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Savona - Piano urbanistico, altri palazzi sul mare

Il nuovo Piano urbanistico comunale era stato lanciato dal sindaco Federico Berruti giocando su due parole chiave della sua campagna elettorale: «Scegliere il futuro». Ieri sera - con l'approvazione in consiglio comunale della prima delibera di indirizzo - la maggioranza di centrosinistra (Pd, Ps, Pdci, Prc) può dire di aver spinto la città nella direzione che aveva programmato. Scegliere: «Perché la politica ha il dovere di programmare la crescita». E futuro: «Per contrastare l'idea di una città preda di un inevitabile anche se soffice declino»...
Il nuovo Piano prevede alcune sostanziali modifiche rispetto al Preliminare varato dalla giunta Ruggeri nel marzo 2005 e si fonda su un disegno complessivo di città che la maggioranza ha voluto comporre a partire da tre obiettivi: «Inversione demografica, lavoro, qualità della vita». Sono gli obiettivi sui quali, dal punto di vista del risultato politico, la maggioranza si è compattata: con il sì di Rifondazione Comunista anche alle operazioni più sofferte nel nome di «una discontinuità di indirizzo, di disegno complessivo e di regia pubblica - è stato detto ieri a Palazzo Sisto - che nelle amministrazioni precedenti era mancato». È questo, del resto, il nodo di fondo della partita che si è giocata in queste ore: la dibattuta questione del "cemento" che ha infiammato la Liguria, e non solo Savona. Da una parte un "no" a tutto - tra questi, in consiglio, Patrizia Turchi di "A Sinistra per Savona" ha detto duramente: «Qui siamo oltre l'urbanistica contrattata, siamo alla contrattazione occulta» - dall'altra il sì a tutto, nel nome della mano libera all'impresa come unico possibile traino all'economia. Poi, la posizione che il sindaco ha fatto propria come riconosciuto «garante» ed elemento di sintesi di tutta la maggioranza: l'urgenza di favorire il rilancio di una città che non è ancora uscita dalle secche della crisi industriale e cerca faticosamente una nuova identità, coniugando sviluppo e qualità della vita. Per fare questo - è stato detto - occorrono servizi ed infrastrutture: «Ma l'ente pubblico - ha spiegato il sindaco parlando di necessità di scegliere tra l'immobilismo e l'innovazione pragmatica - non ha le risorse per realizzarle in proprio. Il tema dello scambio equo e trasparente con gli imprenditori privati, nell'ambito di un disegno complessivo pubblico, è "esistenziale" per una città».

Waterfront di Ponente
Il Comune ha deciso di respingere il parere della Regione che, rispetto al Preliminare di Puc targato Ruggeri, chiedeva di abbassare le altezze massime previste per gli edifici del nuovo comparto di via Nizza da 12 a 9 metri. Ma il disegno complessivo dell'area esce mutato dalla previsione di realizzare una passeggiata ininterrotta tra lo Scaletto dei Pescatori alle Fornaci e il confine ovest della città. Il nuovo Puc chiede agli imprenditori che costruiranno in via Nizza di realizzare ciascuno un tratto di passeggiata a proprie spese. L'obiettivo è restituire al ponente della città il suo mare, anche con finalità turistiche.


Mobilità urbana
La delibera contiene un Documento strategico sulla mobilità. L'obiettivo di medio-lungo periodo prevede la realizzazione di una serie di parcheggi in struttura, intorno al centro ed in periferia, alla quale si accompagnerà la progressiva estensione delle isole pedonali e ztl nel centro ottocentesco e nei quartieri. Il mezzo più importante allo scopo è stato individuato nel progetto "Binario Blu", votato nelle scorse settimane e che confluirà nel Puc in autunno: il gruppo privato costruirà per 25 mila metri quadrati, ma dovrà garantire, tra il resto, la realizzazione di un city park pubblico interrato da 26 mila metri quadrati. Oltre alla trasformazione dell'attuale distesa di asfalto a parcheggio vicino al Tribunale in un grande parco urbano chiuso al traffico, collegato attravers un ponte pedonale sul Letimbro con gli Orti Folconi, intorno ai quali si estenderà un parco verde. I due compendi integrati saranno il nuovo cuore della città.

Viabilità
Non si farà il ponte veicolare sul Letimbro all'altezza dell'Ipercoop, che avrebbe compromesso la ristrutturazione del parco verde e sportivo delle Trincee. Indispensabile per alleggerire il traffico del quartiere di Villapiana, si farà invece in un'area da individuare tra via Aglietto e il ponte bianco di Lavagnola.

Albamare e borghi in collina
Il nuovo Puc dice no all'edificazione privata della collina di Albamare tra Savona e Albissola. Nel contempo, rinvia a settembre la discussione sui borghi in collina. A settembre sarà discussa anche la questione di Legino e dell'Università. L'idea più ambiziosa prevede il raddoppio dell'area universitaria con la creazione della Cittadella tecnologica nelle quale si insedieranno aziende hi-tech - in grado di fare da know-how e da traino all'intero territorio sul fronte della ricerca, dell'innovazione e dello sviluppo imprenditoriale - e l'abbattimento del vecchio stadio Bacigalupo. Al suo posto, un polo sportivo con una nuova struttura da 8-10 mila posti ed un palasport da 2.500 posti. Due operazioni da decine di milioni di euro: anche in questo caso non potrà non entrare in gioco la contrattazione con i privati.

Edilizia sociale
Vuole essere, con la qualità urbana, il pilastro del nuovo Puc. È stata accolta la richiesta di Arte di realizzare un insediamento di edilizia popolare in località Papessa, sulla collina di Mongrifone, alle spalle della stazione ferroviaria (80 mila metri quadrati di terreno). Vuole essere una risposta alle necessità delle fasce deboli e si accompagna ad un'altra iniziativa, destinata invece ai giovani e alla classe media: nel comparto degli Orti Folconi un terzo delle residenze realizzate (32 mila metri quadri in tutto) dovrà essere destinata ad edilizia convenzionata.

Antonella Granero

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