Alcol, l'allerme abuso scatta nell'adolescenza
LA RICERCA
Alcol, l'allerme abuso scatta nell'adolescenza
Il 33 per cento degli studenti intervistati si ubriaca almeno una volta all’anno, il 48 per cento non beve, il 13 per cento rientra nella categoria dei bevitori problematici
Un aumento del 25 per cento dei trapianti di fegato nei soggetti al di sotto dei 45 anni e una continua crescita di alcolici tra gli adolescenti. Sono dati piuttosto allarmanti quelli forniti da Gianni Testino, presidente ligure della Società Italiana di Oncologia e autore di una ricerca su un campione di 138 alunni degli Istituti tecnici genovesi.
Numeri che confermano ancora una volta come l’abuso di alcol sia una piaga che affligge una grossa fetta di giovanissimi, già alle prese con vino, birra e cockail fin dai primi anni dell’adolescenza. “La Società Italiana di Oncologia si occupa soprattutto di prevenzione secondaria – precisa Testino – il nostro obiettivo è quello di riuscire a capire per tempo quali sono le malatie dovute all’uso di alcol e provare le soluzioni più adatte per riportare il paziente ad una situazione di normalità. Chi subisce un trapianto di fegato ha alle proprie spalle almeno 20 anni di abusi. E se l’età delle persone che necessitano di questa operazione è di 45 anni vuole dire che si è iniziato a bere davvero molto presto. Le indagini che abbiamo effettuato, pur su un campione ridotto, prende in esame una fascia di età compresa tra i 17 e 18 anni. Gli alunni hanno compilato dei questionari e in base alle loro risposte abbiamo avviato una discussione con ciascun ragazzo”.
Secondo la ricerca, il 33 per cento degli intervistati si ubriaca almeno una volta all’anno, il 48 per cento dichiara di non bere affatto, mentre il 13 per cento appartiene alla categoria dei cosiddetti bevitori problematici. “Si tratta di persone che assumono circa 80 grammi di alcol ogni giorno – prosegue Testino – per un totale di 560 grammi a settimana. Molti di loro consumano questa intera quantità nel giro di un solo week-end, creando danni ancora più gravi alla propria situazione epatica e celebrale”.
Una serie di dati che una volta discussi insieme agli intervistati hanno prodotto tre ulteriori tipi di motivazioni. “Il 50 per cento dei ragazzi che si sono dichiarati bevitori abituali hanno addotto come giustificazione del loro comportamento alcuni disagi di tipo psicologico che non sono stati in grado di precisare – aggiunge il presidente della Società Italiana di Oncologia – mentre il restante 50 per cento si divide tra chi fa uso di alcol per seguire la ‘moda’ e chi invece si ritiene suggestionato dai mass media e in particolare dalla televisione”.
Un ulteriore dato allarmante sviluppatosi negli ultimi cinque anni riguarda infine l’aumento del 110 per cento del consumo di alcolici al di fuori dei pasti. “Si tratta di un comportamento molto dannoso – conclude Testino – che vede un incremento del 40 per cento nelle donne al di sotto dei 25 anni”.
d.c.