Ventimiglia, al costruendo porto se chiedi i controlli ti tirano una traversina?

Nelle scorse settimane come Casa della Legalità abbiamo inviato un esposto (ed un integrazione) al Procuratore della Repubblica di Sanremo, dott. Cavallone ed al Comando dei NOE Liguria, relativo al cantiere del costruendo porticciolo di Ventimiglia, ovvero l'ennesima opera della "Signora dei Porti" Cozzi Parodi, tanto voluta dal sindaco Gaetano Scullino.
Se già avevamo parlato di questa ennesima ferita alla costa ligure perseguita per permettere l'ennesima speculazione, ricordando che i massi venivano conferiti dai camion della ditta Fratelli Pellegrino, ovvero dalla società dei signori del clan Pellegrino della 'ndrangheta (nella foto di apertura lo Scullino e la Cozzi-Parodi-quasi-in-Caltagirone alla possa del "primo masso") in questo caso scriviamo per rendere conto della segnalazione che ha dato il là alle verifiche in merito a rifiuti speciali finiti nell'area del cantiere del costruendo Porto di Ventimiglia...
Le traversine ferroviarie sono infatti "rifiuti speciali", sono materiali contaminati che devono essere smaltiti in siti appositamente autorizzati. Come siano finite queste traversine nel cantiere del porticciolo sarà accertato da chi di dovere. Provengono dalle aree ex FFSS passate al Comune? Provengono dai lavori di Area 24, oppure da altri cantieri di manutenzione della linea ferroviaria?
Per capirsi con due esempi: se quelle traversine provengono da aree di competenza del Comune, saranno i responsabili di questo, a partire dal Sindaco, a doverne rispondere; se sono conseguenza dei lavori di Area 24 saranno i responsabili di tale società, ovvero delle ditte incaricate dei lavori, a doverne rispondere.
Inoltre se tali traversine provengono da una regolare ditta di vendita/noleggio (o dalla stessa che ha in carico parte dei lavori dal committente, certamente questa le avrà acquistate e trattate regolarmente (ed avrà quindi la documentazione comprovante tutto questo), così come saranno anche marchiate quelle stesse traversine in modo diverso da quelle che sono state rimosse dai binari della linea ferroviaria... o no? Infatti, quando si tratta di materiali costituenti rifiuti speciali le verifiche sono sempre complesse e necessitano di controlli incrociati molto approfonditi, perché di solito, dal punto di vista documentale, sembra tutto sempre a posto, la perfezione assoluta... anche se in palese contraddizione con la realtà concreta.
Ma vi è un altro aspetto preoccupante rispetto al costruendo porticciolo di Ventimiglia (su cui, non dimentichiamo pende anche un giudizio del TAR Liguria per il ricorso presentato dal Wwf Liguria) ed è quello relativo ai materiali conferiti nel cantiere ed utilizzati, oltre che sulla stessa correttezza progettuale sulla disposizione del porticciolo.
Anche qui si necessita delle verifiche incrociate e se tale fatto (conferimento irregolare da un lato e smaltimento illecito dall'altro) dovesse trovare conferma si sarebbe
In merito a questo punto occorrerebbe anche anche l'Arpal si muovesse un attimino (e non certo come, ad esempio, a Lavagna dove risulta che ogni sorta di controllo sui riempimento non è mai pervenuto o a Celle Ligure dove si permise alla Co.For di far quel che voleva e gettare in mare di tutto e di più, tanto poi, l'Arpal in Tribunale ha dichiarato sostanzialmente che le prescrizioni sui materiali da utilizzare sono indicative).
Rispetto al secondo punto la questione è molto semplice e plateale: l'apertura del costruendo porto è rivolta alle correnti che così riempono il fondale di sabbia. Avete idea di quanti bei dragaggi saranno necessari per il mantenimento del fondale? Auguri a chi dovrà sostenerne i costi si potrebbe dire, ma come ormai è prassi è il Pubblico che corre in aiuto dei Privati, nel senso che i Privati incassano grazie alle concessioni pubbliche, ma se sbagliano qualcosa per evitare che i margini della speculazione si riducano arriva in soccorso il denaro pubblico! Qualcuno può dire e come è possibile se nella società che costruisce il porticciolo di Ventimiglia nessun ente pubblico ha quote? Semplice, come ricorda Marco Ballestra - referente della Casa della Legalità di Imperia -, la soluzione è nell'idea avuta dal Sindaco Scullino: dragare il porto per coprire le spiagge di Ventimiglia di sabbia finissima. Con questa idea i soldi pubblici dragherebbero il fondale del porticciolo (risparmiando la spesa al privato) e metterebbero sulle spiagge una bella sabbia finissima che alla prima onda se ne va... e come scrive la Casa della Legalità di Imperia "allora, si tratterebbe dell'ennesimo tentativo (alcuni dei quali andati a "buon porto") di sperperare denaro pubblico per favorire ulteriormente la Società privata Cala del Forte, della Beatrice Parodi vedova Cozzi e fidanzatina Caltagirone".
Ma a Ventimiglia siamo alle solite... da un lato il Sindaco Scullino plaude ai controlli (come fa anche i responsabili della società costruttrice del porticciolo) ma in contemporanea partono le minacce di denuncia al referente della Casa della Legalità di Imperia per "procurato allarme". Peccato che sia un dovere Costituzionale quello di impegnarsi per chiedere verifiche, segnalare possibili illeciti e denunciare alle autorità preposte situazioni su cui è necessario garantire la massima vigilanza e l'adozione di eventuali provvedimenti a tutela del pubblico interesse, ovvero anche della salute e della tutela ambientale. Se questo lavoro di controllo lo facessero ad esempio i Comuni, ed i Sindaci, come il signor Scullino, non sarebbe male, no? Ma come avvenuto per cave e cantieri edili produttori di abusi (come a Latte) il Comune ed il Sindaco si sono mostrati, come anche gli altri Enti proposti a partire dalla Regione, distratti, troppo distratti, sempre distratti!
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