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Otto in condotta all'Onda scontro genitori-preside

Il collegio docenti punisce i tre giorni di cogestione contro la riforma Gelmini...


Otto in condotta il primo quadrimestre. E' la punizione inflitta dal collegio docenti del liceo scientifico "Grassi" di Savona agli studenti (qualche centinaio) che parteciparono alla cogestione nelle giornate di novembre in cui l'Onda invadeva le piazze e occupava scuole e università per contrastare la riforma Gelmini. Il caso sembrava chiuso lì, con le rimostranze dei ragazzi. E invece la vicenda è stata presa di petto da un gruppo di genitori che ha indirizzato una dura lettera di protesta alla preside Gabriella Viganego e agli insegnanti del liceo.

A entrambi il comitato di genitori contesta di aver tentato «attraverso il controllo e la minaccia, di limitare il diritto degli studenti a manifestare le proprie idee».

«Quello che ci preoccupa maggiormente come genitori, non è la valutazione del comportamento in sé - si legge ancora nella lettera - ma la volontà di limitare la libera espressione all'interno della scuola, usando di fatto la paura della bocciatura come strumento di repressione e controllo. E' come se si minacciasse di licenziare i lavoratori in caso di sciopero».

E poche righe più avanti: «Riteniamo che il collegio docenti abbia perso una buona occasione per riaffermare alcuni valori e principi della democrazia».

Ma facciamo un passo indietro per capire come si è arrivati allo scontro. Nei giorni caldi della protesta studentesca, un gruppo di ragazzi della classi quarte e quinte del "Grassi", manifesta alla preside l'intenzione di partecipare alla mobilitazione con iniziative che abbiano un certo impatto sull'opinione pubblica. La Viganego ha tra l'altro appena manifestato al Secolo XIX la propria volontà di aderire allo sciopero, specificando che torna in piazza dopo 25 anni, perché «con questa riforma mi sembra che buttino via la mia vita, mi sento amareggiata».

E i ragazzi scoprono, in effetti, di avere di fronte un interlocutore sensibile. Concordando di non spingersi fino all'occupazione della scuola, ma di ripiegare su una forma di cogestione di tre giorni, con dibatti su temi d'attualità nazionale e locale.

La preside formalmente non autorizza (non può farlo) la cogestione, avverte anzi i ragazzi che è illegale, ma non alza barricate, anzi non si oppone all'ingresso nella scuola di ospiti esterni, fra i quali politici, magistrati, associazioni del volontariato che affrontano con i ragazzi argomenti quali il lodo Alfano, la riforma Gelmini, l'urbanistica "selvaggia" in Liguria.

Gli stessi professori vengono autorizzati a partecipare alla cogestione al di fuori dell'orario di lavoro e qualcuno aderisce con entusiasmo. La cogestione è un successo, riconosciuto dai giornali locali che dedicano una pagina al giorno ai dibattiti organizzati dal liceo, e dalla stessa preside che dichiara al Secolo XIX: «I ragazzi hanno fatto un buon lavoro. Un lavoro che riprenderemo il prossimo novembre organizzando tre giorni di incontri e dibattiti su argomenti di attualità e del territorio».

Insomma, alla Viganego non è sfuggito il ritorno positivo che la scuola ha avuto dall'iniziativa. Oltretutto, ha in tasca una lettera dell'onorevole Franco Orsi (Pdl) che si complimenta con i ragazzi per il rispetto e l'attenzione ricevuta nel corso del dibattito sulla riforma Gelmini. Quindi, l'idea "sovversiva" dall'anno prossimo sarà inserita nel programma formativo della scuola. I ragazzi sentono di essere stati protagonisti di qualcosa di importante. Ma di lì a pochi giorni, scemata l'attenzione dei media, il collegio docenti vota a maggioranza una punizione esemplare (la Viganego la definirà "simbolica") per i ribelli della cogestione.

E' un colpo durissimo per i ragazzi. «Siamo amareggiati», dichiarano ai giornali. Si sentono traditi. Prende corpo in quelle ore l'iniziativa di un gruppo di genitori. Il resto è cronaca di oggi.




LA LETTERA DEI GENITORI

Al Dirigente Scolastico
del Liceo Scientifico "Orazio Grassi"
17100 SAVONA

Al Collegio Docenti
del Liceo Scientifico "Orazio Grassi"
17100 SAVONA

e p.c. agli organi di stampa


Oggetto : delibera del Collegio Docenti in merito al voto di condotta in relazione alla partecipazione alle giornate di cogestione.


Noi sottoscritti, genitori degli alunni frequentanti codesto Liceo, in merito alla decisione del Collegio Docenti di assegnare l'8 in condotta agli alunni che hanno aderito alle giornate di cogestione, per protestare contro la cosiddetta "Riforma Gelmini", intendiamo formulare le seguenti osservazioni.

Esprimiamo la nostra profonda delusione per la decisione adottata, che a nostro parere - benché perfettamente legittima nel metodo - si rivela ispirata ad un approccio educativo e ad un concetto di relazione docente/studente che riteniamo superato da almeno una decina d'anni.

Infatti con l'introduzione dell'art. 4 - comma 3 - del D.P.R 249/98 (statuto degli studenti e delle studentesse), abrogativo dei Decreti Regi che sancivano addirittura "l'espulsione da tutte le scuole del regno", si affermava un'idea di scuola basata sull'inclusione, sul recupero delle marginalità e sull'autocritica del modello frontale e trasmissivo, legittimando gli studenti come cittadini attivi e consapevoli, decisivi per la costruzione di una scuola di qualità per tutti/e.

La decisione del Collegio Docenti di codesto Liceo in merito al voto di condotta (che si adegua pienamente alle disposizioni di legge introdotte dal Ministro Gelmini) denota da parte dell'istituzione scolastica e del suo corpo docente un atteggiamento esattamente contrario: tenta infatti, attraverso il controllo e la minaccia, di limitare il diritto degli studenti di manifestare le proprie idee. Insomma, testimonia come l'abusata retorica governativa in relazione alla questione sicurezza irrompa nella scuola e lo faccia nel peggiore dei modi.

Quello che ci preoccupa maggiormente come genitori non è la valutazione del comportamento in sé, ma la volontà di limitare la libera espressione all'interno della scuola, usando di fatto la paura della bocciatura come strumento di repressione e di controllo. E' come se si minacciasse di licenziare i lavoratori in caso di sciopero.

Ci preme sottolineare come in questo momento - connotato da molte incertezze e preoccupazioni per il futuro del nostro Paese - i nostri figli disposti ad informarsi, a discutere, ad approfondire e a lottare, costituiscano una speranza e una risorsa, in controtendenza con quel mondo degli adulti spesso pronto all'omologazione.

Riteniamo, perciò, che sia altamente educativo da parte nostra sostenere e rivendicare per i nostri figli il diritto a manifestare contro le scelte governative tese a mettere in discussione il diritto allo studio.

Ricordiamo come - nell'occasione in cui codesto Liceo reclamava la disponibilità di ulteriori aule, nei confronti dell'Amministrazione Provinciale - né il Dirigente Scolastico, né il Collegio Docenti abbiano avuto alcuna remora nel condurre gli studenti a manifestare, senza peraltro provvedere ad informarne preventivamente le famiglie o a chiedere che le stesse autorizzassero allo scopo i propri figli minorenni.

Esprimiamo il nostro apprezzamento ai Docenti che hanno sostenuto le iniziative degli studenti, collaborando in prima persona alla riuscita della cogestione e che si sono espressi contro l'abbassamento del voto di condotta.

In conclusione riteniamo che il Collegio Docenti abbia perso una buona occasione per riaffermare alcuni valori e principi della democrazia, in una stagione in cui essi vengono messi in discussione e in cui altre Scuole e altri Istituti approvano documenti di denuncia e si impegnano nella difesa della Scuola Pubblica.

Avremmo desiderato che codesta Istituzione Scolastica, cui quotidianamente affidiamo i nostri figli perché collabori con noi a farne cittadini critici e partecipativi, si fosse dimostrata capace di sostenerli nella difesa dei loro diritti, anziché punirli per essersi impegnati attivamente in una mobilitazione responsabile.

Savona, 1 dicembre 2008

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