Genova, bufera sul Lido dei vip
Il difficile recupero di un simbolo della Liguria. L'opposizione: indagate, dietro c'è la mafia. La Finanza. per ora nessun fascicolo...
Se le acque del Lido potessero, racconterebbero di una giovane timida con la corona di Miss. Era il 1952 e la ragazzina si chiamava Sofia Scicolone. Soltanto più avanti diventò la Loren. Sullo stesso mare hanno scherzato e cantato Paolo Villaggio e Fabrizio De André. Eccoli i bagni Lido. I più grandi d'Europa quando furono costruiti nel 1908, un simbolo per Genova e per l'Italia balneare.
Oggi intorno ai Lido e al mega-progetto per recuperarli Genova si è spaccata. Una divisione che ha spinto il sindaco Marta Vincenzi sull'orlo della crisi, quando l'opposizione e parte della maggioranza di centrosinistra bocciarono il progetto. Ieri l'ultimo capitolo: un consigliere comunale, Gianni Bernabò Brea (La Destra), presenta un'interpellanza: «Secondo notizie di stampa, il progetto Nuovo Lido avrebbe solleticato gli appetiti della criminalità organizzata». Di più: «Dalle indagini emergerebbero collegamenti con un'altra inchiesta su appalti a imprenditori in odore di 'ndrangheta». Una bomba. Procura, Finanza e Dia, però, hanno smentito a «La Stampa» l'esistenza di un fascicolo sul caso Lido: «Studiamo il progetto, come per tutte le grandi operazioni immobiliari». Non è bastato, però, per fermare le polemiche sul progetto che cambierà la spiaggia dei genovesi. Della borghesia, soprattutto, che d'estate affolla le vecchie cabine. Qui si discute di mare e di affari, qui nascono amicizie e alleanze.
Certo, il fascino dei Lido deriva anche dall'aspetto decadente, ma ci voleva un intervento. Così gli storici gestori, la famiglia Rizzo, hanno trovato un socio: Mario Corica ha portato una dote da 100 milioni. In molti hanno storto il naso: «Una persona che finora ha gestito piccole società ottiene un simile finanziamento?», chiede Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità. Altri, come lo stesso Bernabò Brea, puntano il dito sul mondo politico che starebbe alle spalle di Corica, vice-presidente della Fiera di Genova su indicazione del centrosinistra. L'interessato non nega: «Il segretario Pd Mario Tullo e il governatore Claudio Burlando sono amici fraterni, ho passato l'infanzia a giocare a pallone con loro. Non ho spinte politiche». Merito del progetto, sostiene Corica, anche l'appoggio del sindaco.
Quasi quasi ci si dimentica di parlare del progetto. A guardare i «rendering» degli architetti non sembra una delle classiche colate di cemento. Però fa una certa impressione vedere le case sulla spiaggia. Dopo la prima bocciatura in consiglio comunale, il progetto è stato ridotto e si appresta a essere approvato. Così sul Nuovo Lido arriveranno 1600 metri quadrati di case, 20 appartamenti. Poi 40 posti letto nella foresteria del Circolo Velico. Ancora: parcheggi e negozi. Le cabine saranno 950 (oggi sono 1000). I progettisti giurano: tutto in materiali ecologici. Ambientalisti e abitanti replicano: «Non era proprio possibile un'operazione di semplice recupero, nell'interesse pubblico e non di pochi?», chiede Andrea Bignone di Italia Nostra.
Di sicuro un intervento consistente, anche se accurato. Le simulazioni degli architetti sono belle. Ma sono, appunto, simulazioni.
Ferruccio Sansa
