Finisce la latitanza di Maesano - Si nascondeva in Svizzera
Vicino ai clan "Pangallo-Favasuli", era ricercato da anni
Finisce la latitanza di Maesano - Si nascondeva in Svizzera
REGGIO CALABRIA - Fortunato Maesano, 53 anni di Roghudi si nascondeva in Svizzera, aveva lasciato la Calabria per sfuggire alla giustizia. Ieri, però, è stato arrestato dalla polizia elvetica che lo stava cercando da dodici mesi in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo, diretta dal tenente Antonio Sframeli.
Fortunato Maesano è ritenuto dagli inquirenti reggini un elemento di spicco del gruppo criminale "Maesano-Pangallo-Favasuli", un tassello importante di quella cosca che esercita il proprio predominio territoriale sui centri di Roghudi, Roccaforte del Greco e nell'area gracanica della provincia di Reggio Calabria.
Il cinquantatreenne aveva deciso di trasformare un piccolo paese del cantone vallese in un comodo rifugio, bastevole a consentirgli una tranquilla latitanza. Fra la gente di Maler Brig aveva trovato accoglienza e il suo passato non pesava sui rapporti sociali. La fuga di Fortunato Maesano è durata diversi anni. Da dodici mesi, però, gli uomini del colonnello Antonio Fiano avevano fatto un cerchietto rosso sulla sua foto segnaletica: Maesano era uno dei latitanti da ricercare, un obiettivo da raggiungere. Le indagini hanno portato i carabinieri melitesi a seguire le tracce del ricercato nelle regioni del nord Italia e, poi, oltre i confini nazionali verso la Svizzera. Nell'attività di intelligence è stata così tirata dentro anche la polizia elvetica che, ieri mattina, ha fisicamente operato l'arresto del latitante. Fortunato Maesano è stato individuato, mentre stava attraversando una strada di Maler Birg; i poliziotti della gendarmeria svizzera l'hanno identificato e gli hanno stretto le manette ai polsi. Maesano non ha opposto resistenza e, dopo il rito della fotosegnalazione, è stato accompagnato presso una casa circondariale svizzera.
Adesso gli investigatori italiani sono in attesa che venga applicato il provvedimento di estradizione registrato presso la Corte di appello di Reggio Calabria e che il cinquantatreenne di Roghudi venga trasferito presso un carcere italiano.
Nel curriculum criminale di Fortunato Maesano spicca una condanna in primo grado alla pena dell'ergastolo. I giudici reggini lo hanno ritenuto responsabile del barbaro assassinio di Mario e Sebastiano Zavettieri, uccisi a Prunella di Melito Porto Salvo nel 1994.
Nei suoi confronti, la Procura generale di Reggio Calabria aveva emesso un ordine di esecuzione per la carcerazione. Il provvedimento era partito, poiché Fortunato Maesano era stato condannato alla pena di 10 anni e 9 mesi di reclusione per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione, detenzione e porto di armi da guerra.
