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Tutti Fotia, chiesto il rinvio a giudizio

La Stampa - ed. Savona
04/07/2012
 
NELL’INCHIESTA ANCHE MAXIMILIANO GANDOLFO, MARIO TARICCO, ROBERTO DE MAESTRI, VITTORIO BAGHINO E ANDREA BACCINO
Tutti Fotia, chiesto il rinvio a giudizio
False fatture per frodare il fisco: coinvolti altri cinque imprenditori

MARCO RAFFA

SAVONA
Inchiesta «Dumper»: la Procura di Savona ha chiesto il rinvio a giudizio per Pietro Fotia e per altri cinque inprenditori sotto accusa per un intreccio di false fatturazioni che avrebbe coinvolto, oltre alla Scavo-Ter della famiglia Fotia, anche altre aziende accusate di averle fornito documentazioni fasulle allo scopo di frodare il fisco. L’inchiesta madre aveva portato all’arresto tra gli altri del responsabile dell’ufficio tecnico di Vado Ligure, Roberto Drocchi, accusato di corruzione. Questa parte dell’inchiesta è sta stralciata ed è ancora in corso.

Oltre a Pietro Fotia gli altri indagati - l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi - sono Maximiliano Gandolfo, titolare della Cg Quasar di Altare (gli viene contestata anche la bancarotta fraudolenta); Roberto De Maestri, titolare della Società Costruzioni Generali; Mario Taricco, già titolare dell’omonima ditta di ferramenta e duplicazione chiavi in via Giacchero; Andrea Baccino (Bbg Costruzioni) e Vittorio Baghino (Sale Scavi). A suo tempo in questo stralcio dell’inchiesta era coinvolto anche il legale rappresentante di ScavoTer, Donato Fotia, fratello di Pietro, che però non solo non risulta indagato, ma anzi figura come «danneggiato»: nell’ipotesi di reato a carico del fratello Pietro si legge infatti «...all’insaputa del legale rappresentante dell’azienda».

La tranche fiscale dell’inchiesta Dumper aveva preso le mosse nel 2009 da una verifica della Guardia di Finanza presso gli uffici della Scavo-Ter a Vado Ligure. Dalla verifica - si legge nelle 50 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata nel maggio 2011 dal gip Fiorenza Giorgi - «emergevano rilevanti rapporti economici e finanziari con diverse società risultate essere evasori totali e che non risultavano in attività».

Dai successivi controlli era emerso che queste società (Quasar Cg Srl, Società Costruzioni Generali Srl, Aaronne Srl, Aaronne Consorzio, Badrock Srl) «avevano emesso fatture in tutto o in parte inesistenti nei confronti della Scavo-Ter, la quale aveva in tal modo ottenuto vantaggi fiscali illeciti e la costituzione di fondi occulti, realizzati anche attraverso complessi passaggi fiscali e triangolazioni». Alcuni esempi, ricavati sempre dall’ordinanza del giudice Giorgi: nel 2006 la sola Quasar di Gandolfo aveva emesso fatture a favore di Scavo-Ter per oltre 466 mila euro, pur non avendo una sua sede operativa, non aver presentato le dichiarazioni dei redditi negli anni 2007 e 2008 e non avendo né i mezzi né ilpersonale per svolgere le prestazioni indicate nelle fatture. Situazione analoga per la Scg di De Maestri che avrebbe lavorato per Scavoter nei cantieri di Andora-San Lorenzo e Savona Metalmetron, fatturando 97 mila euro pur evidenziando irregolarità fiscali nel 2007 e diventando evasore totale nel 2008. Molti dei pagamenti a Scg passavano attraverso i conti di Mario Taricco, a sua volta indagato per riciclaggio.

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