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Il Prodi-no sulla mafia (ops criminalità organizzata)

Siamo l’unico paese al mondo ad avere una Procura Nazionale Antimafia e Reparti speciali delle Forze di Pubblica Sicurezza preposte alla prevenzione ed al contrasto delle mafie. Siamo gli unici al mondo perché siamo gli unici al mondo in cui le mafie controllano, mano militare, più di un terzo del territorio nazionale, si sono ramificate in tutte le altre regioni, soprattutto il Nord, per “ripulirsi”, attraverso il riciclaggio del denari sporco e per ampliare la loro rete di traffici illeciti. In Italia non si muore di terrorismo islamico ma si muore di mafia...

Omicidi che a volte non vedono, ancora, colpevoli e lasciano senza giustizia i parenti delle vittime. Sono a centinaia ogni anno! Poi ci sono i condizionamenti dell’economia legale, con il pizzo, l’usura ed anche le Imprese di proprietà diretta di cosche mafiose. Le mafie, attraverso i colletti “candeggiati”, controllano appalti e sottraggono gli investimenti pubblici (nei lavori pubblici come nella sanità o nel turismo e l’elenco potrebbe proseguire…). Le mafie condizionano la vita delle Istituzioni. Le mafie vivono per il potere e alleate con il Potere, indipendentemente dal colore di chi governa quel territorio, quella regione o lo Stato. Ogni mafia sceglie come condizionare il potere e come entrare nelle stanze dei bottoni, ad esempio, se Cosa Nostra preferisce stringere accordi e patti con amministratori, politici e funzionari, la ‘Ndrangheta preferisce collocare nelle stanze dei bottoni propri uomini (o proprie donne!).
Ma Romano Prodi, su quattro interventi parlamentari per la Crisi di Governo (due al Senato e due alla Camera) preferisce parlare di “criminalità organizzata”, solo nella replica alla Camera (forse al Senato non voleva turbare l’amico accertato dei mafiosi che è il Senatore a vita Giulio Andreotti, sic!). Quella parola non la pronuncia mai! Non solo ma chiama a raccolta tutti perché il problema grosso della criminalità organizzata va risolto, non per ridare legalità e quindi diritti e libertà, giustizia e sviluppo, a chi oggi vive sotto il dominio (mano militare) delle cosche mafiose, no…lo chiede perché ce lo chiedono l’India e la Cina. Ci rendiamo conto? E poi dalla Cina, forse non l’ha ancora notato proviene la mafia cinese – dilagante in Italia -, che per quanto concerne il Porto di Gioia Tauro, ha già risolto da tempo. Infatti pur rimanendo prevalentemente una mafia chiusa, ha già stretto rapporti con la ‘ndrangheta ed infatti nel Porto di Gioia Tauro sono soventi i sequestri di container (l'ennessimo oggi con 100.000 accessori di abbigliamento con marchi falsificati) carichi di materiali contraffati ed illeciti provenienti proprio dal paese asiatico. Ma i cinesi, sono andati oltre. Hanno già buoni rapporti di “collaborazione commerciale” con altri porti. Quello di Genova, ad esempio, per importare illegalmente in Cina rifiuti nocivi per rispedirceli come giocattoli (tossici) per i nostri bambini (come svelato da un indagine e dai sequestri di qualche mese fa).
Dobbiamo aspettare la prossima “crisi” di Governo per sentire un passaggio serio sull’esigenza di porre la lotta alle mafie come priorità assoluta del nostro Paese? Possiamo poi sapere se nel suo viaggio in Oriente, nelle sue trattative con il Grande Oriente, sede prediletta per certi affari e contatti, ha già definito come gestirà il sue governo le “zone franche” (previste nella Finanziaria) che da tenti anni le mafie chiedono per il Sud?


La trascrizione dell’unico passaggio sul tema del discorso di Romano Prodi alla Camera di venerdì 2 marzo 2007, tratto dal resoconto stenografico della seduta sul sito della Camera

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. […]
Guardate, abbiamo un problema di lotta feroce alla criminalità organizzata. Senza la vittoria sulla criminalità organizzata, infatti, noi non ce la (Commenti)...

EDMONDO CIRIELLI. Un altro indulto...!

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. Guardate, si tratta di un problema sul quale chiedo veramente un lavoro comune!
In questi giorni - anzi, da mesi -, mi sono impegnato personalmente affinché il porto di Gioia Tauro diventi veramente il grande punto di rinascita nel nostro Mezzogiorno, vale a dire il luogo di convergenza intorno al quale si possano realizzare attività manifatturiere, possa giungere tutto quello che proviene dall'Asia e si possa vedere qualcosa di nuovo e di forte. Mi sento (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)... Scusate... Scusate... Scusate! Sento obiettare, dagli operatori stranieri, due punti: il primo è avere un interlocutore unico, che risponda alle loro esigenze; l'altro è non avere alcun accenno di criminalità o di controllo sociale verso le attività economiche. Quindi (Commenti del deputato Pizzolante)...

PRESIDENTE. Per favore! Il Presidente del Consiglio sta svolgendo le sue argomentazioni su temi di interesse di tutto il paese...

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. Io vi chiedo...

PRESIDENTE. ...e nostro: quindi, vi prego di lasciargli svolgere il suo intervento senza interruzioni, grazie!

ROMANO PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri. Io vi chiedo un impegno senza polemiche su questo, mostrando proprio un senso di unità nazionale!
Guardate, siamo ad una possibile svolta per il Mezzogiorno, dati i cambiamenti nel mondo: c'è solo questa condizione; vi assicuro che c'è solo questa condizione e poi il Meridione può veramente fare un balzo in avanti, poiché sussistono tutte le condizioni economiche. Infatti, la Cina e l'India attendono veramente di avere un punto d'appoggio dove comincia l'Europa, verso Suez, vale a dire in Italia.
Questo è ciò che ci chiedono; quindi, su questo tema, vi chiederò, nei prossimi mesi, uno sforzo congiunto: vi chiedo di collaborare (Applausi dei deputati dei gruppi L'Ulivo, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Italia dei Valori, La Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Verdi, Popolari-Udeur e Misto-Minoranze linguistiche).

 

 

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