In una pagina analisi e proposte se si vuole davvero colpire la 'Ndrangheta
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Prendiamo atto, una volta per tutte, che:
1) Gli arresti non sono sufficienti per sconfiggere la 'ndrangheta;
2) Non sono nemmeno sufficienti le condanne inflitte agli 'ndranghetisti;
3) Non sono sufficienti i sequestri dei beni (che devono attendere anni ed anni per divenire confische).
Le semplici modifiche normative necessarie:
a) approvare la riforma dell'art. 416-ter del Codice Penale (per colpire effettivamente il voto di scambio ed il patto politico-mafioso);
b) escludere dalla possibilità di ricorrere al "rito abbreviato" (ovvero agli sconti di pena) per gli imputati dei reati previsti dagli artt. 416, 416 bis e ter del Codice Penale, nonché per reati "connessi" (estorsione, usura, riciclaggio, traffico di stupefacenti,...), così come gli imputati di reati contro la pubblica amministrazione e la libera concorrenza (corruzione, turbativa libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato...);
c) aumentare le pene previste per i reati del 416 bis e connessi, con inasprimento del carcere duro (41-bis), così come l'esclusione da qualsivoglia beneficio (come l'affidamento ai servizi sociali o lavori esterni al cercare) dei soggetti condannati per reati di mafia e connessi;
d) ridurre drasticamente, anche attraverso l'aumento dell'organico dei Tribunali, i tempi tra sequestro e confisca dei beni.
Modifiche e interventi semplici che però nessuno, a quanto pare, vuole portare avanti ed approvare...
Poi ci sono quei provvedimenti che, ancora, si attendono da anni, come il prevedere la possibilità di scioglimento per infiltrazione e condizionamento mafioso anche delle Regioni, oltre che delle Amministrazioni Comunali, e la riorganizzazione del sistema di protezione per collaboratori e testimoni di giustizia. E' ora che le Interdizioni Antimafia delle Prefetture vedano un rafforzamento dal punto di vista normativo così da impedire gli aggiramenti o anche "interpretazioni" morbide da parte della Giustizia Amministrativa (Tar e Consiglio di Stato).
E’ necessario, inoltre, una volta per tutte, che le Procure (tutte, da Nord a Sud) contestino con fermezza il concorso esterno di quegli imprenditori e professionisti che, piegandosi (o vendendosi) agli uomini delle cosche, sono divenuti COMPLICI, contribuendo, nei fatti, al rafforzamento e arricchimento dell'organizzazione mafiosa.






