosa compà eh…, diteglielo chiaro
Mirante Nicola: tanto se hanno i soldi per poter pagare, tira fuori 50 mila, tira fuori le battute, sai no? Si dovrebbero solo vergognare sti cazzo di professionisti
Donato Antonio: comunque tu, con la proprietà fai solo bella figura se non lo paghi
Mirante Nicola: sì però capisci che io, alla proprietà, devo raccontargli una pizzicherata, perché la proprietà lo vuole rovinare, è questo il discorso
Donato Antonio: però, rovina per rovina, ci sono avvocati da pagare, perizie da fare, però lui (Esposito Mauro) è convinto che, facendovi l’ingiunzione, qualcosa la spunta. quindi son sempre rogne
Mirante Nicola: No lui non spunta niente perché gli sta arrivando una bombardata di danni di quel cantiere più danni di immagine. Ma tu lo sa se loro dovevano vendere gli appartamenti a dicembre, decidono, solo per fare uno sgarro di restituire gli importi, causandogli problemi di progettazione, presentandoglieli a quelli, questo gli deve pagare tutti gli appartamenti invenduti…
Donato Antonio: e poi tu non vendi gli altri alloggi, Nic. Una volta che si sputtana quel lotto lì non vendi neanche quello a fianco
Mirante Nicola: sì, ma quelli se li tengono, li mettono a reddito e se ne sbattono i coglioni, ricordati che stiamo parlando con colossi, non stiamo parlando di chiunque, questo  è il problema, però noi dobbiamo cercare di tornare a casa buoni noi, a me non interessa né a destra né a sinistra, a me interessa che sorridiamo noi
Donato Antonio: certo, certo, ma io questo gli ho, pure un pezzo di pane…

PM: ecco l’altra persona rispetto a.. una era Mirante ,che parlava
teste: uno era Mirante
PM: l’altro?
teste: non lo so
PM: non lo conosce. Ha colto il contenuto della conversazione?
teste: ho colto benissimo
PM: ecco.. qui si dice chiaramente che c’è stato un incontro tra eh… lui le aveva detto, Zucco le avrà detto, <<qui devi mollare la mula perché questi sono amici e lo fanno proprio per amicizia che c’è nei nostri confronti forse forse ancora, se chiedi scusa e finisci di tapparti la bocca io non ti faccio fare la richiesta danni però se non ti faccio fare la richiesta danni vedi di darmi qualcosa>> Questa frase, così come riportata da un soggetto che le dico è Donato Antonello, le dice qualcosa? le diceva qualcosa allora?
teste: no, non mi diceva qualcosa allora
PM: Donato riferisce questa cosa qua  a Mirante è corretta? Nel senso che questo è stato il contenuto dei dialoghi che lei ha avuto con ZUCCO?

teste: ma assolutamente no, categoricamente no.
PM: Zucco le ha fatto capire che se fosse intervenuto comunque… far togliere la richiesta danni…
teste: ci sono due fasi, la fase preliminare e la fase dell’incontro. In fase preliminare assolutamente mai, cioè ma non avrebbe neanche potuto farlo, la mia famiglia.. quel luogo lì è abbastanza noto ma avesse fatto una cosa del genere, lo conoscono tutti, difficilmente avrei potuto accettare una richiesta di denaro per lui per risolvere il problema non l’avrei mai fatto e garantisco che lo sanno anche in tanti e non avrei mai potuto farla e non l’ha fatta, ma assolutamente. C’è stato  poi un incontro, invece, nel bar di Caselle, anziché nel mio ufficio come avrebbe dovuto avvenire e … dove in realtà sono accadute delle cose ma non da parte di Zucco ,da parte di Mirante

L’incontro di ESPOSITO MAURO con Urbano ZUCCO e Nicola MIRANTE nel bar di Caselle

PM: cos’è capitato?
teste: è capitato che mi hanno telefonato dicendo che l’appuntamento era spostato non nel mio studio ma in un bar di Caselle … senza nessuna motivazione… ma, di nuovo, è una cosa che accade, andiamo in un luogo neutro
PM: ma dopo le vacanze Natalizie?
teste: dopo le vacanze, nel corso del mese di gennaio o primi di febbraio
PM: rispetto alla conversazione che le abbiamo fatto sentire che è del 19 gennaio dai contenuti lei … ritiene che possa esserci già stato?
teste: non riesco a darle una risposta, non ne ho idea, io posso dirle questo che se quella telefonata fosse stata fatta dopo il nostro incontro… questo signore sta palesemente bluffando, se fosse stata prima del nostro incontro potrebbe essere un desiderata, gli chiederemo dei soldi quando ci troveremo … io sono stato molto categorico nell’incontro
PM: cosa capita in quest’incontro?
teste: in quest’incontro capita questo, ci sono Mirante, io e Zucco Urbano ci incontriamo, ci salutiamo e ci sediamo in un tavolo in questo bar, con tanta gente,   è nella piazza, e immediatamente io… (…) effettivamente scarico molta rabbia nel raccontare questo episodio perché praticamente ripercorriamo la vicenda dall’inizio, io racconto tutto (…) racconto davanti a Zucco tutto… e lui sta zitto.. (…) mi ricordo quel suo atteggiamento nel non dire quasi mai niente rispetto a quello che ho detto, mi aspettavo una reazione violenta, però io devo dire che in quell’occasione quantomeno mi sono sfogato davanti a loro e loro con un atteggiamento.. Zucco ha solo ascoltato, non ha mai detto niente, Mirante ha cercato di portare avanti questa sua teoria secondo cui io mi ero dimesso comunque,di fatto abbiamo ripercorso…. praticamente  (…)
PM: lei lo descrive come un agnellino
teste: lo confermo, lo confermo, perché (…) di nuovo una di quelle cose che in questa vicenda una delle tante cicatrici che mi ha lasciato, il ricordo suo…. mi sentivo persino, per una volta, dopo due anni sono riuscito anche a dire la mia come va, ma non perché io (come apprendo dopo) pensavo che  di fianco avessi una persona che era in grado di difendermi ma semplicemente perché io anche (…) in altre occasioni io mi ero arrabbiato fortemente e lui reagiva violentemente, in questo caso io mi sono arrabbiato violentemente, come e forse più delle altre volte e non ho avuto una reazione adeguata che mi aspettavo dall’altra parte. (…) So solo che dopo che abbiamo ripercorso tutto il fatto… ditemi come la risolviamo. Quindi mi fa la proposta, Mirante, ma in questo caso interviene anche Zucco nel senso che è un dialogo a tre a questo punto, mi fanno una proposta che di nuovo fa parte di questo …
PM: e cosa le propongono?
teste: uno: tu ci dai.. noi diamo centomila euro alla EDILRIVOLI.. cioè io avanzo 400…500… date voi alla EDILRIVOLI, ma in che senso? Io interrompo più volte…
Presidente: veniamo al succo delle cose
teste: 100mila euro a EDILRiVOLI, io dò a loro un contratto di appalto di circa 3 milioni di euro, che io preciso che in quel momento stavo progettando un intervento nella mia zona di quel valore lì, dopo di che loro mi riconoscono 150 mila euro diciamo di provvigione per avergli fatto prendere…
PM: ecco i 100 mila euro alla EdilRivoli in cambio di cosa?
teste: E la EDILRIVOLI ritira….. non mi fa opposizione al decreto ingiuntivo, che io nel frattempo avevo in corso per il pagamento delle mie fatture. io dico ma non ci penso neanche, mi alzo di scatto per andarmene, vengo fermato, mi viene richiesto di trattare ancora, io dico di no. In quel momento Mirante tira fuori un papiro che è l’opposizione al decreto ingiuntivo che non era contro la sua società ma era contro EdilRivoli, lui non avrebbe dovuto neanche averlo… e mi fa vedere che mi chiederanno danni sproporzionati e che mi conviene , a quel punto, ritorna Mirante, che mi conviene ritirare la denuncia e accontentarmi di quello che mi hanno offerto e di pensarci sopra… perché sennò per me, oramai…
PM: quindi lei aveva fatto il decreto ingiuntivo, le preannunciano che faranno opposizione al decreto ingiuntivo con richiesta di danni per…
teste: un milione e 600 e passa mila euro…
PM: invece….
teste: noi paghiamo 100 mila euro
PM: chi noi?
teste: Mirante
PM: Mirante dà 100 mila euro ad EdilRivoli, EdilRivoli non chiede il milione e sei di danni..
teste: sì, che in quel momento non aveva ancora detto, però si fermano, tu ci dai un lavoro e a fronte di quel lavoro noi ti diamo 150 mila euro di provvigione
PM: lei quel suo lavoro da tre milioni di euro ce l’aveva?
teste: si
PM: che lavoro era?
teste: era un lavoro di un recupero di un vecchio casale a San Carlo Canavese che si chiama Gonetta
PM: e l’ha detto a Zucco?
teste: no, lo sapevano abbastanza in tanti (…)
PM: in seguito lei mi ha detto prima soldi a Zucco non ne ha dati
teste: no, assolutamente
PM: però accordi… cioè progetti in comune, partecipazione in cantieri?
teste: zero, assolutamente zero.. poi un giorno, due giorni dopo mi chiama io dico “guarda io non faccio nessun tipo di accordo che non sia il pagamento delle mie fatture, sennò vado avanti” e in quell’occasione c’era l’opportunità di quello che diceva lei prima, di vendere da parte nostra un cantiere che avevamo in corso, anche perché noi in quel momento dovevamo cercare qualcosa di remunerativo perché ci mancavano veramente i soldi, gli avevo chiesto se era interessato a comprare da noi, poi.. ma durato dal mattino alla sera… non durante quella trattativa, a seguire, dice “ogni tanto fai lavorare anche noi”
PM: ma l’opposizione al decreto ingiuntivo è stata fatta?
teste: l’opposizione è stata fatta esattamente identica a quella che mi aveva fatto vedere qualche giorno prima Mirante, identica.
PM: e l’esito della causa civile?

teste: la causa civile è in corso, la causa contro la ME Studio è in corso, abbiamo perso… avevamo due questioni, la questione legata ai danni, questi fantomatici danni che la perizia ha poi dimostrato di fatto non esserci, e poi loro hanno scritto in questa diciamo memoria hanno scritto che chiedevanola nullità del contratto per la vigenza della legge razziale di mussolini del ’39 …. e quindi abbiamo perso la causa come ME studio ma MAURO ESPOSITOè stato riconosciuto che quelle prestazioni andavano pagate a Mauro Esposito, io sostanzialmente ho vinto la causa, ME Studio deve restituire i soldi a EDILRIVOLI ed EDILRIVOLI deve darli a me (…)

Esposito racconta poi del suo contatto con Impellizzeri, dal quale riceve per errore un SMS e si incontrano poi nella primavera del 2011. Impellizzeri racconta ad Esposito che Mirante lo aveva estromesso dalla società, aveva minacciato sia lui che la sorella disabile, minacce funzionali per estrometterlo dalla società. Esposito spiega quindi ad Impellizzeri le sue vicissitudini e gli consiglia di andare a denunciare, come stava per fare anche lui, ma Impellizzeri disse che aveva molta paura e che era scappato dall’Italia per paura, e produsse anche dei documenti che però Esposito non ricorda bene nel contenuto, ed è il Pubblico Ministero a ricordargli che si trattava di una dichiarazione dei redditi (molto bassa rispetto a..), riferibile a Nicola Mirante.

Si arriva all’8 giugno del 2011, o nei giorni successivi quando Esposito legge sui giornali che ZUCCO URBANO era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Minotauro.

PM:  Il fatto che sia stato coinvolto Zucco Urbano per lei fu un fulmine a ciel sereno o aveva avuto…
teste: assolutamente un fulmine a ciel sereno, il fatto che avessero coinvolto Argirò assolutamente no, mi ha … mi ha dato una giustificazione a quello che mi era successo… Perché era venuto da noi, aveva il bar sotto il mio ufficio e vedevo.. aveva delle frequentazioni (…) non era frequentato da persone che io ritenevo senza cognizioni giuridiche per bene…
PM: Urbano Zucco che lavoro faceva?
teste: credo costruttore
PM: costruttore.

Si torna a parlare della finta avvocatessa, Gabriella TORODDO. Circa l’indagine a suo carico per presunte truffe Esposito non sapeva nulla. Il teste precisa che fu Alberto Goffi ad accreditare la finta avvocatessa e quindi le varie operazioni immobiliari.

La parola passa al PM Sparagna.

PM: delle precisazioni. Lei ha parlato di aver ricevuto una lettera con cui le consigliavano le dimissioni…
teste: si
PM: da chi proveniva… entro 24 ore
teste: entro 24 ore, ricordo il convenuto, non ricordo chi l’ha mandata, poteva essere a quel punto una lettera mandata dall’avvocato MASSARA che palesava le volontà delle proprietà, sicuramente quella di Chiantelassa e di Tosatto, o dall’avvocato Massara o direttamente da Chiantelassa
PM: era una missiva riconducibile alla proprietà?
teste: sicuramente si, per come ne sappia io sì
PM: Mirante sa se collaborò nella redazione?
teste: non lo so, secondo me sì
PM: senta e lei se può tornare un attimo all’inizio del suo racconto per alcune precisazioni. Ha discusso di Vercelli Giorgio, mi pare di aver capito che lei abiti lì
teste: io abito di fronte a dove abitava Vercelli Giorgio
PM: e questa esplosione danneggiò infissi…
teste: una cosa.. avevo appena aperto il cantiere.. in quel momento il cantiere di Vercelli non era ancora completato, c’era la ghiaia, ricordo che Vercelli mi telefonò di notte, “mi hanno sparato alla porta”, perché lui sentì queste pietre che si conficcarono sui serramenti…
PM: Ecco, mi pare di aver capito che voi ricollegate questo episodio, questo attentato, a delle richieste avanzate…
teste: da Argirò Vincenzo
PM: lei era presente quando fece queste richieste?
teste: si, le fece a me
PM: e lei era da solo?
teste: io, Giorgio Vercelli, ci furono una o due riunioni. In una venne con un carrozziere di Caselle e nella seconda venne con un signore , non ricordo adesso il nome, un costruttore, artigiano edile. La prima lo ricevetti, io avevo l’ufficio su cinque piani, lo ricevetti sul mio ufficio, la seconda (…) non lo feci più salire e andai giù nella sala riunioni vicino alla reception, ed era con questo secondo artigiano..
PM: ricorda come fu la richiesta
teste: si, soprattutto la seconda volta, disse “noi abbiamo delle aziende edili” … e la cosa…voci dicevano che (inc) e quindi io dissi che non sapevo neanche che facesse questo lavoro e lui mi disse “facciamo questo, facciamo tutto… in questo momento una mano lava l’altra, nella vita c’è il re, c’è la regina”, una serie di metafore, e ad un certo punto disse in modo chiaro: “Sa, noi possiamo anche fare delle estorsioni ma non le facciamo, con voi assolutamente” , “adesso siete amici di Argirò quindi”… A quel punto, di nuovo una di quelle cicatrici del tempo, mi ricordo che quel signore che era con lui si voltò in imbarazzo totale, non guardandoci in faccia, anche perché quel signore adesso non ricordo il nome ma mi era stato presentato in passato da Michele Vietti, quindi lui ci conosceva, imbarazzatissimo di quella situazione
PM: ecco,  “adesso voi siete amici … di Argirò”?
teste: sì, come per dire, da adesso in poi siete sotto la nostra protezione
PM: però non ho capito bene, lui vi fa questa richiesta di collaborare, lui o altre persone?
teste: lui parlava di imprese, non dava dei nomi, “siamo imprese, possiamo fare lavori, possiamo anche fare estorsioni, adesso voi siete amici di Argirò”, lui dava per scontato che gli avremmo dato del lavoro, noi in quell’occasione, presi molto alla sprovvista, gli facemmo presente che la ME Studio progettava ma tendenzialmente dava lavoro alla ECM (inc) che era la nostra…
(…)
PM: signor presidente sto facendo queste domande perché la vicenda è descritta nelle sintesi che abbiamo prodotto alla vostra attenzione, (..) in relazione a MINOTAURO, giudizio abbreviato, e siamo a pag. 596-597 e viene descritta questa vicenda nei termini che la sta descrivendo, però una precisazione ulteriore è importante. Vercelli le parla di Argirò, le parla della sua….
teste: si, ne parla (…) lui mi dice “questo qua è un mafioso”, mica gli abbiamo dato del lavoro
PM: quindi decidete di non dargli lavoro
teste: assolutamente sì
PM: e poi capita questo atto…. 
teste: e io vado a denunciare un’ora dopo…
PM: va a denunciare al capitano MALACODA?
teste: esattamente e io ricordo che in quell’occasione mi sentii anche con Luigi (…) , e disse se torna a dirti una cosa del genere tu reagisci con durezza, non stare lì a dire ma.. digli “tanto lavoro non te ne dò“, io ti darei un altro consiglio se non fossimo qua, se fossi in un’altra parte d’Italia.. tant’è che lui mi cercò molte volte e non lo ricevetti mai più. (…)
PM: ma l’avvocato Chiappero le dice di conoscere…
teste: non mi dice assolutamente nulla (…) taglia netto..
PM: perché lei quando è stato sentito a S.I.T. (Sommarie Informazioni) il 15 luglio 2011 pochi giorni dopo l’esecuzione di Minotauro, lei così dichiarava: << dopo questi incontri parlai di Argirò all’avvocato Chiappero il quale mi consigliò di denunciare il fatto perché sapeva che Argirò in passato si era reso responsabile di danni ai mezzi…>>
teste: confermo, è vero… confermo. E aveva avuto… mi aveva detto che lui sapeva che aveva avuto dei problemi bruciando dei mezzi
PM: lei conosce un certo Todarello?
teste: si lo conosco… come nome e come persona perché abitava a Caselle. Le dirò di più Todarello è stato anche una maestranza che ha lavorato nel mio cantiere, per tutta una serie di ragioni che le dicevo prima,(…)
PM: ripeto la domanda, cioè Todarello era una delle persone che avrebbe dovuto ricevere da voi lavoro secondo le indicazioni di Argirò?
teste: è possibile, sì, non me lo ricordo questo, Todarello lavorò in un mio cantiere perché l’avevamo ereditato, nella mia divisione come società io ho ereditato quel cantiere con dentro questa maestranza
PM: senta, questa vicenda, la richiesta di Argirò… come va a finire? Cioè avete ricevuto ulteriori pressioni?
teste: io una volta mi sono trovato davanti allo studio Argirò che con fare abbastanza minaccioso… mi chiese una volta 5000 euro di anticipo sui lavori che gli avremmo successivamente dato perché si doveva pagare delle spese legali
PM: lui?
teste: lui… e poi mi chiese o nella stessa occasione o in un’altra occasione di andare nel retro del suo bar a vedere dei mobili da acquistare e io dissi non siamo interessati,
PM: però questo dal nostro punto di vista era importante, cioè lei dopo aver denunciato non ha più avuto momenti di pressione da parte di questi signori
teste: no, in quella circostanza no, ci fu poi… il..
PM: il?
teste: l’esplosione dell’automobile, siamo nel 2008, 31 marzo
PM: quindi quella vicenda è finita?
teste: per me no
PM: successivamente non ha avuto altri sviluppi?
teste: per me no
PM: voglio segnalarle che quando lei poi parla della testa del cavallo… le ricollega a quali pressioni?
teste: mah.. eh… se può provare a rifarmi la domanda

PM: rifaccio la domanda: lei aveva ricevuto due ordini di pressioni, minacce, la prima quella di Argirò, la seconda quella di cui abbiamo parlato tutta la mattinata proveniente da Mirante…
teste: mah no, riferirle alla seconda perché in quel momento mi dicono “ha fatto il furbo questa volta la paghi”, stiamo parlando del 2011 il resto era del 2007, assolutamente della seconda
PM: senta un’altra precisazione , le ha chiesto prima il dott. Smeriglio, lei quando si presenta spontaneamente 15 luglio 2011, era stata eseguita Minotauro, lei fino all’epoca non aveva sentito nulla… di questa operazione
teste: nulla
PM: poi lei si presenta in varie occasioni, in procura,  polizia giudiziaria e in tribunale il 18 di febbraio del 2014, 19 febbraio 2014 e 15 marzo 2014. Ecco lei in queste occasioni in cui va a parlare con i pubblici ministeri e polizia giudiziaria sapeva delle indagini in corso nei confronti di mirante Nicola?

teste: assolutamente no
PM: senta un’altra precisazione, lei prima ha parlato di Goffi indicando come secondo lei avrebbe una sorta di (???) in questa vicenda… il Goffi nella vicenda iniziale, di acquisto dei terreni, ha avuto qualche compito, qualche…
teste: inizialmente li abbiamo acquistati da VALMAG no poi dopo si è occupato di aspetti….
PM: gliela pongo in modo diverso, spese il suo ruolo politico GOFFI in questa vicenda?
teste: cioè….l’attività privata, con dei privati, il suo ruolo politico nel senso che conosceva tanta gente… però poteva essere tranquillamente mia mamma…
PM: ecco questi terreni prima dell’acquisto di Tosatto avevano una destinazione edilizia?
teste: avevano un uso improprio e una destinazione residenziale,la destinazione era residenziale però come succede spesso i piani regolatori anticipano quello che sarà il futuro, in quel momento c’era una zona inutilizzata (..) e una utilizzata da un’attività
PM: nella conversazione che il dott. Smeriglio prima le ha fatto sentire, la 6543 dove Mirante Nicola e un altro signore parlano… “dobbiamo mangiare anche noi” etc etc, c’è un passaggio in cui indica che ne avrebbero parlato con quello che ha la febbre che avrebbe risolto il problema con tornaconto per Mirante, lei ha idea di chi sia questa persona con la febbre?
teste: assolutamente no,
PM: mi scusi.. parlava con Zucco… con le persone vicino a Zucco (…)
teste: assolutamente no…
PM: un’ultima cosa lei della famiglia ZUCCO chi conosce?
teste: conosco Antonio ZUCCO, CATIA FORNICOLA, nel senso più generale, il suocero di Antonio Zucco e la suocera di Antonio Zucco
PM: quindi conosce Zucco Urbano?
teste: si, quello che conosco meglio, l’ho conosciuto in quell’occasione
PM: e il fratello Zucco Antonio
teste: si
PM: conosce o ha conosciuto il papà Zucco Giuseppe?
teste: no non ne ho mai sentito parlare
PM: e il fratello , l’altro fratello ZUCCO VINCENZO?
teste: (…)
PM: e dove abitano?
teste: a San Francesco al Campo
PM: grazie.

La parola torna al PM Smeriglio, che chiede ulteriori precisazioni sul ruolo della Toroddo, che in una conversazione dice di aver “incontrato al bar Norman Esposito e che le ha raccontato tutto dalla A alla Z e che è disponibile a chiudere a qualsiasi prezzo”, ma quando è tornato “dalle Maldive la situazione è cambiata”. Quindi, per Smeriglio, la Toroddo introduce anche questo elemento di conoscenza.

PM: lei è stato alle Maldive?
teste: si , si
PM: eh…
teste: quel Natale ..
PM: eh… dato che la Toroddo spende… al Bar Norman, parla di un incontro al Bar Norman
teste: è un bar che c’è a Torino. Io ripeto, non c’è stato un incontro finalizzato a questo, se io ho incontrato ma non me la ricordo, la Toroddo, sicuramente la Toroddo non mi ha posto le questioni che ho sentito, ma non ricordo..
PM: tra l’altro in questa conversazione la Toroddo dice anche di avere appreso da lei che Fabrizio si comporta in modo strano, che non capisce cosa ci sia sotto , si riferisce sempre a…
teste: sì, io come ho detto prima, non vorrei che questa cosa le sia stata riferita da qualcun altro, io parlavo sicuramente… (…) con Alberto Goffi, a cui chiedevo… io personalmente non ricordo di aver parlato
PM: GOFFI sapeva del suo viaggio alle Maldive?
teste: assolutamente sì, sapeva tutto…
PM: e sul comportamento strano, sull’atteggiamento strano di Tosatto con Goffi ne ha parlato?
teste: assolutamente sì, cioè in astratto può essere quella la cosa… mi potrebbe anche aver fatto piacere se avesse fatto questo …

I PM sottopongono al teste un album fotografico , per i riconoscimenti.

La parola passa all’avvocato Sandroni, difesa parte civile Esposito Mauro.

Vengono ripercorsi i vari step dei lavori a Rvoli, dalla progettazione alla firma degli esecutivi. Esposito spiega che una volta avviato il cantiere ha delegato l’architetto LIOR LOTEM come suo sostituto generale, con il ruolo di coordinamento (ing. Caresio, ing. Clemencic).

Avv: bene, veniamo alla figura dell’architetto LIOR LOTEM. Lei prima ha accennato che era un suo dipendente, mi può spiegare un po’ meglio qual era il rapporto con questo suo dipendente?
teste: LIOR LOTEM era un architetto non dipendente, aveva la partita IVA per sua scelta, perché lui era un architetto che arrivava da Israele e avrebbe dovuto avere per un tot di anni, doveva dimostrare di svolgere una professione anche solo come disegnatore in Italia con Partita Iva per poter accedere alla conversione della sua laurea, quindi è stato certificato questo fatto, lui non voleva farsi assumere da noi perché non avrebbe potuto accedere a questo suo desiderata … Un architetto molto competente, molto bravo, a cui io ho dato il coordinamento generale soprattutto della parte architettonica.
Avv: riguardo la figura dell’architetto. lei prima ha riferito che quando è stata richiesta la famosa variante da circa  due milioni di euro, è lui la persona a cui è stato affidato questo compito …..
teste: l’abbiamo affidato a lui perché lui era quello che aveva più …poteva ricostruire nel dettaglio qualsiasi particolare, insomma se si era venuto a spostare un lavandino di 10 cm era evidente che lo poteva sapere solo chi era stato in cantiere (…..) nel quotidiano queste questioni le poteva conoscere solo lui, noi non eravamo a conoscenza di nulla (…). Lui stesso mi disse che non sapeva che ci fossero delle…. si stupì…
Poi vengono ripercorse le tappe, Mirante che chiedel e dimissioni di Esposito in cambio di 50mila euro, minacciando di chiedere i danni per 40 mila euro al giorno se ME Studio bloccasse il cantiere (che risultava, sulla carta, “non ancora partito”). Poi il crescendo di minacce, “sappiamo che tua moglie  è una miliardaria”, infine le varianti che Esposito si rifiuta di approvare.

teste: una telefonata dopo che lui scoprì che io avevo telefonato alla EdilRivoli per dirgli che io non ero intenzionato ad approvare queste varianti e che Mirante mi aveva telefonato invece per farmi pressione perché approvassi. La telefonata successiva dove Mirante sa che io ho telefonato alla EdilRivoli quella l’ho trovata veramente molto.. perico.. ho avvertito il pericolo perché non sapevo più dove (…)… cioè  ho avvertito..un’azienda ti dice guarda ti sta fregando, e dopo un attimo mi chiama l’altro e dice “cos’è che ti sto fregando?” cioè …mi son trovato da solo, mentre cercavo di tutelare oltre che la mia professionalità anche un’azienda, in quel momento ….

C’è poi il passaggio delle consegne al nuovo ingegnere che assume la direzione lavori, ing. Caminiti. “è venuto prima in studio da noi, ha fatto una riunione nel quale voleva  vedere se effettivamente avevamo tutto quello che dicevamo di avere da consegnargli, poi c’è stata la riunione del 3 dicembre che è stata la riunione in cui abbiamo concordato esattamente la cifra e la modalità di pagamento e io in quell’occasione decisi così, di petto, di consegnare,  prima di ricevere l’assegno, tutta la documentazione a Caminiti, del resto c’eravamo lasciati stringendoci la mano andando a prendere il caffè con  Tosatto e Chiantelassa, per cui ho detto va beh è inutile che io torno… aspetto l’assegno, ce li ho dietro, faccio che consegnarli tutti , ci siamo dati appuntamento telefonando dall’ufficio di Tosatto a Caminiti gli ho consegnato, stiamo parlando di faldoni, tutta la documentazione , la progettazione esecutiva del secondo lotto che stava per iniziare e l’ho consegnata a Caminiti, Caminiti…. io faccio un lungo ragionamento quel mattino, racconto tutto a lui, Caminiti sembrava una persona eh… assolutamente eh… comprensiva … peccato che poi non ci fu assolutamente il pagamento, io andai a riprendermi tutti i disegni che lui decise di timbrare uno per uno, io la prova di quello che gli ho dato è che mi ha restituito…”. Poi c’è la riunione in cantiere, quella con l’avvocato Massara, nella quale vengono evidenziati “miliardi di errori” presumibilmente fatti dalla ME Studio nella progettazione. Gli viene chiesta evidenza degli errori, e ricevono successivamente via email o fax un elenco con tipo documento, data, contenuto, “dove nel commento di cosa conteneva quel documento che non c’era, perché era un indice, c’era “contestazione, contestazione, contestazione eh… “ gravi danni, insomma noi abbiamo … visto che abbiamo un sistema … siamo andati a vederci puntualmente, perché loro riportavano data e ora del fax, del documento o della raccomandata, siamo andati a prenderci puntualmente documento per documento che citavano ed effettivamente lo sapevamo già, non c’era neanche una contestazione, non erano contestazioni, c’erano gli auguri di Natale, c’era… non so, il documento 7, “ciao IOR, non riesco ad aprire il file”, risposta “ti mando link per scaricare aggiornamento”, erano una serie di documenti, di scambi tra impresa e direzione lavori, non erano le contestazioni che ci avevano detto in quella riunione che ci avrebbero mandato, invece ci hanno mandato un elenco di documenti .. tranne qualcuno, c’erano dei documenti che loro citavano che effettivamente… noi non avevamo letto… che poi alcune contestazioni gravi non c’erano.”

Avv: per non c’erano cosa intende, che voi avete smarrito la comunicazione?
teste: no, non c’erano vuol dire che noi avevamo la ricezione…. rimaneva la ricezione non c’era documento, c’era un documento bianco…  ce n’erano diversi, due o tre. Documenti bianchi. Però c’era, la data corrispondeva, l’ora corrispondeva, mentre abbiamo potuto provare là dove c’erano gli auguri di Natale, quindi noi abbiamo… documento 1, esiste ma non sono contestazioni ma sono auguri di Natale, c’erano documenti di contestazione dove noi diciamo non c’è, cioè c’è ma non c’è scritto nulla…. (…) il fax in bianco.
Avv: questo lavoro …l’ha fatto lei personalmente?
teste: l’ho fatto io personalmente con Laura Favero
Avv: e avete riportato questo lavoro… l’avete fatto semplicemente o avete prodotto un documento?
teste: abbiamo prodotto un documento…

Il documento, riconosciuto dal teste, viene poi prodotto agli atti.

L’avvocato si sofferma poi sulla situazione personale, sul vissuto e le difficoltà di Mauro Esposito in questa situazione.

“Papà, perché hai denunciato la ‘ndrangheta?”

Avv: veniamo a un tema che prima non è stato passato, con riferimento alle conseguenze che questa vicenda ha avuto sulla sua vita diciamo familiare, personale, prima abbiamo sentito l’accenno al fatto che era molto preoccupato, ci sono state ripercussioni ulteriori sulla sua capacità di lavorare e attendere alle normali attività quotidiane?
teste: sicuramente sì, sia mie, che mia moglie che dei ragazzi che portano le conseguenze, soprattutto mio figlio, ancora adesso. Per quanto mi riguarda a parte che ho dovuto dedicare…. per questa richiesta di danni di un milione e sei, che me l’hanno fatta con decreto ingiuntivo ha obbligato me personalmente, la mia azienda e molti dipendenti per l’opposizione, sfortunatamente perché poi c’è rischio di riconoscerli come “non danni”, ha obbligato come lavoro a cinque anni di lavoro intenso perché sono stati molto bravi nel sollevare delle eccezioni tecniche e hanno dovuto.. hanno obbligato noi a lavorare tantissimo per dimostrare il contrario, nel senso… tecnici, su tutti gli aspetti, quindi termici, del costo energetico, dell’antisismica e… quindi quella è stata una cosa che ci ha distolto completamente dal lavoro, e poi comunque le continue pressioni, questa… queste minacce subite di cui peraltro in famiglia se n’è parlato, più volte, i ragazzi erano molto giovani, ha creato intanto a me una situazione di stress crescente che poi ovviamente ha avuto un grande culmine nel momento della vicenda e poi in qualche modo, reagendo e cercando di difenderci in sede civile, io  non sapevo, non ero a conoscenza che c’erano delle indagini (…) su queste persone ….(…) durate per tutto il periodo, purtroppo però quando abbiamo saputo, ma non quando abbiamo saputo che c’erano perché li hanno arrestati che li è stato il culmine, io dopo un lungo periodo di difficoltà perché nel frattempo perdendo la causa la ME Studio legata alla nullità del contratto questi signori, la EdilRivoli ci ha pignorato l’immobile e ha tentato di pignorarci i conti correnti, noi  non avevamo più disponbilità, avevamo un’azienda in OMAN con 12 milioni di contratti l’abbiamo persa, (…) abbiamo avuto, io in quel momento non riuscivo più a capire niente, poi sono stato chiamato dalla PROCURA a quel punto e avevo cominciato a cogliere nuovamente nel 2014, visto che c’erano i Carabinieri, c’era il maresciallo Graziano, Fanelli che mi interrogavano, il dott. Sparagna… io, insomma, sapevo che c’era stato Minotauro (..) io in quel momento inizio primavera 2014 ero preoccupato per l’azienda, ero spaventato e  sono caduto in una forte depressione, ho dovuto smettere di lavorare e con me, per dire, i medici mi hanno dato riscontro … come ipotesi … mia moglie s’è ammalata di tumore, abbiamo avuto un periodo veramente difficile, i ragazzi soprattutto Alberto … abbiamo dovuto.. di vedere dagli psicologi, ancora oggi mio figlio abbiamo delle gravissime difficoltà perché lui… la domanda che mi fa è “papà perché hai denunciato la ‘ndrangheta?”, questa è la sua… percezione di questa vicenda.
Avv: nel momento in cui lei poi ha eh… avuto eh… modo di eh… denunciare e poi anche di ricostruire l’intera vicenda, ha eh… richiesto accesso ai benefici previsti dalla legge 44 del ’99?
teste: si, quando io arrivato a Luglio ho scoperto grazie ai Carabinieri che mi hanno avvertito che era scattata l’operazione San Michele quello è stato il momento diciamo peggiore nonostante si cominciasse a risolvere tutto, e in quel momento io devo dire che… non lavoravo neanche più, non andavo più al lavoro, mi sono dimesso da amministratore della società, vivevo sotto psicofarmaci, dallo psichiatra, dallo psicologo, cioè tutti quelli che potevano darmi una mano e… è venuta una persona da me che  è in sala in questo momento a dirmi che forse c’era anche un futuro.. io ho seguito i suoi consigli e mi sono rivolto prima all’associazione Libera poi a quel punto con l’associazione Libera ho fatto istanza ai sensi della legge 44 articolo 20 e ho iniziato un percorso e ci porta qua
(…)

Avvocato Ramondini, Comune di Rivoli, parte civile.

Avv: lei ci ha riferito che era direttore dei lavori al comune di rivoli anche in riferimento alle opere pubbliche, torniamo a dicembre 2010 quando lei dà le dimissioni, a chi comunica questa sua decisione?
teste: all’ing. Agnolin
Avv: ne parla anche con altre persone?
teste: si, quando vengo convocato ne parlo con l’assessore Sozza e l’arch. Sazzani … si, vengo convocato a stretto giro
Avv: ha ancora contatti con il comune di Rivoli?
teste: si sono nella commissione edilizia
Avv: l’ingegnere Agnolin?
teste: è stato licenziato

La parola all’avv. Ventrini, difesa NICOLA MIRANTE

La prima parte delle domande è volta a definire la tempistica dei progetti rispetto ai lotti 1 e 2. Le domande tendono a capire se ci sono state modifiche progettuali determinate da richieste da parte della proprietà, il teste spiega che qualche modifica è fisiologica “ma in un concetto di varianti che non erano sensibili”.

(…)
Avv: lei ha avuto un contenzioso con l’arch. LIOR LOTEM
teste: ci ha fatto una causa di lavoro ritenendo che lui di fatto era un lavoratore subordinato e quindi la sua partita IVA era fittizia non era reale, chiese 170mila euro di pagamento gliene furono concessi cinque, 10 dal giudice

L’avvocato chiede al teste spiegazioni su alcune intercettazioni telefoniche, iniziando dalla 304 del 27 gennaio 2011 alle 12:11, tra Mauro e una donna, “vediamo, aspetta un attimo…. chiediamo i danni, me l’ha fatto assumere lui”.

avv: a chi si riferisce quando parla di una causa a Rivoli per colpa tua?
teste: non so
PM: così non si capisce niente
Presidente: se potete farci sentire l’audio con i vostri potenti mezzi … forse se sentiamo l’audio
Avv: quella della 308 è più significativa …
Presidente: lei scelga quelle più significative
Avv: la leggo? la sentiamo?
Presidente: forse è meglio sentirla se è lunga
Avv: è proprio per non spezzare…
Presidente: credo che leggere sia molto più lungo e difficile piuttosto che non sentire l’audio
<< quello stronzo di tuo cognato, tal LIOR LOTEM… (….) se n’è andato… e mi ha fatto avere una lettera che il suo era un rapporto da dipendente e mi ha chiesto il TFR…. (…) voleva dimostrare di avere i requisiti e ora me lo confonde come un rapporto di collaborazione continuativa…. (…)
<< io non ne ho la più pallida idea, saranno 2 mesi e mezzo, 3 che non lo vedo.. non ho grandi rapporti>>
<< bisogna solo spiegargli un attimino a sto coglione…. ma gli altri ci stanno facendo 600mila euro di parcelle e ci stanno chiedendo 1 milione e 700 mila euro di danni… pretestuoso … allora io giro la palla e dico la responsabilità giratela a chi si occupava di questo progetto, non l’ho fatto perché anche se aveva partita IVA se n’è occupato… (…) ma il progetto io non ho tirato una riga, posso dimostrarlo, ho le sue email…. >>
<< provo a sentirlo…. >>
<< ha mandato anche la lettera al sindacato del lavoro….. (…) secondo me lui sapeva che aveva combinato qualche casino là.. pensava di tornare a Tel Aviv per aprire un’attività lì…. (…)>>
<<io gli rompo il culo>>
Avv: collegata a questa c’è anche la telefonata 671 credo con lo stesso interlocutore che qui viene definito DENIS, primo febbraio 2011 ore 16:26
<< Ciao Mauro io ho parlato con Lior … gli ho detto le tute cose… ti ripeto sue testuali parole” ti chiedo di non metterti in mezzo e di non interessarti di questa vicenda” io ho detto ambasciator non porta pena… io faccio… correttamente chiamerò anche Mauro glielo dico … >>
teste: parlavo con Denì Martinetto… era stato sindaco di San Francesco [ qui la vicenda per la quale è stato condannato nel 2010, ndr], Lior Lotem era suo cognato
Avv: al netto delle espressioni che abbiamo sentito e che dò per scontato siano cose che uno dice quando è arrabbiato come “ se lo trovo davanti lo metto sotto”…
teste: l’ho trovato parecchie volte ed è ancora vivo… ero molto arrabbiato
Avv: (…) quello che mi preme più rilevare è quello che lei dice relativamente a “m’ha fatto un disastro che la metà basta”, sostanzialmente imputa a Lotem da una parte aver redatto il progetto perché dice “io non ho tirato una riga”, e dall’altra parte dice “ha sbagliato come sbagliano tutti… qualche errore l’avrà fatto”.. mi può spiegare in sostanza qual era la posizione del Lotem e rispetto alla progettazione al cantiere di Rivoli qual era la situazione?
teste: intanto parlavo con suo cognato nel tentativo di convincerlo a desistere dalla sua causa… (…) quando io ho detto questo ho evidentemente esasperato un concetto perché l’obiettivo di queste telefonate era farlo desistere da una causa di lavoro che era totalmente ingiustificata (…) ma i casini a cui mi riferisco… nella riunione di cantiere a noi era sembrato e gliel’abbiamo riferito più volte anche con l’avv. Caudera… ma lei dove sta? Perché anche fisicamente si era messo dalla parte dell’impresa
Presidente: però le è stata fatta una domanda precisa a cui lei sta un po’ divagando e non sta rispondendo, la domanda era un’altra questi “casini” che lei esprime “casini che ha combinato”, poi si riferisce al processo in corso, di cosa stavate parlando?
teste: stavamo parlando con lui del processo civile che io avevo in corso con la Edil Rivoli e in quel momento mi imputano un sacco di danni che io in quel momento se danni ci sono può averli fatti solo lui perché era lui che se ne occupava… in quel momento mi chiedono danni e in astratto dico se ci sono danni li può aver fatti solo tuo cognato
Presidente: (…) parlava quindi dei pasticci fatti in quel lavoro alla Edil Rivoli?
teste: quello che ci avevano contestato erano quelle cose lì
Avv: nel corso della prima telefonata lei fa un riferimento a danni, eccetera, “non si capisce perché ci sono gli avvocati che stanno lì, stamattina sono andato ad una transazione (27 gennaio 2011)… ma io su quel progetto non ho tirato una riga”
teste: poteva essere un incontro con Tosatto
Avv: al Norman?
teste: no era nei pressi di via Pietro Micca
Avv: potrebbe essere questo incontro 27 gennaio 2011?
teste: potrebbe essere
Avv: questo incontro nel centro di Torino può raccontarci chi ha preso l’iniziativa e com’è andata?
teste: eravamo tornati dalle vacanze di Natale e il Goffi mi proponeva, perché gli avevano proposto, di chiudere a 200mila euro
Avv: non ho capito… chi gliel’ha proposto?
teste: l’avvocato GOFFI …. stiamo parlando di quando?
Avv: gennaio 2011
teste: quella proposta li’ me la fanno dopo il pignoramento del 2013, nel 2011 facciamo una riunione tra GOFFI ALBERTO, TOSATTO e io in questo bar per vedere se era possibile comporre questa vicenda, non ricordo chi avesse proposto l’incontro, di fatto ci siamo trovati a fare colazione in questo bar in una via pedonale e Tosatto ha cominciato a raccontare tutta una serie di ragioni cambiando l’atteggiamento che aveva tenuto, per la prima volta cominciava anche lui a sostenere che c’erano stati errori, e dei danni, mi arrabbiai tantissimo e me ne andai dal bar …
Avv: perché si arrabbiò tantissimo?
teste: perché questo continuava a sostenere che avevamo fatto danni al cantiere e non era assolutamente vero… era un cantiere di 8-9 milioni se parliamo di una percentuale minima può capitare, è fisiologico, ma un milione e 700mila non era possibile
Avv: questo incontro c’è poi una traccia in una telefonata che lei fa con Zucco , invece c’è un’altra telefonata la 1568 del 15/02/2011 con GOFFI ALBERTO
<<Ciao com’è andata?>> << andata benissimo…. ma son bastardi…..è da diffamazione, una cosa vergognosa>>
<< ma gli atti ce li hai? >>
<< si si… (….) un delirio… anche loro dicono andate avanti… >>
<< ma robe da matti… ma chi l’ha fatta?>>
<< Chiantelassa e Tosatto>>
<< è un bastardo, un uomo di merda.. proprio un bastardo …. >>
<< hai poi parlato con Caruso?>>
<< no, non l’ho più visto… >>
Avv: ecco quindi i due bastardi mi passi il termine sono Chiantelassa e Tossatto, le hanno fatto un esposto?
teste: si usavano tutti i mezzi, hanno usato un esposto al consiglio dell’ordine credo per le ragioni legate….. non ricordo
Avv: iniziativa di Chiantelassa e Tosatto?
teste: si
Avv: nel finale poi cambiate discorso e lei dice senti domani dobbiamo risolvere uno dei primi problemi che abbiamo, piccolo piccolissimo … si ricorda qual era?
teste: non ricordo
Avv: lei aveva affari immobiliari o di altro genere con l’avvocato Goffi?
teste: no, mi seguiva sotto il profilo legale e ad esempio quel CARUSO che ha detto è un immobiliarista torinese
Avv: non ricorda se c’erano questioni professionali?
teste: non ricordo
Avv: anche perché …. ci sono due bei mazzi di telefonate trascritte, sono agli atti, le valuteremo, mi premeva più che altro.. ecco… invece una telefonata significativa che non è trascritta 402 del 28 gennaio 2011
<< ciao Alberto” “ciao mauro” …. “una grana a Rivoli” … “non sapendo che avevi problemi seri io ti ho mandato un messaggio la ragione era il fatto che.. poi comunque ne abbiamo parlato con (inc)  il problema lì andrà a soluzione”… “
Avv: con chi sta parlando?
teste: con l’ingegner Siletto, capo ufficio tecnico del comune di Cirié
Avv: e il riferimento che lei fa è a Rivoli, state parlando di? il dipendente che ha creato casino a Rivoli? Siamo al 28 gennaio 2011
teste: probabilmente è come dice lei, siamo nel momento in cui ci dicono che noi abbiamo fatto dei casini
Presidente: il riferimento a chi è… c’erano altri dipendenti che avevano procurato casini oltre all’israeliano?
teste: no
Presidente: quindi è la stessa persona?
teste: potrebbe essere la stessa persona
Presidente: potrebbe?
teste: si
(…)

Vietti_GoffiAvv: lei ha fatto conoscenza con GOFFI e anche con l’on.le VIETTI
teste: si
Avv: è anche un suo cliente l’on.le VIETTI?
teste: lo conosco da tantissimi anni, è stato anche un mio cliente in un progetto a LANZO per delle opere di urbanizzazione
Avv: lei ha svolto attività politica?
teste: nel senso stretto del termine assolutamente no, mi sono messo al servizio, mi sono candidato una volta nel comune di Caselle e una volta nelle politiche ho fatto il riempi lista
Avv: un’attività di militanza?
teste: di appassionato
Avv: e in quale partito?
teste: nell’UDC
Avv: perché ci sono alcune vicende, varie telefonate… Riccardo SAVANT chi è?
teste: l’attuale presidente del consiglio comunale uscente a Cirié ed era un esponente dell’UDC a Cirié
Avv: ecco perché ci sono varie telefonate in cui si parla di tessere… Scanderebech ne ha fatte 1500 … siamo in questo periodo qua, gennaio 2011, lei si occupava anche del tesseramento…
teste: mi chiedeva di tesserarmi, io ho uno studio con tante persone e quando scadono le tessere tutti i partiti vanno in giro a chiedere se fanno le tessere… io non sono mai stato a nessun congresso …. ero amico buono di Michele Vietti, questo Savant è venuto a chiedere visto che avevamo tante persone se potevamo tesserarci, non so neanche come si fa una tessera
Avv: e invece incarichi in commissione edilizia?
teste: si.. a Corio, in alta Valle Susa … (…)
Avv: dopo la sentenza di primo grado causa civile vi fu un incontro tra GOFFI e TOSATTO per cercare di….
teste: sicuramente si, Alberto Goffi riportandomi una proposta di Tosatto mi propose che se io avessi dato 200mila euro loro avrebbero ritirato la causa
Avv: si ricorda chi ebbe l’iniziativa di questo incontro?
teste: io in quel momento ero seguito dallo studio GOFFI ma anche dall’avvocato IOLIA e ricordo che mentre si preparava l’appello … avevano perso la causa e mi era stato detto c’è ancora margine per trattare,
Avv: però un conto è la trattativa tra legali ma qui l’incontro è avvenuto con Goffi non tanto come legale ma… 
teste: guardi che Goffi, Caudera e Vietti avevano la mia…erano i miei legali
Avv: mi stupirebbe che Goffi faccia un incontro con la controparte
teste: non so io faccio il mio lavoro, posso dire che Goffi era molto amico…
Avv: non ricorda se fu iniziativa di Goffi ..
teste: non so, o uno o l’altro o entrambi
Avv: e i termini della eventuale transazione 200mila euro?
teste: avrei dovuto versale ulteriori 200mila oltre tutti i soldi spesi in causa ed avrebbero non più pignorato l’immobile
Avv: ma lei non l’accetta … nel verbale del 18 febbraio 2014 dice “non accetto la transazione perché mi avrebbe esposto ai rischi di ulteriori …”
teste: ma è evidente, io voglio andare fino in fondo, come faccio ad accettare una causa che dice che le società di ingegneria sono illegali che ce ne sono 6000 in Italia?
Avv: lei ha cercato di attivarsi sotto il profilo politico in relazione a questa legge del ’39….? sul piano politico lei ha cercato delle sponde politiche per far si che in parlamento si attivassero anche delle soluzioni…
teste: no io sono socio di OIGE e UNIONE INDUSTRIALE quindi con Confindustria, unione industriale, oige, ci siamo attivati affinché fosse fatta chiarezza e il 7 ottobre 2015 è stata approvata in parlamento un’interpretazione autentica sulla normativa che dice che le società di ingegneria sono legali a partire dall’abrogazione della legge  razziale ( si veda articolo sopra riportato, ndr) (…)

Avv: questo incontro lo organizzò ZUCCO?
teste: si, in un bar a Caselle
Avv: lei registrò quest’incontro?
teste: no
Avv: in relazione a questo io volevo farle sentire una telefonata … di poco precedente a quest’incontro , nella quale lei parla di altre vicende e sostanzialmente dice “ho registrato quest’incontro perché ormai quando vado a un incontro con persone di cui non mi fido registro tutto”, lei si ricorda?
teste: no, non mi ricordo ma purtroppo non l’ho registrata
Avv: 253 del 26 gennaio 2011 con Maurizio, che lei chiama Mauri, ecco il punto che mi interessa .. lei dice “ho una brutta abitudine quando parlo con la gente di cui non mi fido…” e parla di una registrazione che ha effettuato di un colloquio con altro soggetto, per quello che stavo chiedendo.. (….) se aveva registrato
teste: eravamo in un bar..
Avv: sostanzialmente la domanda a cui ha dato risposta è non ha registrato il colloquio
teste: non ho registrato
Avv: la Meg Engineering?
teste: era una mia società che stava per ME studio e Chiambarana ed era l’azienda che operava nei paesi arabi, una società tra noi e Gambarana
Avv: Massimo Gambarana?
teste: e suo fratello Sebastiano Gambarana erano i miei soci in una società di ingegneria che dividevano i lavori…
Avv: gliel’ho chiesto perché nel sito che è ancora oggi attivo
teste: la MEG non è più mia…
Avv: c’è tutto un sito molto bello, accattivante, e tra i lavori, i progetti, le cose fatte da questa società di ingegneria c’è anche la RESIDENZA SAN CARLO DI RIVOLI quindi la domanda è come mai c’è anche se non è..
teste: perché essendo che la MEG era ME studio e Gambarana la MEG si è accreditata i lavori (….) anche perché nei paesi arabi bisogna avere curriculum … anche perché la MEG aveva fatto il palazzo San Paolo ….
Avv: se sono tutti clienti mi complimento
teste: erano tutti clienti o della MEG o della Gambarana
Avv: si parte dall’AEM Torino e Turin Airport, vedo anche CORAL SPA
teste: CORAL SPA penso non fosse cliente della ME Studio penso fosse di Gambarana… comunque per la CORAL avevamo fatto tantissimi anni fa, anni novanta, un progetto di adeguamento ….
Avv: mi ha colpito perché oltre ad esserci il riferimento a San Carlo Residence c’è project cost 15million euro
teste: come ho detto a Dubai…. per noi era solo una vetrina, per noi ci sono tanti lavori più valorizzati rispetto all’effettivo, una vetrina che non assume valore legale ….
Avv: era un po’ una…. in piemontese si dice SPATUS, perché lei usa quest’espressione nei confronti di Tosatto in una telefonata che adesso non trovo …. (….)
Avv: la centrale termica la centrale elettrica lei si ricorda (…)
teste: no, non ricordo
Avv: e l’aumento del numero di box, aggiunta del piano interrato?
teste: anche questo non lo ricordo
Avv: la dimissione di una direzione lavori in un cantiere cosa comporta?
teste: il cantiere non può proseguire fino a che non viene nominato un altro
Avv: tra l’altro lei mi risulta fosse anche collaudatore
teste: io non ero collaudatore perché non sono mai stato nominato collaudatore, nel contratto avevamo anche l’incarico di collaudatori con la proprietà.. in realtà nel momento in cui avessimo dovuto collaudare avremmo nominato un terzo… perché non puoi progettare e collaudare, avremmo pagato un collaudatore nominato dalla proprietà ma in capo a noi il costo.
Avv: in una telefonata lei dice di avere un rapporto continuativo con la procura della repubblica, n.1970 del 23 febbraio, parlando con un tale luca… lei dice alla procura della repubblica (…), lei faceva consulenze?
teste: si sono consulente con 4 o 5 procura, Torino, Oristano, Vercelli …. (…) io per Torino ho almeno un Pubblico Ministero con cui lavoro  (…) io mi occupo di alcuni reati e ci sono state udienze come fosse questa e io dovevo essere presente come consulente del pubblico ministero
PM: in udienza?
teste: in udienza o in sede di indagine, diversi tipi di reati o contro l’amministrazione o ….

Successivamente tornerà sul punto il PM Sparagna, chiedendo precisazioni:

PM: Sparagna: da chi ha ricevuto consulenze nella procura di TORINO?
teste: dott. RINAUDO
PM: solo da lui?
teste: si
PM: vuole precisare se lo ricorda per quali processi o eventualmente in che periodo?
teste: ho ricevuto diverse consulenze anche attualmente, sulla verifica dei valori immobiliari della famiglia MARANDO, una consulenza su tal signor PRONESTI di non ricordo, dell’Alessandrino
PM: si trattava di consulenza in materia….
teste: estimativa su beni confiscati… 
PM: sa se in procedimenti penali
teste: penali
PM: di prevenzione?
teste: questo non lo so, le posso dire che per quanto riguarda PRONESTI sono stato anche in processo … [ potrebbe essere riferito a questo procedimento, ndr ]
PM: quindi in prevenzione, ma questi incarichi le sono stati dati dopo la misura cautelare San Michele o… 
teste: anche prima, è dal 2005 che lavoro per la procura di Torino.. Oristano non ho ancora avuto incarichi ma perché il PM mi ha chiamato per delle questioni … il PM si è spostato da Vercelli a Oristano, il PM ZIVASSO

La Presidente chiede ulteriori spiegazioni circa il costo complessivo dei lavori della residenza San Carlo, perché Esposito ha detto che l’importo di 9 milioni era decisamente elevato. “Congruo, ma ben pagato”, risponde Esposito. E la Presidente segnala che nell’udienza di ieri, 3 maggio, il teste Impellizzeri ha detto una cosa diversa, “secondo lui  il costo dei lavori quantificato in 7 milioni di euro e al 27% cambio alloggi, totale 9 milioni di euro, era una cifra incongrua per difetto e tale da provocare sicuramente problemi per il pagamento dell’avanzamento dei lavori”.

teste: è diverso un 7 milioni più cambio camere e 9 milioni pagati
Presidente: no ma è sulla cifra totale che.. dopo di che è venuto fuori che voi nella vostra relazione indicate i valori dei lavori in 12 milioni di euro nella parcella della progettazione
teste: è un numero che noi utilizziamo per il calcolo della parcella professionale che non è il valore dell’opera
Presidente: ma lei ha detto che è sul valore dell’opera…. 
teste: è una media tra il costo di costruzione e il valore di vendita dell’immobile
Presidente: qui leggo “ il corrispettivo deriva dal fatto che il valore complessivo delle opere ammontava sui 12 milioni di euro”
teste: ma questa è una questione interna… facciamo il costo di costruzione, il costo del valore a vendita dell’alloggio…. saremmo stati intorno a 17-18 di vendita, 7-8 di costruzione quindi la media viene più o meno 12
Presidente: senta lei sapeva l’ing. CARLO BO che tipo di conteggio aveva fatto, quanto aveva proposto?
teste: aveva proposto… io sono al corrente che aveva fatto un prezzo intorno agli 8-9 milioni, si era molto arrabbiato quando gli hanno rifiutato il lavoro, quando seppe che il lavoro era stato preso da un’altra impresa sostanzialmente agli stessi costi che avrebbe fornito lui … il cambio camere fa la differenza …
Presidente: al 27% è presto fatto …. io le ho chiesto qual era l’importo… siccome lo ha definito importo complessivo sicuramente vantaggioso volevo capire quali erano i parametri suoi se erano gli stessi di Impellizzeri o diversi.

(…)

Alle 17:20 il teste viene congedato, entra il teste Chiantelassa Pierpaolo, torinese, classe 1941. Spiega di essere socio di EDILRIVOLI, con il 12,50% attraverso la società DINAFI. Il 50% dei soci all’epoca (2006) erano Scanferlin e Giovannoni, soci della BIM. Non conosce personalmente Goffi e Vietti, nega di essere a conoscenza di un ritorno economico personale di Goffi sulla vendita del terreno di Rivoli, la deposizione è complessa e i PM chiedono il rinvio all’udienza successiva, prevista per l’11 maggio, sempre ore 9:30.

 

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