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A Reggio per parlare dei fatti. Prima in Procura poi la conferenza stampa

28.04.2007 - Il Quotidiano della Calabria
I dirigenti della Casa della legalità di Genova "avvisati" dalla Procura antimafia
«La relazione Basilone va divulgata»
Attacco alla famiglia Laganà:  «Clamoroso conflitto di interessi»
di Pino D’Amico


Attacco frontale alla famiglia Laganà. Attacco sostenuto invocando trasparenza e legalità. Così l'incontro sul tema "Relazione Basilone e significati della sentenza sul barbaro omicidio del medico Luigi Joculano", promosso dal Cidis, si trasforma in un vibrante assalto a Mario Laganà e alla figlia Maria Grazia. E' bene chiarire che sia il Cidis, sia il suo presidente Demetrio Costantino, non hanno avuto alcuna parte in causa.
L'offensiva è maturata, improvvisamente, dai vertici della Casa delle legalità e della cultura di Genova. Il presidente Christian Abbondanza e la dirigente Simonetta Castiglion, i quali ieri mattina sono stati ascoltati dal pm Giuseppe Lombardo perché colpiti da informazione di garanzia per avere pubblicato sul sito dell'Associazione, la relazione conclusiva della commissione di accesso agli atti dell'Asl 9 di Locri, meglio conosciuta come "relazione Basilone", non sono andati per il sottile. Secondo i due relatori genovesi, gli atti amministrativi sono pubblici, quindi vanno divulgati. Proprio dai contenuti della relazione Basilone, Abbondanza e Castiglion colgono elementi utili per sferrare il loro attacco.
"L'onorevole Mario Laganà ha diretto l'Asl 9, quindi non poteva non sapere delle zone grigie che in essa si allignavano. - ha sostenuto il presidente Abbondanza - Sua figlia, l'onorevole Maria Grazia Laganà, moglie di Francesco Fortugno, è indagata. Come fa a sedere in Commissione antimafia? Questo è il più grande conflitto di interessi mai avvenuto nella Repubblica italiana. Maria Grazia Laganà, è a conoscenza di fatti, persone e circostanze indispensabili a comprendere il quadro in cui è maturato l'omicidio del marito, ne era la moglie divenuta la grande accusatrice dei giudici reggini che non fanno bene il loro lavoro, a suo giudizio sulla base della sue conoscenze di fatti e persone, ed anche su come sia stata possibile l'infiltrazione nell'Asl 9 da parte della 'ndrangheta. La signora, era vicedirettore sanitario e responsabile del personale di quella Asl, in cui il marito, primario, lavorava da decenni. Non era né una passante, né una semplice impiegata, bensì una funzionaria dirigente, con compiti e responsabilità definite dalla legge".
La requisitoria di Christian Abbondanza dilaga.
Il presidente dell'Associazione ligure parla dei legami di 'ndrangheta che esistono tra la provincia di Reggio e il genovese, dove sono presenti alcune 'ndrine impegnate nel campo degli appalti pubblici.
Per il finale, ancora una stilettata all'onorevole Maria Grazia Laganà: "Parli nelle sedi idonee e fornisca elementi di prova sulle accuse che muove. Non lanci messaggi cifrati. Parli di quello che succedeva all'Asl 9 di Locri, delle conversazioni e frequentazioni. La smetta di omettere le conoscenze dirette dei fatti che lei ha".
Tornando all'incontro del Cids, vi è da dire che i lavori sono stati avviati da Demetrio Costantino. Nel suo intervento, il presidente del Cidis, ha sottolineato le colpe di una politica distratta che ha finto di non capire gli scenari in cui è maturato l'omicidio del medico gioiese Joculano, uomo di cultura e stimato politico, che si ribellò reagendo alle illegalità e alle ingiustizie, pagando con la propria vita il suo impegno sociale.
Per quanto riguarda la relazione Basilone, Costantino si è detto perfettamente in linea con il vice ministro dell'Interno, Marco Minniti che sostiene la necessità di leggere la relazione della commissione d'accesso in tutti gli istituti scolastici.
I lavori sono stati conclusi dalla professoressa Liliana Esposito Carbone, madre di Massimiliano, il giovane impiegato di una cooperativa, assassinato a Locri, la quale si è soffermata sulla vicenda evidenziando di avere sempre chiesto verità e giustizia.



28.04.2007 – Calabria ora
La “Casa della Legalità” di Genova ospite di Costantino
Al convegno del Cids Abbondanza e Castiglione hanno parlato di Joculano, Libera e Relazione Basilone
di Riccardo Tripepi

Reggio Calabria – La sentenza Joculano, l’attentato alla Valle del Marro, il devastante articolo di Curzio Maltese, la Relazione Basilone. Un mix di eventi che hanno profondamente scosso la città di Reggio e quanti da anni si occupano di lotta alla criminalità organizzata.
Il CIDS (Comitato Interprovinciale per il Diritto alla Sicurezza), presieduto da Demetrio Costantino, ha cercato di fare il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa convocata, ieri pomeriggio, presso Palazzo San Giorgio. A fianco del CIDS, la Casa della Legalità e della Cultura, associazione genovese, rappresentata dal suo presidente Christian Abbondanza e da Simonetta Castiglione. Al tavolo dei relatori anche Liliana Carbone, madre del povero Massimiliano, giovane di Locri freddato dalla mano della ‘ndrangheta.
”E’ di grande significato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi – ha dichiarato Demetrio Costantino – che ha condannato all’ergastolo il killer Rocco Pasqualone e il mandante Giuseppe Piromalli per l’efferato omicidio di Luigi Joculano. Le accuse del pm e la sentenza evidenziano chiaramente le colpe di una politica distratta che fingeva di non capire quanto stava avvenendo”.
Da questa sentenza, anche in segno di rispetto per la memoria di Joculano, la città di Reggio deve ripartire, secondo il presidente del Cids, per “fare emergere la responsabilità dell’intreccio fra politica e criminalità nella provincia reggina, anche attraverso una rilettura critica della storia della Calabria”.
Non vanno sicuramente in questa direzione, articoli come quello apparso su “Repubblica” a firma di Curzio Maltese. “Raddoppiare le cifre, far passare per collusi alla criminalità, tutti i calabresi, non serve a nessuno – ha detto ancora Costantino – e non corrisponde alla verità. I giornalisti dovrebbero, per la loro parte, contribuire all’analisi dei problemi in modo aperto e senza lasciarsi orientare”.
Gli ospiti della Casa della Legalità hanno poi concluso l’incontro con una dettagliata analisi della Relazione Basitone e delle infiltrazioni mafiose della As di Locri, chiedendo le dimissioni dell’On. Maria Grazia Laganà dalla Commissione Antimafia.


28.04.2007 – Gazzetta del Sud
di Domenico Malara
”Sulla Relazione Basilone e in particolare sull’intricata vicenda riguardante l’omicidio Fortugno, si è soffermato anche il presidente della “Casa della Legalità e della Cultura” Christian Abbondanza, il quale ha espresso critiche nei confronti dell’On. Maria Grazia Laganà.”

 

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