Doping - davanti al Gip sfilano i due arrestati
L’inchiesta
Traffico di anabolizzanti in palestra, davanti al Gip sfilano i due arrestati
Le indagini avevano preso il via in seguito alle intercettazioni sul caso “Genoa-Venezia”: due arresti, dodici denunciati, perquisizioni e migliaia di fiale sequestrate
Due arresti, dodici denunciati, trentanove perquisizioni domiciliari e migliaia di fiale sospette sequestrate. E’ l’inchiesta del pm Giovanni Arena e dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Genova partita dalle intercettazioni sul caso “Genoa-Venezia” che riguarda il pericoloso commercio di sostanze dopanti.
E ieri mattina due degli indagati finiti agli arresti domiciliari hanno subito l’interrogatorio di garanzia dopo che il Gip Elena Daloiso aveva emesso nei loro confronti il provvedimento restrittivo nella scorsa settimana.
Matteo Giorgetti, 35 anni, gestori di un negozio di integratori a Sestri Ponente, e Sergio Cassina, guardia giurata di 40 anni, nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice, sono assistiti dai difensori, gli avvocati Claudio Zadra e Andrea Vernazza, hanno sostanzialmente entrambi ammesso di aver commercializzato le sostanze anabolizzanti.
Nessuno dei due, secondo quanto emerso dall’inchiesta dei Nas e dalle loro rispettive dichiarazioni, può essere considerato il “fornitore” dell’altro, ma si sarebbero scambiati fra di loro i prodotti in base alle rispettive necessità.
L’operazione, dai Carabinieri dei Nas e dai loro colleghi del Comando Provinciale di Genova, era sfociata giovedì scorso nelle trentanove perquisizioni, in abitazioni e palestre, principalmente nel ponente genovese, da Cornigliano ad Arenzano.
Ma già dalle indagini precedenti il pm Arena ha inviato 18 avvisi di fine indagine (i cosiddetti acip) ad altrettanti indagati. Le accuse sono a vario titolo di ricettazione e detenzione o commercio di sostanze dopanti quali il testosterone o l’ormone della crescita.
I carabinieri del Nucleo Antisofisticazione hanno compiuto nei mesi scorsi decine e decine di perquisizioni in abitazioni e palestre alla ricerca delle “pillole” per i muscoli. E le hanno trovate. Erano stati passati al setaccio oltre alle abitazioni degli indagati, anche le palestre che frequentavano abitualmente nel loro quartiere e anche altri centri di body building.
Certo, è opportuno dire che il fenomeno riguarda particolari ambienti e non si può generalizzare un’accusa così grave sia a chi frequenta abitualmente le palestre sia ai titolari delle stesse o a quelli dei centri di body building. Però, il fenomeno, purtroppo esiste, anche se si rivolge solo a determinate persone. Può indubbiamente ingenerale gravi danni alla salute.