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Roma, reti di telecamere antiprostituzione

Il prefetto: agiremo contro chi va con le minorenni
«Filmeremo i clienti delle strade del sesso»
Veltroni: reti di telecamere antiprostituzione, i fotogrammi saranno utili nel caso ci siano notizie di reato


ROMA — L'ordine è «dissuadere». A questo serviranno le telecamere che il Campidoglio ha intenzione di installare nelle strade della Capitale maggiormente colpite dalla prostituzione. Lo ha annunciato ieri il sindaco Walter Veltroni, al termine di un vertice in Prefettura dopo giorni di proteste e sit-in da parte degli abitanti di vari quartieri della città. «Collocheremo le telecamere per osservare le violazioni delle norme sul traffico — ha spiegato Veltroni — ma le monteremo in modo tale da poter seguire l'eventuale spostamento del fenomeno. E le immagini potranno anche essere utili in caso di reati».

È il giro di vite che Roma aspettava, dopo mesi di promesse e di «pattuglioni», con centinaia di ragazze dell'Est dedite alla prostituzione fermate, identificate e poi rilasciate subito dopo.
Le manifestazioni degli abitanti di piazza dei Navigatori e la morte di un giovane in un incidente stradale sulla via Salaria provocato dalle auto dei clienti in doppia fila hanno dato l'avvio all'offensiva del Comune. La sperimentazione inizierà proprio in queste due zone, oltre alla periferia est. Si volta pagina: multe per intralcio al traffico, cartelli d'avviso sulle strade («zona sottoposta a videosorveglianza»), blitz dei vigili urbani. E non solo. «Basta con i clienti che vanno con bambine, che a volte si vedono per strada ancora con le bambole in mano», ha annunciato Veltroni, auspicando anche «uno sforzo maggiore da parte delle forze dell'ordine».

Solo l'altra notte la polizia ha fermato 250 prostitute, più della metà avevano 16 anni. «Chi si apparta con una minorenne commette un reato gravissimo e d'ora in poi verrà perseguito. Ormai si è oltrepassato il livello di guardia», ha aggiunto il prefetto Achille Serra, che ha anche proposto «un doppio intervento legislativo per arginare il fenomeno della prostituzione, visto che gli strumenti delle forze dell'ordine sono azzerati, e per assistere le ragazze vittime di sfruttamento e violenze». Prima di procedere all'installazione, però, sindaco e prefetto dovranno incontrarsi con il Garante della privacy. «Possiamo cooperare — spiega Mauro Paissan, componente del Collegio del Garante — a patto che siano chiariti alcuni punti: chi avrà accesso ai filmati, chi li conserverà e per quanto tempo, e se il numero di telecamere sarà proporzionato al fenomeno. E poi niente "zoomate" negli abitacoli e sulle targhe se non strettamente necessario».
Rinaldo Frignani

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