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Ucciso il presunto killer di Cutrì, il genero del boss Alvaro

01 ott 08 Il cadavere di un uomo. Domenico Marsetti, di 32 anni, di Sinopoli che sarebbe legato all'omicidio di Domenico Cutrì, il genero del boss della 'ndrangheta Carmine Alvaro ucciso domenica scorsa a Sinopoli (Reggio Calabria), e' stato trovato oggi nelle campagne di Frascati (Roma). Secondo gli investigatori della squadra mobile reggina, tra i due fatti ci sarebbe un collegamento. Non è escluso che Marsetti sia stato l'autore dell'omicidio di Cutrì...

Pur non essendo stato emesso alcun provvedimento nei suoi confronti, gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria lo stavano cercando da domenica scorsa per interrogarlo in merito ad un litigio che aveva avuto con Domenico Cutrì poco prima dell'omicidio di quest'ultimo. Marsetti, che secondo gli investigatori non avrebbe avuto legami con cosche della 'ndrangheta, si era pero' allontanato dal paese prima di essere rintracciato dalla polizia e non aveva dato più notizie di se. La squadra mobile reggina aveva diffuso la segnalazione sulla sua identità a Questure e comandi dei carabinieri in tutta Italia e quando oggi è stato trovato il suo cadavere, gli investigatori calabresi sono stati subito informati ed hanno messo in relazione i due fatti.

Omicidio di mafia: finito con un colpo alla nuca. E' stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca tra domenica sera e lunedì Domenico Marsetti, l'uomo di 32 anni di Sinopoli (Reggio Calabria) trovato morto nelle campagne nei pressi di Roma, a San Cesareo. Lo hanno accertato i primi rilievi compiuti dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Frascati, che stanno conducendo le indagini. Gli accertamenti sono resi difficili dallo stato del cadavere, che ha la testa fracassata, forse a causa dell' esposizione per un giorno e mezzo agli attacchi degli animali. Il cadavere è stato trovato nel primo pomeriggio da un agricoltore di passaggio in un vigneto nei pressi della via Casilina, nella località Prato Rinaldo, alla periferia del comune di San Cesareo, non lontano dalla cittadina di Frascati. L'agricoltore ha subito dato l'allarme al 112. I carabinieri del tenente colonnello Rosario Castello stanno seguendo la pista dell'omicidio per vendetta, dopo che domenica scorsa Marsetti aveva avuto a Sinopoli un litigio con Domenico Cutrì, genero di un boss della 'ndrangheta, poi ucciso. Secondo gli investigatori, Marsetti si sarebbe allontanato dalla Calabria per sfuggire alla vendetta nascondendosi a San Cesareo, dove pero' sarebbe stato raggiunto e ucciso da alcuni sicari.

Con Cutrì una lite per il parcheggio. Potrebbe esserci stata una banale questione di parcheggio all'origine della lite tra Domenico Marsetti, il cui cadavere è stato trovato oggi a Frascati (Roma), e Domenico Cutrì, di 36 anni, il genero del boss della 'ndrangheta Carmine Alvaro ucciso domenica scorsa a Sinopoli. Marsetti era cercato dalla polizia proprio per spiegare i motivi della lite che aveva preceduto di poco l'omicidio di Cutrì che, secondo l'ipotesi investigativa, potrebbe essere stato commesso proprio da Marsetti. Contro Cutrì sono stati sparati cinque colpi di pistola calibro 7.65 due dei quali andati a segno. L'uomo era stato soccorso da alcuni familiari e portato nell'ospedale di Scilla dal quale era stato poi trasferito in quello di Reggio Calabria dove è morto poco dopo il ricovero. Gli investigatori, al momento, non hanno ancora certezze su dove sia avvenuto il delitto. I familiari di Cutrì hanno parlato della zona del cimitero, ma la polizia non ha trovato riscontri. Marsetti non risulta avesse un lavoro stabile.

Omicidio per vendetta. Domenico Marsetti, il cui cadavere è stato trovato oggi a San Cesareo, nelle campagne romane, è stato ucciso per vendetta dopo l'omicidio di Domenico Cutrì, genero del boss Carmine Alvaro di Sinopoli. Su questo gli investigatori sembrano avere ben pochi dubbi. Già dalle ore immediatamente successive al delitto di Cutrì, commesso domenica pomeriggio a Sinopoli, gli uomini della squadra mobile reggina si erano messi sulle tracce di Marsetti per chiedergli conto di un litigio avuto con Cutrì poco prima del suo omicidio sul quale non ci sono state testimonianze verbalizzate, ma voci e informazioni raccolte dalla polizia. L'uomo, però, si è allontanato subito da Sinopoli facendo perdere le sue tracce. Il clan Alvaro è una delle cosche più potenti del reggino, temuta, secondo gli investigatori, per la sua determinazione criminale che la porta ad interessarsi di tutti gli affari illeciti tipici dell'attività mafiosa. Oggi, tra l'altro, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Giorgio a Sinopoli si sono svolti i funerali di Cutrì controllati a distanza da polizia e carabinieri.

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