Grillo ha detto il vero. Il resto che senso aveva...
Noi lo avevamo detto che non ci saremmo stati, né a Piazza Navona, né nelle altre città di mobilitazione dell'8 luglio. Abbiamo spiegato con chiarezza il perché e non stiamo a ripeterlo. Oggi possiamo dire che la scelta compiuta era quella giusta.
I girotondi sono morti ammazzati. Trucidati dai partiti. Dalla vecchia pratica dell'entrismo (la stessa che oggi viene attuata per fermare il movimento dei Meetup - come abbiamo già detto - prima che questi possa prendere pienamente coscienza di ciò che può fare). Tentare di resuscitare i morti genera solo mostri e ieri ne abbiamo avito ulteriore prova.
Abbiamo ascoltato attentamente gli interventi di Piazza Navona che sono su youtube. L'unico intervento che condividiamo è quello di Beppe Grillo...
L'unico che ha centrato il problema, ovvero che non è questione di "Silvio Berlusconi" (come tutti gli altri interventi, sino alle stesse modalità di lancio della mobilitazione, hanno invece sottolineato), bensì il "comitato d'affari" di cui Berlusconi è garante. Una "cupola" trasversale, in cui tutti hanno un ruolo, chi è al governo e chi è all'opposizione. Un establishment che persegue gli stessi obiettivi, sieda al timone Berlusconi, Prodi, D'Alema o Veltroni. Questo è quello che è stato ed è. Questo è evidente. Nasconderselo e credere (e far credere) che il problema sia Berlusconi significa prendersi (e prendere) in giro!
Continuare a battere sullo stesso tamburo rende sordi coloro che potrebbero ascoltare, cioè le persone comuni. Centro-Destra e Centro-Sinistra (con Di Pietro) si sono dimostrati, alla luce dei fatti concreti, ben oltre ai colpi di teatro ed alle dichiarazioni d'effetto, complementari. Facciamo qualche esempio pratico.
- Tav, Ponte sullo stretto, nuovi viadotti e autostrade.
Lunardi, il ministro dei conflitti di interesse dei Lavori Pubblici, con il Governo Berlusconi aveva varato il piano delle grandi opere. Senza gare europee, senza vagliare offerte e progetti. Scelse cordate dei soliti noti (comprese quelle con le cooperative rosse), sottoscrisse impegni e incarichi, con cifre precise e sproporzionate, fuori da ogni logica europea. Di Pietro, il ministro moralizzatore dei Lavori Pubblici, con il Governo Prodi anziché dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che legittimava l'annullamento di quei contratti, su quei progetti e con quelle cifre, con un semplice provvedimento ministeriale, per procedere, quindi, ad una gara europea sui singoli progetti, scelse di confermare tutte le decisioni di Lunardi. Entrambi hanno dichiarato di averlo fatto nell'interesse del Paese!
- Speculazioni edilizie.
Il libro-inchiesta "Il Partito del Cemento", di Marco Preve e Ferruccio Sansa, mette in luce quanto sia trasversale l'assalto alla diligenza. Costruttori amici dei Potenti di turno, ora di destra ora di sinistra, vedono le Istituzioni piegare ogni strumento urbanistico e di tutela del territorio, alle esigenze speculative. Dove amministra il centrodestra, come dove amministra il centrosinistra (compresi i rappresentanti dell'IdV di Di Pietro), le sedi di decisione sono estromesse e piegate agli accordi, alle commistioni d'interesse politico-affaristico. Risultato 3milioni di metri cubi di cemento che stanno per colare sulla Liguria, cancellando quel poco di territorio, colline o costa, che ancora resta. Entrambi i poli dichiarano sempre di fare questo nell'interesse dello Sviluppo per il bene dei cittadini e chiamano le speculazioni "riqualificazioni".
- Questione Morale.
Quando abbiamo amministratori di centrodestra coinvolti in inchieste di corruzione ed altri gravi reati contro la pubblica amministrazione, o in indagini per voto di scambio o prove certe di collusioni politica-mafia, si chiede - giustamente - che vengano accertate le responsabilità e colpiti severamente i responsabili. Quando abbiamo amministratori di centrosinistra nella medesima situazione invece si è in pochi a chiederlo e gli esponenti, ad esempio, dell'IdV tacciono o si prodigano a difendere l'indifendibile. L'esempio della Tangentopoli genovese (oltre alle altre inchieste della Procura, dal Fronte del Porto, alla Stoppani, al voto di scambio politico-mafioso, alla gestione di aree pubbliche, le bonifiche ed i finanziamenti) è emblematico! Non solo: davanti ad una corruzione senza precedenti ed a livelli di contiguità e connivenza devastanti, gli esponenti dell'IdV chiedono di adottare i "codici etici". Come se nel momento in cui si hanno violazioni sistematiche del Codice Penale, un "codice etico" servisse ad arginare il cimine.
Ma andiamo avanti. L'insulto gratuito (come le battute sulla Carfagna o la Chiesa) non c'entra un fico secco e non riusciamo davvero a comprendere il perché di quelle invettive in Piazza Navona. Come non hanno senso le solite battute, ormai trite e ritrite per far ridere. Davanti ad una situazione drammatica, come quella italiana, non c'è niente da ridere!
Non ci si è accorti che la legalità è in Italia considerata un peso, dagli italiani? Non si è ancora capito che la "regola" è vissuta come un ostacolo? Non si è compreso che occorre "fare educazione civica" perché i cittadini prendano coscienza dell'importanza delle regole, della correttezza... della legalità? Pensiamo che dicendo ai "brutti e cattivi" che sono "brutti e cattivi" questi vengano folgorati e convertiti? Probabilmente non lo si è compreso (o non si è voluto capire), e quindi si torna a fallire, a ripetere gli stessi errori!
Ora, visto che non possiamo credere ad una perseveranza diabolica, dobbiamo concludere che qualcuno voleva tirare su un po' di consenso per la propria "bandiera", per il proprio "partito", nell'eterno egoismo pienamente inserito nel "sistema". E, con questo fine, forse, chi lo aveva, ci ha azzeccato e nei prossimi sondaggi avrà qualche punto in più! Chi si accontenta gode, ma visto che noi non ci accontentiamo perchè non siamo "di parte", siamo preoccupati, ancora più di ieri, perchè dopo quella dell'8 luglio sarà ancora più difficile far capire al cittadino italiano che la legalità è condizione essenziale per lo sviluppo, per servizi efficienti e non invece, quella che vogliono far credere, ovvero una pura questione politica di parte. Se si voleva fare un cattivo servizio alla Magistratura, la cui autonomia ed indipendenza è gravemente, ancora, minata, lo si è fatto, per la gioia della "casta".
Dobbiamo ringraziare Beppe Grillo, invece, anche per aver fatto emergere il vero spirito che ha mosso alcuni dei promotori della manifestazione. Infatti Di Pietro e Colombo (ci ricordiamo gli appelli al voto pre-primarie per Colombo!?!) hanno preso le distanze dallo stesso palco di Piazza Navona da Beppe Grillo per l'attacco portato a Giorgio Napolitano. Questi, inoltre, nel "dissociarsi" hanno anche affermato che la mobilitazione era contro Berlusconi e non su altro.
Ma Beppe Grillo non ha insultato Giorgio Napolitano, ha detto una pura e semplice verità che qualunque cittadino attento può fare. Questo è quello che Grillo ha detto sul presidente:
"Dicono che offendo il Presidente della Repubblica. Io Morfeo non l'ho mai offeso. Sonnecchia. Firma delle cose. Questo patto della "Banda dei 4". Ha firmato una cosa... Ve lo immaginate voi Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dalla giustizia italiana? Ma io non mi immagino neanche Ciampi, non riesco neanche a immaginarmi Scalfaro a fare una cosa così. E allora chi è questo uomo qua? Chi difende? È un primo cittadino o un uno che difende i partiti politici? Chi è? Quando c'era Chiaiano, la discarica: la Polizia contro le famiglie, a Napoli, la sua città. Lui dove festeggiava? Dove andava? È andata da una famiglia di Chiaiano a festeggiare qualcosa? Era a Capri a sentire della musica con due inquisiti: Bassolino e la moglie di Mastella.
E allora, che esempio ho io da questa gente? Quale esempio ho?
Non ne voglio più sapere di questa gente. Non ne voglio più sapere!" (leggi il post integrale)
Questa si chiama "critica civile", è vietata? Non ci pare proprio... ops certo Napolitanto non è di FI ma del PD, che sia questo?
Qui - ed è palese - non c'è nessun insulto. C'è un solo errore quello sui predecessori del Quirinale. Infatti Carlo Azeglio Ciampi, nel puro stile di un ex capo della Banca d'Italia - carica condizionata perennemente dell'Opus Dei -, ha sempre, sistematicamente, firmato in tempi rapidissimi tutte le leggi vergogna promosse dal Governo Berlusconi. Rogatorie, depenalizzazione del Falso in Bilancio, Cirami, Cirielli, Pecorella... persino il Decreto per sbarrare la strada alla Procura Nazionale Antimafia a Giancarlo Caselli. Tutte firmate il giorno stesso dell'approvazione perché queste il giorno seguente venissero pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale e quindi entrassero in vigore da subito! Ciampi, non si accorse nemmeno che il lodo Meccanico-Schifani era anticostituzionale, come buona parte delle altre leggi-vergogna che sono state poi "smontate" dalla Corte Costituzionale, come anche quella sull'immigrazione, la famigerata Bossi-Fini.
Di Pietro, Colombo & C hanno subito preso le distanze da Beppe Grillo per lesa maestà anche se ha semplicemente detto che "il re è nudo"! Ci domandiamo: visto che la mobilitazione di ieri era per la Legalità e quindi per l'Etica Pubblica, se mai Beppe Grillo, o altri, avesse raccontato agli italiani che quando Giorgio Napolitano era Parlamentare Europeo, prima di essere portato al Quirinale, faceva puntali richieste di rimborso spese (extra indennità) al Parlamento Europeo dell'importo di 800 euro, quando invece, come da verifica effettuata dagli organi di controllo dell'Istituzione, le spese effettuate erano 80 euro (sbagliando di un zero in eccesso)... cosa sarebbe mai accaduto? Se avesse raccontato la storia di Napolitano, della sua corrente politica contigua ai craxiani ai tempi di Mani Pulite, cosa mai si sarebbe generato? E poi ci ricordiamo che Napolitano, ultimamente, ha dato segni di "confusione" persino sulla Costituzione vigente? Quando? Ad esempio nella dichiarazione del 2 giugno con la condanna di "insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico"!
Detto questo la nostra scelta è stata giusta, come avevamo detto, perché bisogna essere "credibili". E non si è credibili quando nelle mobilitazioni convocate contro chi vuole piegate e fermare la magistratura che lo indaga e processa, vi sono coloro che vogliono piegare e fermare la magistratura che indaga e processa i propri sodali.
La Sinistra Europea, la cosiddetta "sinistra del PD", associazioni e comitati ove militano sindacalisti, hanno espresso infatti solidarietà piena ad indagati e imputati loro amici e compagni (quando non aderenti o dirigenti), attaccando la Procura di Genova in modo vergognoso. Si sono ritrovati sullo stesso fronte di Gasparri, Burlando, Scajola. A Genova, gli stessi soggetti, da una parte sostenevano lo sciopero contro la Procura che si appresta a chiedere i rinvii a giudizio per il Fronte del Porto e dall'altra sostenevano la mobilitazione contro Berlusconi che vuole fermare i suoi processi.
Sì, avete capito bene: Berlusconi non può pretendere di essere più uguale degli altri davanti alla legge, altri sì.
Noi potevamo essere presenti a mobilitazioni di questo genere? Certamente no, per noi: la legge è uguale per tutti, senza eccezione alcuna!
PS 1
Di Pietro ha ricordato il pericolo della P2. Ma come mai ex piduisti lì ha candidati pure lui? Come mai ha sostenuto e sostiene amministrazioni locali che arrivano addirittura a ripescare e promuovere ex piduisti alla guida di società partecipate? Ma anche su questo abbiamo già parlato.
PS 2
Crediamo che l'articolo di Marco Ottanelli di DemocraziaLegalità spieghi al meglio il problema:
"...Manca la prospettiva. Manca l'idea. Manca l'ideale, perfino. Manca il progetto ed il coraggio di sviluppare un progetto..."
PS 3
Ma che il PD sui temi della legalità fosse quello che si sta dimostrando lo si comprende oggi? I Crisafulli, Laganà & C non erano già delle scelte di campo nette? Il grande compromesso sulla Giustizia con Berlusconi iniziato nella Bicamerale, come anche l'indulto o il colpo di stato giudiziario compiuti (con Di Pietro saldamente al Governo) con la richiesta - senza precedenti, nemmeno con Berlusconi - di trasferimento del PM che indagava sul Premier e sul Ministro promotore della richiesta di trasferimento... non bastavano? Non bastava nemmeno la riforma della legge sui collaboratori e testimoni di giustizia - oltre alla gestione pratica da parte del Ministero - che disincentiva ogni collaborazione con lo Stato, scritta dagli ex ministri ulivisti Napolitano e Flick, non era sufficente a capire?
PS 4
I tempi saranno duri, e per resistere occorre non cadere nelle trappole di chi nel "sistema" c'è, anche se con ruoli diversi. Stiamo attenti ed andiamo avanti.






