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«Così aggiriamo i divieti sulla chiusura dei bassi»

VANESSA "lavorava" in via dei Quattro Canti di San Francesco, Salima era dalle parti di via della Maddalena, le altre due ragazze passavano tra un basso e l'altro, nella zona di carruggi interessata dall'ordinanza sindacale che ha vietato l'utilizzo a luci rosse degli ex magazzini. Le quattro ragazze, tutte giovani, adesso s'incontrano in via dei Giustiniani, stanno sedute su alcune seggiole sistemate ai bordi della strada, tra un androne e una saracinesca abbassata. Hanno cambiato zona ma non hanno cambiato attività: continuano a prostituirsi...


Certo, oltre al vicolo, hanno cambiato anche gli orari: «Qui ci sono alcuni artigiani, che chiudono verso le sei del pomeriggio, mentre a due passi c'è piazza delle Erbe che alla sera è pieno di gente - racconta Vanessa, ventiquattro anni, di origine macedone - visto che non vogliamo grane, siamo qua quando diamo meno fastidio, dopo la chiusura delle botteghe e prima della folla notturna. Al sabato e alla domenica, poi, stiamo alla larga perché ci sono più controlli».

Dunque la loro è una presenza discontinua, rispetto a quanto accadeva nella zona interessata dall'ordinanza (dove peraltro di prostitute ce ne sono ancora molte). Per quanto riguarda i locali in cui svolgono il mestiere più antico del mondo, su questo punto le lucciole dell'Est sono poco disponibili a parlare. L'impressione è che "bassi" o piccoli appartamenti al primo piano, non manchino neppure da queste parti e che non sia troppo difficile trovare qualche proprietario di "basso" compiacente e ben disposto a intascare un buon affitto. La strada, con tutti i suoi vicoli che si diramano sui due lati, deve essere sembrata perfetta: lunga, facilmente raggiungibili, a cento metri in linea d'aria dalle affollatissime via canneto il Lungo e via San Lorenzo. Resta da vedere quanto durerà: «Siamo abituate a scappare» - raccontano le prostitute.

Di certo lo spostamento delle quattro ragazze, che potrebbe anche non essere il primo e certamente non sarà l'ultimo, fa pensare a quanto avevano detto pochi giorni prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza due associazioni, "Usciamo dal silenzio" e il Comitato per i diritti delle prostitute: «L'allontanamento e l'esproprio di bassi, produrrebbero lo spostamento delle prostitute. I politici devono riconoscere la soggettività di queste donne, non trattarle da cittadine di serie b e trovare una soluzione per chi vuole uscire dalla tratta, trovando soluzioni logistiche mediate, invece, per chi vuole continuare a farlo». Almeno per quanto riguarda il caso di via dei Giustiniani, i fatti sembrano dare ragione a queste previsioni. Mentre i vecchi abitanti della zona ricordano che a due passi dalla strada c'era il "Castagna", nell'omonimo vico, uno dei più celebri bordelli di Genova: a gestirlo negli anni Cinquanta era Mary, di origine balcanica, detta la tigre di Gondar. Quasi una combinazione.

Edoardo Meoli

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