CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.
A Genova la logica dei doppi binari sembra una tradizione a cui non si vuole rinunciare. Mentre i reparti investigativi lavorano e mettono a segno importanti risultati per estirpare le mafie, ci sono pezzi delle Istituzioni che remano contro, anzi che fanno esattamente il contrario.
Partiamo dall'azione di "pulizia". La DIA di Genova con l'Operazione "Terra di Nessuno" ha dato il via ad un'azione per colpire al cuore l'organizzazione criminale: nel patrimonio. Dopo il colpo inflitto alla famiglia siciliana dei CANFAROTTA, anche i loro "amici" sono finiti nei guai. E' iniziato l'effetto domino. Così che sono iniziati i sequestri alla famiglia calabrese degli ZAPPONE da parte della Polizia di Stato. Se però il sequestro promosso dalla DIA, con il pm Lari della DDA, ai CANFAROTTA ha portato al sequestro dell'intero patrimonio pari a circa 5 milioni di euro, quello applicato a ZAPPONE dalla Polizia di Stato, con il pm Nanni sempre della DDA, è stato un sequestro parziale dei beni riconducibili all'attività criminale degli ZAPPONE, ovvero solo 4 "alcove"... ora aspettiamo il seguito! Ma oltre ai sequestri è stata promossa, dai reparti investigativi, la necessità di porre Benito Canfarotta, Filippa Lo Re, Salvatore Canfarotta, così come di Salvatore Zappone, alla sorveglianza speciale (il figlio del Salvatore, Cecilio Zappone, era già agli arresti da un anno per aver gambizzato un marocchino nella zona della Maddalena)...
Oggi siamo andati a Campomorone, sulle alture della Valpolvecera, dove da decenni vive ed opera Antonino Lo Iacono, il luogotenente di Giuseppe Piddu Madonia a Genova. Siamo andati per distribuire un volantino che rendesse noto ai cittadini lo spessore criminale dell'uomo d'onore della famiglia di Vallelunga e per invitare lo stesso a collaborare con lo Stato... tanto come diciamo sempre, prima o poi lo Stato arriva e come avrà potuto constatare con il sequestro dei 2 milioni di beni, arriva anche da lui...
Dopo l'avvio dell'Operazione Pandora della Guardia di Finanza, dopo l'Operazione "Terra di Nessuno" della DIA con i sequestri dei beni (5 milioni di euro) alla famiglia CANFAROTTA, dopo l'avvio dei sequestri al boss del centro storico genovese legato alla 'ndrangheta Salvatore ZAPPONE (il figlio è agli arresti), un nuovo colpo alle mafie è stato inflitto al clan di Piddu MADONIA a Genova.
La DIA di Genova e Caltanissetta ha sequestrato beni per circa 2 milioni di euro riconducibili ad ANTONINO LO IACONO, storico esponente apicale del clan di Caltanissetta, dagli anni '80 attivo nel nord Italia ed in particolare sull'asse Genova-Milano...
Un anno fa pubblicammo la mappatura della zone della Maddalena, naturalmente escludendo alcuni punti chiave, come quello di Vico del Pepe o quelli dell'area di San Bernardo. Lo facemmo per spingere il più possibile la risposta dello Stato e per far capire che le cose si sanno, naturalmente senza mai rivelare fatti relativi all'inchiesta che potessero in qualche modo comprometterla. Adesso pubblichiamo una mappatura di Certosa, rione del quartiere di Rivarolo... come diceva il vecchio nome del consorzio dei commercianti... la terra dei "pirati". Lo facciamo perché il livello di controllo del territorio in questa zona, come abbiamo denunciato anche, ultimamente, con la mobilitazione in Piazza Petrella ed il video sulla vallata, è pesante, troppo pesante e insostenibile...
A Gela Cosa Nostra e Stidda andavano sempre d'accordo sotto l'egida "Emmanuello". Ma la pacchia loro è finita, come è finito Daniele Emmanuello... nel cui stomaco erano stati trovati pizzini che il boss cercava di nascondere prima dell'ultima fuga e che invece sono stati molto utili per le indagini. Il "pizzo" ma anche le solite infiltrazioni nell'edilizia, non solo il pagamento di tangenti ma anche l'assunzione di operai e la fornitura di materiali erano ciò che veniva imposto dalla "famiglia" degli Emmanuello. Dopo i recenti arresti dei "gelesi" che operavano lungo l'asse Gela-Genova-Milano e che volevano uccidere Rosario Crocetta, un altro colpo è arrivato con l'Operazione Cerberus, eseguita dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, come disposto dal Gip Giovanbattista Tona, su richiesta dei giudici della DDA, il procuratore Sergio Lari, l'aggiunto Domenico Gozzo ed il sostituto Nicolò Marino. Calogera Pia Messina, detta "Zì Calina", madre di Daniele Emmanuello, non aveva solo coperto la latitanza del boss al vertice della cosca, ma ne aveva preso il "testimone", quindi la guida del clan. Con la signora, nell'operazione antimafia, sono finiti agli arresti : Giuseppe Billizzi, di 37 anni; Luigi Cannizzaro, di 45 anni; Stefania Cascino, di 31 anni; Giuseppe Cassarino, di 51 anni; Crocifisso Cavaleri, di 55 anni; Giorgio Davide Lignite, di 39 anni; Orazio Pirro, di 35 anni, imprenditore; Alessandro Rolla, di 27 anni; Sandro Missuto, di 31 anni. Mentre altri provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere a Carmelo Massimo Billizzi, di 36 anni, ritenuto il luogotenente di Emmanuello; Giuseppe Bassora, di 36 anni; Domenico Vullo, di 33 anni.
E chissà come l'avranno presa i gelesi che sono qui a Genova...
Gli arresti di alcuni degli elementi apicali della 'decina' gelese del clan di Piddu Madonia, attiva ed operante nel nord Italia e principalmente tra Milano e Genova, che richiedeva il "pizzo" anche alle imprese del Nord e progettava un ennesimo attentato contro il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, sono solo un passaggio. Occorre continuare a colpire senza sosta i boss, gli affiliati ma anche e soprattutto i fiancheggiatori e quella rete di "protezione" che con i "colletti bianchi" garantisce il perpetuarsi dell'infiltrazione mafiosa nell'economia "legale" così come nella politica e nelle Istituzioni, al Sud come al Nord. La capacità di riorganizzare il sodalizio mafioso dei riesini e gelesi nelle città di Genova e Milano, dopo i duri colpi inflitti negli anni passati, dimostra che se non si va a colpire e recidere con decisione i "collettori" con il Potere legale, tutto sarà ancora come una lotta tra guardie e ladri eterna che non scalfisce la capacità di intimidazione, controllo del territorio, infiltrazione e riciclaggio. Per questo continueremo ad indicarli, a contrastarli su quei territori che un patto non scritto con pezzi delle Istituzioni gli sono stati lasciati come una sorta di zona franca in cambio della pax e spesso di voti. Per questo continuiamo ad insistere e pretendere che i beni confiscati al clan di Piddu Madonia a Genova, in Vico delle Mele, vengano riattivati - così come concordato finalmente dopo anni - per un progetto partecipato che veda coinvolti gli abitanti della Maddalena e tutte le associazioni disponibili, perchè nessuno può considerare i beni confiscati come cosa propria bensì perchè sia chiaro che sono patrimonio recuperato alla collettività. Per questo i primi di maggio, come annunciato, il "Cammino" arriverà in Sicilia, ed a Gela... Lo Stato deve continuare, con l'azione repressiva e giudiziaria, a colpire le cosche e le loro collusioni, ma la cittadinanza attiva ha il dovere di fare la propria parte, non a parole, non con compromessi o ipocrisie, per far sentire e crescere il rigetto sociale per i mafiosi ed i loro complici, spingendo a rompere quell'omertà che protegge quegli affari intrisi di sangue. Ecco il volantino che verrà distribuito in questi giorni a Genova...
La decina del clan di Piddu Madonia, che si è riattivata come se nulla fosse dopo i colpi inflitti dalla magistratura, dopo l'aver rimesso in pista come alleati i vecchi nemici che si sparavano per le vie della città, si sta riorganizzando al meglio...