Terremoto giudiziario a Vibo
Terremoto giudiziario a Vibo
Proseguono davanti al gip gli interrogatori di garanzia
"Dinasty 2", emergono veleni e intrighi qualcuno tentava di delegittimare l'inchiesta
Nicola Lopreiato
Vibo Valentia - È l'inchiesta dei veleni e degli intrighi quella che i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Salerno hanno denominato "Dinasty 2 - do ut des", scattata venerdì scorso a Vibo Valentia.
I magistrati stanno cercando di fare piena luce su alcuni elementi emersi nel corso delle indagini in base ai quali ci sarebbe stato anche un tentativo di delegittimare l'attività investigativa. Da quanto emerge, in ambienti vicini al giudice Pasquin nel corso di una perquisizione sarebbe stata trovata una denuncia a carico di alcuni poliziotti della Questura di Vibo Valentia, che da anni seguivano passo passo i movimenti del presidente della sezione civile del Tribunale Patrizia Pasquin, della sua socia in affari Settimia Castagna, nonché di avvocati e altri imprenditori che agivano nel "mare magnun" della corruzione. L'esposto, arrivava ad ipotizzare presunte collusioni tra alcuni investigatori e lo cosche della 'ndrangheta.
Sul piano strettamente giudiziario, invece, proseguono gli interrogatori di garanzia a carico delle tredici persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari. Ieri davanti al gip Anita Mele di Salerno sono comparsi l'avvocato Michele Accorinti di Tropea; Pierina Penna, commerciante di Pizzo Calabro; Fortunato Polito, imprenditore di Mileto (marito di Settimia Castagna anche lei in carcere) che si è avvalso della facoltà di non rispondere, nonché Salvatore Valenzise, di Nicotera, nipote di Giuseppe Mancuso.
17.11.2006 –Gazzetta del Sud
Terremoto giudiziario Il gip interroga Michele Accorinti
I pm avevano chiesto 45 arresti, presentato il ricorso al TdL
Camera penale: il presidente si autosospende. L'avv. Filippo Accorinti e il dott. Franco Palaia reagiscono
Nicola Lopreiato
I pubblici ministeri della Distrettuale antimafia di Salerno non mollano. L'inchiesta che ha provocato un vero e proprio terremoto giudiziario va avanti ed è destinata a tenere con il fiato sospeso tutte le persone coinvolte. Sulla base di quanto è trapelato i magistrati della Dda avevano chiesto in totale l'arresto di 45 persone, mentre il gip ne ha concessi 13, tra cui il giudice Patrizia Pasquin. Nelle richeste dei pm figura l'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti. Custodia cautelare, in carcere ed ai domiciliari, era stata chiesta anche nei confronti di molte altre persone indagate come il sindaco di Parghelia Vincenzo Calzona, l'ing. Nicola De Rito (sindaco di San Costantino), Giuseppe Esposito, funzionario del ministero delle attività produttive, degli avvocati Antono Galati, Giovanni Vecchio, Santo Gurzillo, Domenico Marchese e Gaetano Scalamogna. Identiche richieste anche per Michelangelo Aiello, Ilo Ugo Mario Bianchi, Maria Teresa Callà, Umberto Cesare Augusto Franco, Vincenzo Galizia, Francesco Maria Gatto, Fabio Gentile, Guglielmo Grillo, Claudio La Russa, Antonio Mancuso, Domenico Mancuso, Pantaleone Mancuso, Francesco Miceli, Alfonso Nastro, Luciano Giovanni Filippo Neri, Franco Palaia, Antonio Pugliese, Lucia Schiariti e Giancarlo Sganga.
La Procura intende far valere la tesi accusatoria ed ha deciso di ricorrere al Tribunale del riesame che dovrebbe emettere il suo verdetto entro pochi giorni. Ma tutti gli indagati coinvolti, successivamente, potranno ricorrere, eventualmente, in Cassazione. Una vera e propria tempesta, i cui effetti rischiano di farsi sentire a lungo.
Intanto ieri al Tribunale di Salerno si sono tenuti altri interrogatori di garanzia. Tra questi quello dell'avv.Michele Accorinti. I suoi legali, l'avv. Armando Veneto e l'avv. Giovanni Marafioti, hanno presentato atti che dimostrerebbero che l'avvocato Michele Accorinti non ha mai ricevuto alcun trattamento di riguardo da parte del giudice Pasquin. Anzi una causa, andata in discussione due mesi dopo l'approvazione della lottizzazione del Melograno Village, è stata assegnata a favore della controparte dell'avv. Accorinti.
E mentre a Salerno proseguono gli interrogatori, alcune delle persone indagate intervengono per chiarire le loro posizione. Tra questi l'avv. Filippo Accorinti: «Raccolgo tutte le mie forze dopo la feroce lapidazione ricevuta dagli organi di informazione per reagire indignato a questo assurdo linciaggio, basato su ignominiose accuse rispetto alle quali professo la mia assoluta innocenza. Non ho mai accettato alcuna utilità illecita – dice l'avv. Accorinti – né mai alcuno si è permesso di promettermela. Mai agito in danno di alcuno. Per altro anche la stessa ormai nota a tutti ordinanza del gip di Salerno, in molti passaggi attesta: "Filippo Accorinti era estraneo agli interessi di questo o di quella altra faccenda (sono le considerazioni dei magistrati non le mie). Nei miei confronti è stata operata un'interpretazione distorta di comportamenti perfettamente leciti, tenuti nel pieno e legittimo esercizio delle mie funzioni, qualunque esse siano state. Tutta la mia vita umana e professionale e soprattutto i miei conti e i miei averi sono lì a testimoniarlo, per sempre. Sono sereno e fiducioso dell'esito positivo – conclude l'avv. Filippo Accorinti – che questa vicenda giudiziaria avrà nei miei confronti ed io per primo spero ho interesse a che tutti gli accertamenti possibili ed immaginabili siano approfonditi sino a dissolvere ogni ombra di dubbio».
Interviene a tutela del dott. Franco Palaia, nella lista degli indagati, anche l'avv. Giuseppe Pitaro del foro di Catanzaro: «Il dott. Palaia è soggetto estraneo ai fatti in questione e immotivatamente viene catapultato all'interno di presunte circostanze criminali. Il dott. Palaia – precisa ancora l'avv. Pitaro – non è un sensitivo, bensì un valente e stimato psico-pedagogista con un ottimo curriculum professionale». L'avv. Pitaro, inoltre, rivela: «Il dott. Palaia aveva in cura la dott.ssa Pasquin, alla quale applicava una specifica terapia medica, e ciò non può essere ritenuta una colpa». Inoltre, il legale chiarisce: «Il dott. Palaia non era a conoscenza di tanti particolari prima fra tutti che da alcun giorni un pentito (Domenico Cricelli) stava rendendo dichiarazioni contenenti riferimenti alla dott.ssa Pasquin. Atti questi che sono finiti nelle inchieste della Procura distrettuale di Catanzaro».
Intanto la bufera dell'inchiesta che ha interessato il consiglio dell'Ordine degli avvocati, si è abbattuta anche sulla Camera penale. Il presidente Giovanni Vecchio, eletto da pochi giorni, ha ritenuto di autosospedersi dall'incarico. La stessa decisione era stata assunta dai tre consiglieri dell'Ordine coinvolti (Michele Accorinti, Santino Gurzillo e Gaetano Scalamogna).
