Stop alla torre di Fuksas alla Margonara
Il comitato che deve esprimere il Via (la Valutazione di impatto ambientale) della Regione Liguria ha bocciato il progetto che doveva sorgere all'ingresso del porto di Savona, un'operazione da 17mila metri quadrati. E almeno mezza città esulta: «Merito della Madonnetta», scherza qualcuno, puntando il dito sulla statua posta sulla scogliera che doveva essere inghiottita dalla mega-operazione immobiliare. Ma se il progetto Margonara non sarà realizzato, i veri vincitori saranno i comitati che sono nati contro il grattacielo e che sono stati capaci di raccogliere quasi diecimila firme (oltre il 10 per cento degli abitanti di Savona). Che hanno creato blog con mille e passa contatti al giorno.
Del resto Savona è una città che in pochi anni ha cambiato volto. O, come dicono gli oppositori dei nuovi progetti, è stata stravolta dal cemento. Prima c'è stato il grattacielo di 65 metri che domina il porto storico e che una volta ultimato è rimasto a lungo praticamente vuoto. Invenduto. Poi il condominio lungo 180 metri e alto otto piani cresciuto a pochi metri dalla storica fortezza del Priamar. Ma era soltanto l'antipasto: il comune guidato dal centrosinistra proprio nei giorni scorsi aveva dato il via libera al progetto Fuksas.
Così Savona ha deciso di interrogarsi sul suo futuro. Così il centrosinistra si è spaccato: da una parte la classe dirigente cittadina che vuole fortissimamente il grattacielo, dall'altra una buona porzione della base. Sembrava che il progetto Fuksas ormai ce l'avesse fatta. Ferdindando Molteni, l'assessore alla Cultura di Savona, liquidava le critiche parlando di una «minoranza rumorosa e in pantofole». Definiva provocatoriamente «un ecomostro del Cinquecento» la fortezza del Priamar. Ma poi le voci contrarie sono cresciute. E sono arrivati i guai giudiziari dell'imprenditore francese che doveva realizzare l'opera.
Il grattacielo di Fuksas rischiava di far crollare la coalizione di centrosinistra savonese e ligure: i verdi avevano già minacciato di uscire dalla coalizione in vista delle prossime elezioni provinciali del 2009. Non solo: nel 2010 ci saranno le regionali e la Liguria - dove alle ultime politiche ha vinto il centrodestra - rischia di scivolare tra le braccia di Berlusconi.
In questo clima è arrivato il documento dei tecnici della Regione. Secondo i tecnici non sarebbero state osservate le disposizioni per preservare lo scoglio della Madonnetta e la preziosissima colonia di madrepora presente. Non solo: non convincono gli studi dei progettisti sul moto ondoso e sul riempimenti dei fondali. E il documento conclude: «Si esprime parere negativo in merito al progetto».
Adesso? Federico Berruti, sindaco di Savona, spera ancora che la torre Fuksas un giorno penda sulla sua città: «Per ora è soltanto un parere interno. Io sono sempre stato per uno sviluppo sostenibile». E Cristoforo Canavese, presidente del Porto (ex Forza Italia): «Voglio vedere chi si prenderà la responsabilità di bocciare un progetto da cento milioni di investimenti».
La parola decisiva spetta alla Regione. Una decisione non senza qualche imbarazzo perché nella Giunta sono presenti le due anime del centrosinistra. L'assessore all'Ambiente, Franco Zunino, è decisamente contrario al progetto: «I rilievi tecnici formulati dalla Commissione è inoppugnabile». Dall'altra parte c'è Carlo Ruggeri, che quando era sindaco di Savona lanciò il progetto e che oggi se lo ritrova sulla scrivania come assessore all'Urbanistica della Regione.
L'ultima parola spetta, però, a Claudio Burlando. E il presidente della Regione sembra decisamente orientato a bocciare la torre di Fuksas. Insomma, l'equilibrio sui piatti della bilancia sembra essersi invertito: i danni ambientali e politici pesano più dei cento milioni investiti nell'operazione. «Il parere della Commissione è inoppugnabile», è netto Burlando. «La procedura seguita mi sembra fragile», aggiunge quasi a chiudere ogni spiraglio.
«Savona così potrà salvare la sua scogliera», sorride Carlo Vasconi, consigliere regionale verde. Ma avverte: «A Savona adesso si sta discutendo un Piano Urbanistico che prevede di aumentare del 20 per cento le unità abitative di tutta la città. Insomma, ogni 100 case esistenti, ne saranno costituite altre 20. Questo mentre la popolazione diminuisce». Vasconi conclude: «E in Liguria sono in programma tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni, insomma bisogna ancora lottare».
Ferruccio Sansa