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“Escludete Fotia dagli appalti”

La Stampa - ed. Savona
02/03/2012

INCHIESTA DUMPER «INTERDIZIONE DAL TRATTARE CON LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI». DECISIONE ENTRO MARTEDI’
“Escludete Fotia dagli appalti”
Richiesta al giudice Giorgi per Scavo-Ter, Edil Ambrosiani e Cemen-Bit

MARCO RAFFA

SAVONA


La Procura di Savona ha chiesto al giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi che la società Scavo-Ter (o Fotia Group) di cui è amministratoredi fatto PietroFotia, indagato e a suo tempo arrestato insieme al capo dell’ufficio tecnico di Vado Roberto Drocchi nel contesto dell’operazione «Dumper» della Guardia di Finanza, venga interdetta a trattare con la pubblica amministrazione. Un provvedimento cautelare che, previsto dal decreto legge 231 del 2001, si applica nel caso di illeciti amministrativi dipendenti da reato, commessi da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo ddi un’azienda. Analoga richiesta è stata avanzata anche per altre due ditte - la Edil Ambrosiani e la Cemen Bit - pure coinvolte nel giro di mazzette al comune di Vado Ligure. Ieri davanti al giudice Giorgi si è svolta un’udienza speciale in cui il pm Ubaldo Pelosi ha ribadito e motivato la richiesta di misure cautelari, mentre i difensori (Giovanni Ricco e Tiziana Parenti per Fotia), Amedeo Caratti, Massimo Badella, Marco Fazio e Gianni Scella per le atre due aziende) hanno esposto le loro tesi in opposizione. Sempre nel corso dell’udienza di ieri, la Procura di Savona ha ufficializzato la richiesta di «sequestro per equivalente» degli importi dei lavori appaltati, secondo l’accusa, come conseguenza della corruzione. Nel caso di Scavo-Ter si tratterebbe di circa 40 mila euro mentre per le altre due aziende, dopo le memorie presentate dai rispettivi difensori, il pubblico ministero ha deciso di revocare la richiesta: a quanto pare infatti sia Cemen-Bit che Edil-Ambrosiani avevano stornato i pagamenti ricevuti dal Comune per gli appalti ottenuti, eliminando alla radice il presunto «utile» su cui si sta indagando.Il giudice Giorgi si è riservato di decidere su entrambe le richieste: riserva che potrebbe essere sciolta entromartedì prossimo.

Se venisse accolta,la misura interdittiva a trattare con la pubblica amministrazione (la legge fissa da un minimo di tre mesi a un massimo di due anni) avrebbe conseguenze devastanti per le aziende coinvolte, che hanno negli appalti pubblici la maggior parte del loro fatturato. I difensori di Fotia, Tiziana Parenti e Giovanni Ricco, hanno sostenuto in udienza come a loro avviso la misura richiesta sia «tardiva, in quanto arriva a dieci mesi dall’apertura dell’inchiesta e priva di presupposti concreti in quanto non c’è alcuna possibilità di reiterazione del presunto reato». In più hanno sostenuto che le sponsorizzazioni «regolarmente fatturate» a favore della squadra di basket di cui era presidente Drocchi «ammontavano a oltre il 41 per cento degli appalti ottenuti. Altroche mazzette».

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