Con Melgrati si andra' a dibattimento... e ci sara' da divertirsi!
Siamo lieti di apprendere dal comunicato stampa di Marco Melgrati (PDL), il già sindaco-architetto del savonese più indagato e inquisito certamente dell'intera Liguria ed ora in Consiglio Regionale, che per la querela da lui sporta (assistito dall'esponente PD, avvocato Franco Vazio) lo scorso anno per un nostro articolo e video si andrà a dibattimento a seguito della chiusura indagini (ancora non notificataci) da parte della Procura di Genova [pm Carlo Di Gennaro, lo stesso che chiudendo le indagini per la querela di Vincenzo MOIO, sempre a carico del Presidente della Casa della Legalità, valuta vi sia diffamazione nel dire che Vincenzo MOIO risulta agli atti essere un affiliato alla 'Ndrangheta... peccato che - come abbiamo ampiamente documentato - Vincenzo MOIO risulta affiliato alla 'Ndrangheta secondo il ROS, da DDA di Reggio Calabria e persino quella di Genova... ma questo deve essere un dettaglio sfuggito alla Procura].
Come "Casa della Legalità" abbiamo riportato in tale articolo fatti certi ed inconfutabili e quindi sarà semplice dimostrare che non sussiste alcuna diffamazione ai danni del Melgrati, così come nessuna offesa alla sua reputazione, ma solo ed esclusivamente pubblicazione di informazioni reali e critiche legittime su quel Sindaco di Alassio poi dichiarato decaduto dalla carica con Decreto del Presidente della Repubblica... e costantemente sotto inchiesta da parte della Procura di Savona! (Nel merito ne abbiamo già parlato, vedi qui e qui).
Sarà invece più difficile per il Melgrati spiegare in aula, quando sarà il momento di questo altro dibattimento, a seguito della nostra querela, gli insulti gratuiti che ha portato alla nostra organizzazione quando, davanti al Porto degli scandali di Imperia, nell'ottobre scorso, dichiarò dal palco allestito dai fedeli uomini di Claudio Scajola che siamo "infami" e "personaggi squallidi", per poi aggiungere che "la mafia qui non esiste" e che la "magistratura è di sinistra".
Piccolo dettaglio: secondo i pronunciamenti della Corte di Cassazione la sede di giudizio per il reato di diffamazione è quella che a seguito di effettive indagini risulta essersi consumato il reato contestato che, per le pubblicazioni via internet, risulta non più la sede del server o di residenza del querelato, ma la residenza di chi ha letto/visto quanto viene contestato... e nel caso di Melgrati (che depositò querela a Savona, dichiarando che lì apprese dell'articolo e video oggetto della sua querela) la Procura ed il Tribunale competente non è Genova, ma Savona (e questo dettaglio procedurale sarà oggetto di apposita iniziativa secondo le vigenti procedure). Al Comando della Polizia di Stato di Alassio, dove lavora la moglie di Marco Melgrati, che ha seguito l'indagine a seguito della sua querela lì depositata, questo dettaglio deve essere sfuggito... Forse non avevano più come "ospite" al Commissariato l'Avv. Giuseppe "Pino" Strangi (chiamato in servizio quale Segretario Generale al Comune di Alassio dall'Amministrazione di Marco Melgrati, dopo essere rimasto disoccupato a seguito dello scioglimento per mafia del Comune ove operava prima, ovvero Gioia Tauro), altrimenti potevano chiedergli un parere in merito... lui è persona molto competente!






