Pass disabili falsi, caccia ai furbi

scritto da Il Secolo XIX il .

MADDALENA
Giro di vite contro il diffuso malcostume denunciato dalla Consulta dell'handicap. «Legge violata in sei casi su dieci»
Pass disabili, caccia ai furbi
Ritirati 50 contrassegni in pochi mesi: fotocopie degli originali o utilizzati senza diritto


Cinquanta contrassegni per disabili ritirati dai vigili urbani della sezione Maddalena nei primi cinque mesi dell'anno.
E' lunga la lista degli abusi ad opera di automobilisti senza alcuna invalidità. «Si va dalla classica fotocopia esibita al posto dell'originale alla mancanza del disabile a bordo o nei pressi del veicolo, alle contraffazioni vere e proprie per cui scatta la denuncia alla magistratura». A parlare è il sovrintendente Marco Moretti, vigile della Maddalena specializzato nei controlli per il rispetto della normativa che tutela la mobilità dei disabili. Nella stessa missione è impegnato il collega Albino Strada, in servizio alla Foce. «Sono i nostri veri paladini», osserva, grato, Claudio Puppo, segretario della Consulta regionale per l'handicap e presidente nazionale dell'Anglat, l'associazione (38 mila iscritti) che si occupa di trasporto e disabilità.
«Quello dell'uso improprio dei contrassegni per disabili è un malcostume molto diffuso e tipicamente italiano», attacca Puppo. «A Genova - continua - si calcola che almeno il sei per cento dei 6.000 contrassegni rilasciati dal Comune siano fotocopie od originali contraffatti. Mentre addirittura il 60 per cento dei tagliandi è utilizzato in modo contrario alla legge». «Circa il 20 per cento delle violazioni - aggiunge Moretti - sono commesse da residenti fuori Genova, a volte piccoli paesi, il che rende assai complicato il lavoro di verifica».
«Nel 2005 i tagliandi sequestrati sono stati un centinaio, ma quest'anno la quota sarà probabilmente superata», prevede Luciano Repetto, responsabile del distretto Centro della polizia municipale. E' nella zona tra piazza Colombo, piazza Dante, via Ceccardi e piazza Fontane Marose che si concentra la maggior parte dei furbi: non si tratta, generalmente, di finti disabili quanto di automobilisti che approfittano della disabilità di genitori, parenti o amici, spesso addirittura defunti, per parcheggiare impunemente (e gratis) nei posti riservati ai disabili nel cuore più congestionato della city.
I pass partout illecitamente adoperati per aggirare divieti, limitazioni e soste a pagamento sono, come detto, i contrassegni rilasciati dall'Ufficio permessi del Comune, al Matitone, "alle persone con sensibile difficoltà di deambulazione". Così recita l'articolo 381 del regolamento d'attuazione del codice della strada. Ma l'Anglat preme per una modifica della norma in senso più restrittivo: «Le autorizzazioni a parcheggiare - continua Puppo - dovrebbero essere concesse solo alle persone in carrozzina o a chi davvero non riesce a muoversi autonomamente». Sempre Anglat invoca sanzioni molto più severe a carico dei trasgressori: «Le multe dovrebbero oscillare da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.500 euro. Per i recidivi dovrebbe anche essere prevista la revoca dell'autorizzazione, mentre attualmente il permesso viene generalmente restituito al titolare». Titolare che deve essere sempre un disabile. Il quale può utilizzare il contrassegno (che ha durata quinquennale) a bordo della propria auto, se guida, oppure di veicoli condotti da altri a patto che lo impieghino strettamente per il trasporto del disabile stesso. «Invece - dice il vigile Moretti - mi è capitato di multare un uomo col contrassegno disabili che apparteneva al padre morto tre anni prima. Poi c'è stato il caso di un ragazzo che aveva cambiato il numero identificativo dell'autorizzazione rendendo difficilissime le verifiche». Un altro giovane è stato denunciato per contraffazione: «Aveva falsificato la residenza sul documento, prelevato chissà dove».
Altri esempi clamorosi: «Due automobilisti erano stati sanzionati per aver esposto delle fotocopie. Non contenti, avevano presentato ricorso in prefettura. Alla fine erano stati costretti a portare l'originale da cui si è scoperto che il disabile era deceduto. Li abbiamo denunciati».
Enzo Galiano

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