Le tre scimiette
Ieri, mentre il Governo rinnovava solennemente, durante la tre giorni di Contromafie (vedi qui e Stati Generali - qui), le promesse di “rigorosa lotta alla mafia” a don Luigi Ciotti ed ai suoi ragazzi, il Parlamento votava il decreto sulle intercettazioni! Eccoli, come sempre, questi dipendenti, dopo aver votato in massa l’indulto che il 90% degli italiani non volevano, vanno avanti a suon di maggioranze bulgare per “distruggere” le intercettazioni che sarebbero irregolari ma che non esistono – come ormai accertato! Ma loro niente, ci tengono, l’avevano promesso! E certe promesse si sà: sono d’onore!
Che poi in Italia (o forse per questo), unico paese al mondo con intere regioni controllate dalla mafia ed un radicamento delle organizzazioni mafiose in tutto il Paese – con infiltrazioni e legami nelle alte sfere del Potere politico-istituzionale-imprenditoriale-, con una corruzione dilagante ben oltre a ciò che è stata Tangentopoli, le intercettazioni sono strumento essenziale per indagare e colpire gli illeciti, non è certamente fatto rilevante! Verrebbe da dire: se uno non ha niente da nascondere, poi, che paura ha? Beppe Grillo dice: Voglio essere Intercettato!...noi siamo del suo stesso parere. I dipendenti, oratori di straordinari proclami, sembrano proprio d’altro avviso!
In parallelo va a raffica (ponendo la fiducia che mai si diceva sarebbe stata posta) la Finanziaria che taglia – più che mai – i fondi alla Giustizia. Non solo i tagli per i magistrati, ma tagli pesanti agli Uffici giudiziari, ai mezzi ed ai reparti investigativi. Continuano nella scia del Governo Berlusconi, che a sua volta continuava nella scia del Governo D’Alema,… Così come un train d’union che dai primi anni ’90 ha visto maggioranze bulgare (dietro gli scontri di teatro, con il sempre strisciante maggiordomo del Porta al Porta, disponibile a mandarli in scena) su tutte le “riforme” della Giustizia. Quelle stesse riforme, delle leggi vergogna, quelle stesse che hanno voluto, sfruttare la necessità di aggiornare la legislazione su Collaboratori e Testimoni di Giustizia, per disincentivare al massimo le collaborazioni e le testimonianza…le stesse maggioranze bulgare che hanno, passo dopo passo, mortificato e dissolto quei provvedimenti figli del Pool Antimafia di Caponnetto, Falcone e Borsellino, togliendo (oltre ai fondi, ai mezzi, al personale) anche i capisaldi legislativi del contrasto alle mafie. Però, bisogna dirlo, ci hanno donato due belle fiction, quella dedicata a Falcone e quella a Borsellino…non ci basta?
In Commissione Antimafia entrano pregiudicati (d’altronde non esiste alcun divieto, se lo sono evitato!) come Cirino Pomicino e Alfredo Vito, insieme all’autore della contro-riforma della giustizia, l’ingegnere con la labirintite Roberto Castelli, ed alcuni altri "onorevoli". Ma hanno voglia di fare: tanto da far accedere alla stessa, come membro permanente, anche chi può dire tanto sulla Asl di Locri, infiltrata sino al midollo – e condizionata pesantemente anche nelle nomine e assunzioni -, la Dott.ssa Maria Grazia Laganà, ex Vice Direttore Sanitario della stessa con funzioni di Responsabile del personale (tra cui sono stati individuati i responsabili dell’omicidio di Francesco Fortugno – ex primario della stessa Asl e marito della Signora). Naturalmente una voglia di fare che, come ha precisato il neo Presidente, è solo di ricostruzione storico-sociale perché “va superata la logica giudiziaria”. Giusto la Mafia è un fatto di costume, mica riguarda la giustizia, la corretta amministrazione, la trasparenza, l’etica e la questione morale. Cose da “...comunista!”. Così si ridà fiducia alle Istituzioni, perchè non ci si era pensato prima,...
Ma un pericolo per "il nuovo corso" ci sono anche lì, con Parlamentari che sono ottusi, come noi, come ad esempio Lumia, Napoli, Nardini,... tutti acciecati "accaniti giustizialisti"!
Intanto, vengono oscurate e indagate – alcuni già con udienze fissate – coloro che hanno pubblicato la Relazione Amministrativa sulla Asl di Locri (la A.s. della Sig.ra Laganà che non si era mai accorta delle infiltrazioni mafiose nella sua azienda sanitaria e dove, come capita normalmente in tutti gli ospedali, avvenivano “episodi sgradevoli”, cose così, qualche omicidio di medici, pazienti, operatori…lo vediamo tutti i giorni). Un procedimento penale campato in aria, collezionista di irregolarità procedurali senza precedenti (e di vere e proprie alterazioni dei fatti!) che minano la possibilità di Difesa, oltreché impedire (e, certamente, intimidire) il diritto-dovere dell’informazione. Mentre il Vice Ministro degli Interni, Marco Minniti, aveva detto a chiare lettere che quella Relazione è da leggere e studiare nelle Scuole. D’altronde cosa può contare la dichiarazione di un Ministro, in un Paese dove non ha alcun valore nemmeno il principio della trasparenza, sancito per legge, che gli atti amministrativi dei procedimenti conclusi (e quello sulla Asl di Locri si è concluso con il Commissariamento!) sono pubblici e accessibili a tutti i cittadini. Va là, le solite bazzecole!
Persone che operano in Organizzazioni che hanno come finalità il contrasto alle mafie, effettuano studi, ricerche, pubblicano risultati documentali (non opinioni, ma documenti pubblici!). Lo fanno perché se ci sono società della ‘ndrangheta o controllate da questa, possa essere visibile – e quindi segnalabile e denunciabile all’autorità preposta – l’esistenza di appalti ed incarichi a queste da parte di Enti pubblici o Società miste (c’è mica sola l’Asl di Locri, ci sono anche i villaggi turistici, i finanziamenti europei, ecc, ecc, ecc). Quindi, queste persone, si svegliano una mattina e scoprono di essere, con il loro lavoro, un segreto di Stato. Giusto! Sacrosanto, anzi. Gli appalti, come gli incarichi (per non parlare poi delle consulenze, vera e propria manna per mascherare milioni e milioni di tangenti) devono essere coperti dalla privacy. Se un Comune o una Asl , o una Scuola danno incarichi a ditte della mafia, bisogna mantenere il dovuto riserbo. Denunciandoli si potrebbe incorrere nel spingere le organizzazioni mafiose a reagire, a commettere altri reati. Il silenzio garantisce la pax, si sa!
Eccoci,: il silenzio. Anzi la mistificazione delle poche cose che si dicono. L’asservimento al Potere. Ecco quindi che si capisce che gli stessi imbecilli (come li ha definiti Giulietto Chiesa) tacciano, e quando proprio non possono, mistificano, rovesciano la realtà. Le vittime tramutate in carnefici ed i carnefici divengono Santi.
Tutto qui, basta saperlo. Noi vorremmo cogliere l’invito di Nando Dalla Chiesa e fare una bella Commissione vecchio stile, ma non sappiamo se riusciremo a sopravvivere. Due giorni di comunicati ai giornali, controllo telefonico per la conferma della “avvenuta ricezione”, e tutti tacciono, nessuno lo scrive, non siamo mica la Casa dei mugugni! Le Istituzioni continuano a restare mute, non vedono e non sentono… La storia delle tre scimmiette è proprio la storia di questa Italia, quella dell’Unione, mica del polo di Berlusconi. Quella dove Previti è ancora parlamentare, nonostante sia interdetto, in via definitiva, dai pubblici uffici, perché Lui ha detto che la sentenza della Cassazione è sbagliata, vuole ricorrere (a chi?!?) e la Giunta della Camera, giustamente, per carità, attende, non si può mica infierire su un povero vecchio uomo (che si sia dato alla ricotta e cicoria anche lui?).
PS
Ma che non avevano pensato anche noi di fare un bel movimento antimafia, da talk show della domenica, dolce come la nutella, ma "duro e puro" -come diceva Gaber- "oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente". Senza fare nomi, senza indicare fatti, senza fare denunce dettagliate, senza operare concretamente tutti i giorni sul territorio, e soprattutto senza fare gli "infami" con gli "sbirri". Tanti bei proclami, uno due slogan degni dei premi per il miglior marketing e nessun disturbo, per sè e per gli altri...Peccato, noi non siamo adatti: se questa è l'antimafia, allora noi siamo mafiosi (o viceversa?)






