Fortugno: La Cassazione giudica credibili i pentiti
La Cassazione giudica credibili i pentiti Bruno e Novella
20/11 Dalla Cassazione arriva la 'patente di credibilita'' per i due collaboratori di giustizia (Domenico Novella e Bruno Piccolo) che, con le loro dichiarazioni, hanno portato ai primi arresti nell'inchiesta sull'omicidio del vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno. A piu' di un anno dal delitto - avvenuto a Locri il 16 ottobre 2005 - la Suprema Corte (sentenza 38052 depositata oggi, relativa alla conferma dell'arresto di Domenico Audino, presunto basista) sottolinea che, anche se ancora manca una "causale certa" sul movente, cio' non impedisce che un "grave quadro indiziario", come quello emerso, possa consentire la "qualificata probabilita' di attribuzione del reato" nei confronti degli indagati. In particolare la Cassazione ha respinto il ricorso di Audino contro l'ordinanza con la quale il Tribunale della Liberta' di Reggio Calabria, lo scorso 14 aprile, ne aveva confermato l'arresto disposto dal gip il 20 marzo 2006. Audino aveva messo in discussione, soprattutto, l'attendibilita' del Piccolo (che ha una personalita' borderline e ha parlato agli inquirenti solo sulla base di un racconto fattogli 'de relato' da Carmelo Dessi') e gli scostamenti dalla versione fornita da Novella (capo di una associazione per delinquere "diretta emanazione della cosca Cordi') sulle circostanze dell'omicidio. Alle obiezioni difensive, la Cassazione ha replicato affermando che i giudici di merito hanno "valorizzato specifici elementi (quali le circostanziate dichiarazioni dei due collaboratori, le intercettazioni telefoniche, i tabulati, gli accertamenti di polizia), apprezzandone correttamente la loro rilevanza ed operando un logico collegamento tra gli stessi". Quanto alla credibilita', la Suprema Corte dice che "il Tribunale, pur tenendo conto del disturbo di personalita' del Piccolo, ha adeguatamente e esaurientemente motivato sul punto, ancorando il proprio giudizio a criteri pienamente condivisibili, quali la personalita', la coerenza e la spontaneita' dei loro racconti, chiarendo che gli stessi (in particolare Novella per la sua posizione di preminenza) avevano diretta conoscenza delle persone e dei fatti riguardanti l'associazione criminale". Nessun accenno e' riportato - nella sentenza della Cassazione - ad Alessandro (55 anni) e Giuseppe (29 anni) Marciano', padre e figlio, indicati da Novella, durante le indagini, come mandante e autista del delitto. In base alle dichiarazioni di Piccolo - riportate dalla sentenza - il gruppo malavitoso facente capo a Novella era composto oltre che da loro due, da Audino, Salvatore Ritorto (presunto killer) e Carmelo Dessi'. Piccolo disse di aver saputo da Dessi' che Ritorto aveva sparato e che Audino guidava. In base alle dichiarazioni di Novella - riportate da Piazza Cavour - il gruppo da lui capeggiato era costituito da Audino, Ritorto, due Dessi', Crisalli, Scali e Piccolo; l'omicidio fu commesso da Ritorto, e Audino non vi partecipo' e prese parte solo ad appostamenti sotto casa della vittima e al furto della macchina usata per l'agguato.
Piccolo fu esonerato dalla leva per problemi psichici
20/11 Bruno Piccolo, uno dei due collaboratori di giustizia dell'inchiesta sull'omicidio del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, e' stato esonerato dal servizio militare per problemi psichici. La circostanza e' emersa nel corso del controesame cui Piccolo e' stato sottoposto oggi dai difensori degli indagati in sede di incidente probatorio davanti al Gip distrettuale di Reggio Calabria. Nel corso dell'interrogatorio, i difensori hanno esibito la documentazione dell'esonero e lo stesso Piccolo, rispondendo ad una domanda dell'avv. Rosario Scarfo', difensore di Salvatore Ritorto, il giovane accusato di essere l'autore materiale del delitto, ha ammesso la circostanza e l'uso di sostanze stupefacenti ed alcool. Rispondendo alla domande del collegio di difesa, Piccolo, che e' sottoposto ad un programma speciale di protezione, ha anche ammesso di avere avuto colloqui telefonici con persone diverse dai suoi familiari. Per quanto riguarda l'omicidio Fortugno, il collaboratore avrebbe ribadito che ad accompagnare Ritorto sul luogo del delitto, fu Domenico Audino, senza fare riferimento, come aveva fatto in un interrogatorio nei mesi scorsi, alla presenza in auto anche di Giuseppe Marciano', figlio di Alessandro, il caposala dell'ospedale di Locri accusato di essere il mandante del delitto. Piccolo ha poi modificato alcune sue precedenti affermazioni, sostenendo, rispondendo alle domande dell'avv. Eugenio Minniti, difensore di Audino, che quest'ultimo non accompagno' Ritorto nei suoi sopralluoghi sotto l'abitazione di Fortugno, posta nella piazza del Tribunale di Locri; quindi ha affermato di avere saputo le notizie sul delitto da Domenico Novella, l'altro collaboratore di giustizia. Quest'ultimo sara' sentito mercoledi' prossimo, sempre in sede di incidente probatorio. Per primo rispondera' alle domande dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, quindi sosterra' il controesame dei legali della difesa.
