Serve respingere gli attacchi ai magistrati in prima linea... e serve affrontare le gravi criticita'
Le iene si muovo e gli avvoltoi si preparano. E' la storia che si ripete ed è una storia da cambiare prima che sia tardi.
Mentre servitori dello Stato infedeli continuano a stare al loro posto, tra forze dell'ordine e magistratura (si anche lì ci sono problemi seri) ed a volte vengono pure promossi, e mentre uomini che anziché il loro dovere operano "politicamente", tra il vedo e non vedo, per non disturbare, ci sono anche - e per fortuna - tanti servitori dello Stato onesti e rigorosi, tra le forze dell'ordine ed i magistrati. Uomini che vanno avanti, senza farsi condizionare e senza cedere alle intimidazioni. Ma come sempre chi fa il suo dovere e non si piega a chiudere gli occhi o a strabismi, ma va avanti rigorosamente nel suo lavoro, viene colpito, nel tentativo di delegittimarlo e isolarlo...
Dopo i colpi inflitti alla 'Ndrangheta e Cosa Nostra in Lombardia, la campagna di denigrazione ai danni di Ilda Boccassini è stata rilanciata alla grande. Non si perdona a lei ed ai suoi colleghi di aver reso evidente (e colpito!) quella mafia a cui si erano spalancate le "porte" del Nord perché fornisse i propri servizi a basso costo alle grandi imprese e cooperative da un lato, e dall'altro i soldi ed i voti a politici senza dignità (dell'una e dell'altra parte).
A Reggio Calabria non sono riusciti a fermare l'azione dell'Antimafia che punta in alto, cioè a colpire non solo la manovalanza ma anche le complicità dentro le Istituzioni, così come anche l'immane patrimonio e riciclaggio della 'Ndrangheta. L'incisività nel contrasto alle cosche ed alla rete di prestanome e complici "insospettabili", di cui è stata capace la DDA di Reggo Calabria, capace di coordinarsi con altre altrettanto affidabili Procure, non è stata digerita. E così dopo le bombe ed i bazooka alla Procura di Reggio, che non hanno fermato Giuseppe Pignatone ed i suoi collaboratori, si passa alla calunnia verso Pignatone ed il suo pool di magistrati e investigatori. Si prendono le dichiarazione di soggetti detenuti in carcere perché legati alla 'ndrangheta, di veri e propri traditori dello Stato che anziché fare il loro dovere, con la divisa, servivano le cosche, e sulla base di queste si mette sotto indagine il Procuratore Pignatone ed i suoi collaboratori. Pura follia, ma accade!
Anche a Savona, la storia si ripete. Dopo anni di una Procura "in sonno" su cui per quieto vivere qualcuno ha, a sua volta, ha chiuso (e chiude) gli occhi, è tornato il Procuratore Francantonio Granero, un magistrato - per capirci - che, insieme a Del Gaudio, arrestò e fece condannare il potente Alberto Teardo, esponente del Psi di Craxi e della P2 di Gelli, allora Presidente della Regione Liguria grazie anche ai voti che si comprava dagli uomini della 'ndrangheta come i Marcianò. Da quando Granero è tornato a Savona le inchieste scomode sono all'ordine del giorno, perché dopo anni di "distrazione" di quegli uffici l'illegalità era divenuta sistematica. E' così che Granero costituisce un Pool interforze contro criminalità finanziaria e mafiosa, iniziando ad infliggere colpi pesanti al sistema di corruzione e devastazioni ambientali che celano riciclaggio, frodi fiscali e 'ndrangheta. Non ha nemmeno chiuso gli occhi davanti al colosso della Tirreno Power ed ha aperto un fascicolo per le morti di cancro e patologie dilaganti attorno a quella centrale a carbone. Ha chiamato alcuni dei migliori esperti, medici dell'Isde, come periti della Procura, per andare in fondo a quel killeraggio silenzioso. E cosa succede, quando va a colpire un faccendiere che era tanto amico di alcuni magistrati, così come amico di amministratori pubblici di destra e di sinistra? Che parte un attacco frontale, un linciaggio infamante, con accuse calunniose tanto forti quanto prive della minima veridicità, nei suoi confronti, con il chiaro intento di delegittimare lui e le sue inchieste. [leggi qui la nostra risposta ed un dettaglio sul promotore degli infamanti attacchi]
Queste cose si devono sapere, bisogna dirle... perché dobbiamo evitare che la storia si ripeta e che magistrati validi, capaci di indipendenza e determinazione, che lavorano senza uscite mediatiche, vengano isolati e, quindi, fermati.
Come Casa della Legalità non invitiamo ad una semplice solidarietà, non è sufficiente... rischia di finire nella più classica ipocrisia e rinnovata ed inutile retorica. Serve, ed a questo che invitiamo, un azione di responsabilità. Con questi magistrati bisogna collaborare fattivamente, bisogna che la grande cappa di omertà e di silenzio che ne rende difficile il loro lavoro venga definitivamente rotta. Bisogna che i cittadini collaborino, segnalino e denuncino, permettendo alle Procure di andare avanti, di scavare sino in fondo al marcio che devasta territorio, salute e economia e diritti. Non lasciarli soli non significa dire "sono con loro", serve dimostrarlo concretamente, se si vuole scrivere una storia diversa! Le pacche sulle spalle non servono, non bastano... lo sappiamo, lo abbiamo già visto che non sono sufficienti.
Bisogna assumersi le responsabilità di combattere questa battaglia da cittadini. Certamente occorre mettere in conto che vi sono e saranno prezzi da pagare... Noi lo facciamo e continueremo a farlo! E farlo significa anche dire, con onestà e obiettività, sempre, ciò che funziona ma anche ciò che non funziona. Indicare il positivo, così come indicare le criticità, anche le più pesanti criticità, in ogni ambito, anche quando riguardano la Magistratura. E noi, già qui, ad esempio, ne indichiamo una di questione che, nuovamente, mette in evidenza un attendismo del CSM che, senza spiegazione logica o plausibile, continua a produrre danni. (A Genova è quasi un anno che attende la nomina del Procuratore Capo e la DDA continua ad essere allo sbando!)
In questi giorni sta emergendo un elemento pesantissimo in merito alla gestione di un filone dell'Operazione MAGLIO da parte della DDA di Genova. Vediamolo, così da capire meglio che mentre si attaccano magistrati rigorosi e integerrimi, vi sono fatti gravi che vengono ignorati dalle sedi competenti... Fatti che riguardano quella solita questione di "opportunità" che troppo spesso viene ignorata e che poi così rischia di alimentare storture o conseguenze devastanti, compromettendo lavoro di anni ed anni di indagini dei Reparti investigativi antimafia.
Da tempo abbiamo indicato il problema della DDA genovese. Ultimamente abbiamo anche sintetizzato la questione "Scolastico". E questo nuovo elemento conferma che quelle nostre preoccupazioni e critiche erano e sono più che fondate.
Vincenzo Scolastico dopo gli anni passati a capo della Procura di Savona, dove con Alberto Landolfi [il pm che, con una bella maglie "Tempio", si faceva fotografare (foto a lato e link diretto, e già salvato) per far pubblicità alle bevute nei privè di uno dei locali notturni del savonese e di cui avevamo già parlato, vedi qui e qui], si negava la presenza delle mafie, era stato promosso a coordinare la DDA di Genova. Qui, quando la DDA di Reggio Calabria trasmette gli atti relativi all'Operazione IL CRIMINE ed il ROS prosegue su quell'inchiesta MAGLIO nata nei primi anni duemila, Vincenzo Scolastico si affianca del pm Alberto Lari per seguire l'indagine sulla 'Ndrangheta in Liguria.
Vi è un dettaglio: uno dei nomi che risulta inequivocabilmente avere pesanti contiguità con le cosche calabresi è Rosario MONTELEONE, ex Margherita ed ora Udc. Questi, dagli atti di Reggio Calabria, risultava essere stato in contatto diretto con GANGEMI, il capo locale della 'Ndrangheta a Genova. Il cugino di MONTELEONE, nell'estate scorsa, era stato arrestato nell'ambito dell'operazione INFINITO della DDA di Milano.
Tra MONTELEONE e GANGEMI vi erano contatti ed incontri, molteplici occasioni al tempo delle elezioni regionali del 2005, ben immortalati anche nelle testimonianze di alcuni esercenti limitrofi al negozio del GANGEMI, "Mimmo, il regno dell'Ortofrutta, in Piazza Giusti a Genova.
MONTELEONE, risulta poi dalla ricostruzione dell'indagine e dalle intercettazioni, aver stretto un "patto" con gli uomini della 'ndrangheta a Genova. Risulta che quel patto non era stato rispettato da MONTELEONE, mandando su tutte le furie gli 'ndranghetisti genovesi che si sentono traditi, dopo averlo aiutato, assolvendo alle sue richieste.
E MONTELEONE è l'ago della bilancia in Regione Liguria. Dove si colloca l'Udc risulta fondamentale per gli equilibri politici ed elettorali, soprattutto in occasione delle elezioni regionali del 2010. MONTELEONE era già in Regione e vi torna, sempre nella coalizione con Claudio BURLANDO, nel 2005 con la Margherita e nel 2010 con l'Udc. Viene eletto Presidente del Consiglio Regionale della Liguria. Per celebrare la rielezione la cena di festeggiamento la realizza nel ristorante l'AMBANATA del boss di Cosa Nostra Gianni CALVO (poi dirà che era stato Umberto LO GRASSO, consigliere comunale di Genova, oggi entrato nell'Italia de Valori di Di Pietro, ad aver organizzato la serata). Nel frattempo l'Udc ha incassato tutto quello che poteva incassare, compresa la nomina nel Cda dell'Istituto pediatrico G.Gaslini (promossa da Marta VINCENZI; sindaco "antimafia" di Genova, affiancata da Nando Dalla Chiesa quale consulente per "la Città dei Diritti") del farmacista Donato BRUCCOLERI, cognato di Totò "Vasa Vasa" CUFFARO. Altro particolare è che MONTELEONE ha anche un fratello che risulta essere maresciallo dei Carabinieri, in servizio in quel savonese, dove certe cose non le si vede(va).
Ed a questo punto vi è' l'altro dettaglio: MONTELEONE in Regione, per la funzione che svolge, può promuovere e dare incarichi. Ed in Regione è stata trasferita - dalla Provincia - la moglie di quel pm Lari a cui Vincenzo Scolastico ha fatto seguire l'indagine MAGLIO e l'operazione MAGLIO 3... ma anche quel filone che aveva portato all'arresto di Onofrio GARCEA e Giuseppe "Pino" ABBISSO (uomo legato al boss Gianni CALVO ed agli altri capibastone siciliani) e dove proprietario della finanziaria usata dal GARCEA vi era un'esponente dell'Udc, Pietro Ferdinando MARANO, candidato alle ultime elezioni regionali con MONTELEONE, e per cui si era anche mosso GARCEA al fine di garantirgli, come scrivono al ROS, un sostegno elettorale.
Era quindi palesemente opportuno che il Pm Lari non si occupasse di quell'inchiesta, dove la figura di MONTELEONE compariva più volte. Ed invece Scolastico ignora il "dettaglio".
Nel frattempo dalla DDA di Torino comunicano a Scolastico che non possono più aspettare e che devono procedere con l'Operazione volta a colpire i locali della 'Ndrangheta del sud Piemonte che facevano capo alla camera di controllo ligure dell'organizzazione 'ndranghetista, a Ventimiglia.
Dopo l'Operazione MAGLIO della DDA di Torino la DDA di Genova deve muoversi. Nomi e cognomi, fatti ed elementi sugli 'ndranghetisti liguri sono riportati nell'Ordinanza di custodia cautelare del GIP di Torino. Non si può più attendere.... e così scatta l'Operazione MAGLIO 3. In questa risultano gli apporti e rapporti politici della 'Ndrangheta. Quelli di MOIO (prima con il centrodestra ventimigliese, poi con il centrosinistra imperiese ed in ultimo con la coalizione di BURLANDO alle ultime regionali), ma anche quelli di SASO, MINASSO, PRATICO' (tutti e tre del Pdl) ed ancora MARANO (Udc) e DAMONTE (Idv). Risulta anche evidente che anche MONTELEONE aveva stretto un patto con gli 'ndranghetisti, patto che poi ha violato... ma come dice la giurisprudenza: se il patto viene violato, significa che comunque che sia stato stretto!
La DDA di Genova però non procede sulla Damonte, non procede su Marano, non procede su Monteleone. E cosa succede? La moglie del pm Lari è divenuta dirigente in Regione (a seguito di trasferimento dalla Provincia), dove Presidente del Consiglio Regionale è Rosario Monteleone!
Ecco: il dubbio che può essere, a questo punto, legittimamente, sollevato e che rischia di minare l'inchiesta, l'Operazione e la stessa credibilità dell'Istituzione. Chiunque può sollevare il dubbio che Monteleone non sia finito indagato in quell'inchiesta, nonostante quanto emergeva, per quel trasferimento presso gli Uffici della Regione della moglie del pm. E la cosa grave è che questo dubbio - e ciò che ne consegue - poteva essere evitato... se chi, coordinatore della DDA, avesse evitato, per una evidente questione di "opportunità", di incaricare a seguire quell'inchiesta quel pm e ne avesse incaricato un altro. Ma allora si deve tornare a ricordare che con la gestione Scolastico la DDA di Genova - come risulta dal sito del CSM - è ridotta ai minimi termini, con due soli pm (Panichi e Franz), Lari non risulta nemmeno, e che Scolastico l'unica integrazione a quel delicato e importante struttura l'ha fatto per inserire, il suo ex braccio destro savonese, il pm Alberto Landolfi (dislocato a Mostar).
Ora, vista questa distrazione da parte di Scolastico, abbiamo davanti il rischio concreto che qualcuno sollevi questioni sull'indagine e quindi si perda tempo... e quindi si faccia scorre il tempo... con il solo vantaggio per gli 'ndranghetisti imputati e quelli agli arresti.
Perché abbiamo raccontato tutto questo? Semplicemente perché bisogna essere obiettivi. Dire ed indicare sempre le cose che funzionano e quelle che non funionano. Solo da un quadro complessivo si può valutare. Se tali valutazioni fossero compiute da chi di dovere si eviterebbero "dettagli" preoccupanti e pericolosi.
Se, ad esempio, il CSM (ed in parte anche la Procura di Torino) avesse guardato con attenzione alla situazione ligure, non tanto per quello che abbiamo più volte indicato noi, ma, ad esempio, per le dichiarazioni nette della Dott.ssa Canepa, forse a Genova non si sarebbe in questa situazione, dove una palese situazione di "opportunità" non valutata rischia di compomettere il lavoro di anni. Forse, ancora, a Savona non si sarebbe potuto nemmeno consumare, ad esempio, quell'oltraggioso ed infamante attacco al Potere Giudiziario, alla Procura ed al Procuratore Granero, promosso dal NUCERA Andrea.... perché quello del NUCERA, infatti, appare come l'urlo disperato di chi era convinto che da quel Palazzo di Giustizia non si sarebbe mai mosso nulla contro i suoi affari e che, invece, scopre che da quando il Procuratore Granero è a capo di quella Procura la Legge è uguale per tutti ed anche, quindi, per lui!
Ed attenzione perché la Liguria e la DDA di Genova è una realtà chiave per poter arrivare a colpire in modo deciso e pesante la 'Ndrangheta. Non solo perché qui vi è ancora, non intaccata dall'Operazione MAGLIO, la 'ndrangheta che si è fatta impresa, che punta alle grande opere (tra Liguria e Val Susa) e che ha già il grosso degli appalti pubblici, grazie alle amministrazioni di centrosinistra ed ai grandi subappalti e incarichi dai colossi delle cooperative rosse e dalle società pubbliche. E non solo perché qui vi è uno dei fulcri di quella triangolazione "maledetta" della 'ndrangheta che si è fatta impresa, con l'asse Alessandria-Torino e l'asse Pavia-Milano. Ma perché se non si colpisce in Liguria, Reggio Calabria da sola non ce la può fare, così come da sole non ce la possono fare le DDA di Milano e Torino.
E guarda caso mentre le DDA di Reggio e Milano, così come la Procura di Savona con Granero e quella di Sanremo con Cavallone, puntano al cuore della 'ndrangheta e di quel sistema di illegalità incancrenito (fatto anche di condizionamento/infiltrazione nella politica e nell'economia, così come alle grandi speculazioni edilizie che devastano il territorio e che spesso nascondono il grande riciclaggio, truffe e frodi, anche di soggetti che nulla hanno a che fare con la 'Ndrangheta), arrivano puntuali gli attacchi infamanti, i tentativi di delegittimazione promossi da più parti e da altre, prontamente, assecondati. Ecco perché la DDA di Genova è un tassello fondamentale in questa lotta ed ecco perché da tempo chiediamo soluzione ad una situazione "critica" ormai intollerabile, arrivata dopo anni ed anni di irrefrenabile "indebolimento" durante la gestione Lalla, dopo la partenza del Procuratore Pellegrino... e che ha raggiunto l'apice con l'arrivo di Scolastico.
Noi sappiamo che le Procure sotto attacco oggi sono quelle che stanno lavorando in modo determinato, corretto e costante... e non ci pare davvero possa considerarsi un caso che chi di dovere, mentre tace ed è immobile sulla realtà critica di Genova, si muova invece, accreditando (o non respingendo con nettezza al mittente) gli attacchi infamanti e vergognosi, contro chi guida le Procure in prima linea nel contrasto alla 'Ndrangheta ed alle sue infiltrazioni e collusioni con politica e pezzi dello Stato, siano essi semplici agenti delle Forze dell'Ordine e Magistrati infedeli. L'esempio emblematico di questo rovesciamento della realtà è, crediamo, l'attacco che è stato portato al Procuratore Pignatone... ed a chi, a Reggio Calabria ed altrove, non si piega a condizionamenti o intimidazioni, ma va avanti nel proprio lavoro di servitore fedele dello Stato!
PS
Se a qualcuno fosse sfuggito un dettaglio: in Calabria i mafiosi e sodali costruiscono accuse infamanti e infondate contro il Procuratore Pignatone, mentre a Savona il costruttore NUCERA, dall'impero con i piedi d'argilla, si scaglia contro la Procura che "osa" procedere su di lui ed il suo "impero"... Invece il potente boss Carmelo GULLACE scendeva in campo per difendere il procuratore Scolastico ed il pm Landolfi... ma questo lo avevamo già raccontato leggi qui
PS 2
Alla Procura di Genova è stato trasferito il valido ed esperto Procuratore Aggiunto Niciola Piacente. Questi ha lavorato alla DDA di Milano con Ilda Boccassini e, sempre a Milano con Armando Spataro. Le sue capacità e la sua professionalità sono di straordinaria importanza per la DDA di Genova. Ma anche qui: perché il Procuratore Scolastico non lo ha assegnato (a quanto risulta) alla DDA? E perché si lamentava del fatto che un quotidiano genovese avesse scritto che Piacente sarebbe venuto a seguire la DDA di Genova? Noi, come dicemmo in occasione della notizia del suo trasferimento nel capoluogo ligure, siamo felici del fatto che sia tornato a Genova... e ci pare davvero curioso che un facente funzioni di Procuratore Capo, come Vincenzo Scolastico, avendo a disposizione l'esperienza, capacità e conoscenza di un magistrato come Piacente, non sia stato il primo ad apprezzare tale trasferimento e non abbia provveduto ad inserirlo immediatamente nella DDA!






