Marsala - La speculazione che piega la Giustizia
Quando la Legge è "usata" all'incontrario bisogna dirlo perché la Giustizia non può essere svilita e umiliata. Il caso dell'Ittica Mediterranea è uno di questi casi. Leggi nazionali, legge regionale della Sicilia, Trattato comunitario che non vengono applicati. Date che non tornano e che negano persino la possibilità di fermare una macchina perversa che travolge il Diritto e la dignità.
A qualche potente ben inserito manca un pezzetto di terra da aggiungere alla proprietà per fare una bella speculazione sulla costa del Comune di Petrosino ex Marsala? Nessun problema: si distrugge chi ha quel pezzetto di terra che manca al potente e che non si piega. Si distrugge un'attività economica. Si violano le Leggi e le procedure. Mica si può perdere tempo... già i vecchi Spatola di Cosa Nostra avevano annusato quanto potesse fruttare una bella speculazione in questa terra...
Di questa storia abbiamo già parlato e torneremo a parlarne perché occorre una soluzione di Giustizia. Non è concepibile che l'ingiustizia non abbia fine e si prenda gioco del Diritto, delle persone. In sintesi, per dare l'idea dell'ultimo tassello, vediamo, le date.
L'avvocato
Francesco Trapani, la cui famiglia è proprietaria dell'area indicata
nella foto con il contorno nero (quelle circoscritte dal rosso sono
invece l'Ittica Mediterranea), presenta istanza di fallimento contro
l'Ittica Mediterranea della famiglia Morsello, che il 6 giugno 2003
viene dichiarata fallita. Quindi i tre soci e l'amministratore della
società fanno opposizione. Il Tribunale di Marsala con il giudice
che risulterebbe indagato per corruzione da altra Procura, decide per
il fallimento e nomina - guarda caso - come curatore fallimentare
lo stesso avvocato richiedente. Quindi il Giudice dispone la notifica
del provvedimento il 10 novembre 2006. Ma la notifica avviene solo
all'Ittica Mediterranea e non ai soci ed all'amministratore. Quindi,
nonostante la Legge preveda che per un ricorso in difetto di notifica
possa avvenire entro un anno, l'Ittica Mediterranea presenta il
ricorso in data 11 dicembre 2006. Dopo tre anni la Corte di Appello
cosa fa? Dichiara inammissibile il ricorso perché presentato fuori
termine, ovvero il 12 dicembre 2006. Come? 12 dicembre??? Dove hanno
preso questa data?In parallelo il curatore fallimentare non ha solo bloccato la produttività dell'Ittica Mediterranea, mandando in fumo tutti gli investimenti di quell'azienda, ma ha "curato" tanto bene quei beni che gli stessi sono stati oggetto di ripetuti attacchi, con incendi che hanno devastato quel che rimaneva di quell'azienda che è stata scientificamente e illegalmente annientata.
Vogliamo arrivare ad una soluzione, ristabilendo il rispetto delle Leggi e facendo pagare chi ha commesso fraudolentamente questo scempio del Diritto a Marsala? Oppure l'illegalità in terra di mafia si fa Stato con la complicità, nei fatti, di chi nei Palazzi di Giustizia dovrebbe combatterla? Bisogna per forza, in quella terra, come in quella calabra o ligure ed ancora in ampi territori del Paese, compiere il rito dei liberi muratori per accedere alla potente Loggia Massonica a cui è stato "appaltato" il governo della comunità, con il controllo dei punti chiave di decisione e controllo? Non è proprio questa la città dove la Giustizia è stata affidata al "Corvo"?






